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	<title>¡NO MÁS!</title>
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		<title>Stop alla castrazione chimica in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Musumeci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[reati sessuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa(Cpt), dopo la visita in Germania nel 2010, ha inviato una richiesta formale affinchè si abolisca la castrazione chimica come strumento punitivo nei confronti dei reati sessuali. Soltanto la Repubblica Ceca e la stessa Germania, in Europa, infatti, prevedono questo strumento punitivo.
Il Cpt, pur documentando che negli ultimi dieci anni le castrazioni chimiche sono state meno di cinque all&#8217;anno,  ha espresso contrarietà verso questo pratica in quanto considerata in violazione della Convenzione europea dei diritti umani.
Il comitato ha inoltre manifestato perplessità ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa(Cpt), dopo la visita in Germania nel 2010, ha inviato una richiesta formale affinchè si abolisca la castrazione chimica come strumento punitivo nei confronti dei reati sessuali. Soltanto la Repubblica Ceca e la stessa Germania, in Europa, infatti, prevedono questo strumento punitivo.<a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Castrazione-chimica-pedofilia-incesto-Polonia-1276001918187.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6575" title="Castrazione-chimica--pedofilia-incesto-Polonia--1276001918187" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Castrazione-chimica-pedofilia-incesto-Polonia-1276001918187-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Il Cpt, pur documentando che negli ultimi dieci anni le castrazioni chimiche sono state meno di cinque all&#8217;anno,  ha espresso contrarietà verso questo pratica in quanto considerata in violazione della Convenzione europea dei diritti umani.</p>
<p>Il comitato ha inoltre manifestato perplessità sulla libertà del consenso espresso dal soggetto considerato colpevole di crimini sessuali, essendo l&#8217;alternativa alla castrazione chimica il carcere a vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Di Stefano Musumeci</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sudan: la guerra dei ricchi nel Paese dei poveri</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[economia africa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti europa africa]]></category>

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		<description><![CDATA[A poco più di otto mesi dalla separazione, il Sudan e il Sud Sudan continuano a vivere in una situazione di tensione.
Con la secessione del Sud lo stato settentrionale si è ritrovato privato di tre quarti della sua produzione petrolifera, circa 350.000 barili al giorno, per un valore stimato in 3,2 miliardi di dollari. Il greggio sud-sudanese, tuttavia viaggia verso la costa attraverso i pipeline che si sviluppano nei territori del Sudan. Un accordo sui guadagni del petrolio è dunque essenziale per rendere possibile una pace tra il regime islamico di Khartoum ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/sud_sat.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-6558" title="sud_sat" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/sud_sat-246x300.gif" alt="" width="246" height="300" /></a>A poco più di otto mesi dalla separazione, il Sudan e il Sud Sudan continuano a vivere in una situazione di tensione.</p>
<p>Con la secessione del Sud lo stato settentrionale si è ritrovato privato di tre quarti della sua produzione petrolifera, circa 350.000 barili al giorno, per un valore stimato in 3,2 miliardi di dollari. Il greggio sud-sudanese, tuttavia viaggia verso la costa attraverso i pipeline che si sviluppano nei territori del Sudan. Un accordo sui guadagni del petrolio è dunque essenziale per rendere possibile una pace tra il regime islamico di Khartoum e il Sud Sudan cristiano/animista.</p>
<p>Ma per far passare il petrolio dal suo territorio il Sudan pretende dal Sud Sudan una tassa superiore alle tariffe internazionali e molto di più del dollaro a barile che Juba è disposta a pagare. I sud-sudanesi, da parte loro, accusano i loro nemici settentrionali di aver recentemente &#8220;rubato&#8221; 815 milioni dollari di greggio. Per questo motivo, a gennaio il governo ha preso la drastica decisione di bloccare la produzione dell’oro nero, come ritorsione contro gli attacchi sudanesi alle sue frontiere. Il Sudan si è trovato così senza le entrare delle tasse di transito del petrolio. La produzione del greggio, fa sapere il Sud, riprenderà solo dopo che il maltolto verrà restituito anche se il Sudan ribatte di aver confiscato il greggio come &#8220;pagamenti in natura&#8221; per le tasse di transito non pagate.</p>
<div id="attachment_6559" class="wp-caption alignleft" style="width: 335px"><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/sud_oil.gif"><img class=" wp-image-6559 " title="sud_oil" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/sud_oil.gif" alt="" width="325" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Distribuzione delle basi petrolifere sul territorio sudanese</p></div>
<p>Un accordo del tutto aleatorio ad Addis Abeba (10 Febbraio) ha per ora evitato solo che scoppiasse una vera guerra tra i due Stati.</p>
<p>La situazione resta, infatti, quanto mai precaria, in particolar modo per il Sud che non può permettersi di interrompere la produzione di ciò che gli fornisce il 98% delle fonti di ricchezza economica del Paese.</p>
<p>Il Ministero delle Finanze ha sottolineato, tuttavia, che non ci saranno perdite di posti di lavoro e il governo continuerà ad assicurare gli stipendi: &#8220;Le misure di <em>austerity</em> sono state rapide e con tagli profondi, ma senza alcun licenziamento di funzionari pubblici o personale delle forze organizzate e dell’esercito – ha detto il ministro delle Finanze Kosti Manibe – sarà mantenuta la busta paga di tutti&#8221;.<br />
A Nord, dopo che il nuovo Paese ha chiuso la sua produzione di petrolio, il presidente del Sudan Omar al-Bashir ha dichiarato come la guerra sia ormai più vicina di quanto fosse prima. Ogni Paese accusa l&#8217;altro di sostenere i gruppi ribelli e continuano a esserci scontri lungo il nuovo confine.</p>
<p style="text-align: right;">di Pietro Crippa</p>
<p style="text-align: right;">fonti: bbc.co.uk;  greenreport.it</p>
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		<title>Intervista a The Hand. Giordano Bruno della satira italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Brusadelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam*
Giordano Bruno
Era il 17 febbraio 1600 quando  Giordano Bruno veniva arso vivo a Roma, in piazza Campo de&#8217; Fiori.  Con la lingua in giova (serrata da una morsa perché non potesse parlare) si tentava così di mettere a tacere il suo pensiero, la sua parola. Ancora oggi sembra che si tenti di silenziare il suo messaggio, ma c&#8217;è chi, come The Hand, tenta di rompere questa censura. The Hand, che ¡NO MÁS! ha già incontrato,  ci prova con il fumetto&#8230; togliendo così polvere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam*</em></p>
<p style="text-align: right;"><em></em><strong style="text-align: right;">Giordano Bruno</strong></p>
<p><em>Era il <strong>17 febbraio 1600</strong> quando  <strong>Giordano Bruno</strong> veniva arso vivo a Roma, in piazza Campo de&#8217; Fiori.  Con la </em>lingua in giova<em> (serrata da una morsa perché non potesse parlare) si tentava così di mettere a tacere il suo pensiero, la sua parola. Ancora oggi sembra che si tenti di silenziare il suo messaggio, ma c&#8217;è chi, come <strong>The Hand</strong>, tenta di rompere questa censura. The Hand, che <strong>¡NO MÁS!</strong> ha già incontrato,  ci prova con il fumetto&#8230; togliendo così polvere e ragnatele da libri dimenticati in biblioteche per contaminare, incuriosire, e diffondere.  Ecco due chiacchiere su questo ambizioso e interessante progetto.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas2.jpg"><br />
<img class="alignleft" title="Giordano Bruno The Hand 2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas2.jpg" alt="" width="240" height="220" /></a>The Hand ritorna a scarabocchiare su Giordano Bruno, ci racconti questa nuova avventura “da fumettaro”?</strong></p>
<p>Troppe cose lasciate in sospeso sul Nolano la volta scorsa;  l&#8217;avevo definita &#8220;sconfitta&#8221;, ma era più rammarico per non aver trovato energie e tempo necessari a completare un progetto, decisamente troppo ambizioso. Spero che stavolta, trattandosi di un lavoro diverso per peso, intenzioni e stile, ad opera(zione) conclusa possa godermi la soddisfazione di aver chiuso almeno uno dei cerchi che mi ero prefisso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa ti lega a questo personaggio?</strong></p>
<p>A questo punto me lo chiedo anch&#8217;io! Se nonostante il passare degli anni, gli ostacoli vecchi e nuovi continuo a ritrovarmelo tra le mani, le matite e i fogli, ci dev&#8217;essere qualcosa che in qualche maniera sfugge anche all&#8217;umana e personale comprensione. Ho già detto altre volte che la sensazione è quella dell&#8217;essere stato scelto piuttosto che aver scelto.</p>
<p><strong>Tre “tratti” che hai in comune con Giordano Bruno</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas3.jpg"><img class="alignright" title="Giordano Bruno 3" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas3.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a></strong>Siamo nati entrambi ai <strong>piedi del Vesuvio</strong>. Un <strong>Giovanni come padre</strong> (ma il mio non combatte per gli spagnoli). Anche Bruno <strong>illustrava le sue opere</strong>, primo e forse unico caso tra i filosofi. Abbiamo condiviso per anni stessi spazi e vicoli nei pressi del convento di San Domenico Maggiore. <strong>Girovaghi mai paghi</strong> tutti e due, prima nel nord Italia e poi nel nord Europa, lambendo quasi le stesse città. Ogni tanto qualcuno azzarda similitudini fisiognomiche&#8230; ma su questo ci rido sopra, dal momento che non esistono ritratti certi di Bruno. <strong>Amore per filosofia</strong>,<strong> satira</strong>, <strong>metempsicosi</strong>, sacro rispetto per <strong>natura ed animali</strong>, <strong>visione panteistica</strong> di micro/macro/cosmo&#8230; <strong>avversione per superstizione</strong> e certi costumi&#8230; <strong>antidogmatismo</strong>, <strong>anticlericalismo</strong>, un proverbiale <strong>brutto carattere</strong>&#8230; è vero, hai ragione, avevi detto solo tre.</p>
<p><strong>Un personaggio come Giordano Bruno può essere raccontato da mille punti diversi, cosa racconterai di lui nelle tue tavole?</strong></p>
<p>Stavolta mi limiterò a<strong> raccontarne semplicemente la vita</strong>. Le vicende che l&#8217;hanno visto protagonista rumoroso e inquieto nell&#8217;Europa del &#8217;500, come amava ripetere il compianto amico Anacleto Verrecchia (gigante bruniano scomparso di recente), sono così belle e tragiche che vanno narrate per quello che sono. Alle illustrazioni affiderò il compito di scrostare quell&#8217;immagine che si è voluta far passare in questi quattro secoli, di uomo perennemente collerico che alla fine “se l&#8217;è andata a cercare”. Bruno è anche vitalità dionisiaca, in lui gli opposti si alternano ritmicamente, come ciò che è concavo, se girato sa rivelarsi convesso (in tristitia ilaris, in ilaritate tristis).</p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6520" title="Giordano Bruno - The Hand 1" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas1.jpg" alt="" width="180" height="165" /></a>Qual è la sfida più grande che ti riserva “il nolano”?</strong></p>
<p>Mah&#8230; se un giorno vedessi realizzato <strong>un film d&#8217;animazione</strong> su Bruno con tutti gli effetti di cui oggi il cinema dispone, messi al servizio di nolana filosofia e delle visioni che Bruno aveva già nel suo tempo su infiniti mondi ed ars memoriae&#8230; beh, sarebbe decisamente un gran bel vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pensi che Giordano Bruno sia ancora vittima di un “moderno” oscurantismo? Come la tua arte può contribuire a rompere questo muro di censura?</strong></p>
<p><strong>Bruno è ancora maldigerito perché il suo pensiero è quanto mai attuale e lo sarà sempre</strong>. Il problema grosso da quello che registro è legato alla preoccupazione (dei suoi detrattori) che un medium popolare e potente come il fumetto attragga, arrivi e colpisca in maniera istantanea. Intendo dire che non se ne sta nell&#8217;ombra sullo scaffale della libreria come un libro di solo testo, come vorrebbe chi di Bruno non si parli o tratti. Aggiungici poi che <strong>mai nessuno verrà a chiedermi di fare un lavoro del genere</strong>, mettendomi in mano un budget per realizzarlo e garantendomi promozione e visibilità adeguate, come invece accade a scadenza fissa per biografie cartacee e audiovisive di santi e beati. La condanna sul capo di Bruno, <strong>la cosiddetta damnatio memoriae è perpetua</strong>. Dal momento che di recente in Vaticano c&#8217;è chi ha ricominciato a mugugnare su Galileo, non mi sorprenderei se a Campo de&#8217; Fiori si palesassero un giorno dei tecnici papalini, perché l&#8217;omino bianco ha disposto di smantellare l&#8217;unico bronzo eretto al filosofo!</p>
<p><strong>Al momento le prime pagine de “Il nolano” sono on line sul sito  <a title="www.giordanobruno.es " href="http://www.giordanobruno.es " target="_blank">www.giordanobruno.es </a> dove scrivi &#8220;<em>già mi diverte l&#8217;idea di vedere quanti editori si faranno avanti e quanti preferiranno fare più comodi passi indietro</em>&#8221; Come si trasformerà in un progetto editoriale? Cosa possono fare i lettori per supportarti?</strong></p>
<p>&#8230; e quindi provo in solitaria a giocarmi tutte le carte che questi tempi offrono. Senza comunque tralasciare i canali tradizionali della <strong>case editrici</strong>, sto usando a tambur battente gli <strong>strumenti della rete</strong> (facebook, twitter) per far conoscere il progetto, ed una <strong>piattaforma di microfinanziamenti</strong> per testare una via alternativa, qualora non riuscissi a persuadere nessun editore puro. All&#8217;orizzonte ci sono anche <strong>ebook e applicazioni per smartphone</strong>, vedremo&#8230; I lettori interessati intanto possono unirsi a chi sostiene già l&#8217;iniziativa, aderendo al <strong><a href="http://www.facebook.com/groups/106775435177/" target="_blank">gruppo facebook</a></strong> o finanziando una o più copie dell&#8217;opera attraverso i link presenti sul sito.</p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas6.jpg"><br />
</a>Ti abbiamo<a href="http://www.lavocedinomas.org/italia/the-hand-chi-ha-trasformato-il-v-day-in-unimmagine" target="_blank"> già chiesto</a> per cosa urleresti  <a href="http://www.lavocedinomas.org" target="_blank">¡NO MÁS!</a>. Secondo te, oggi, Giordano Bruno per cosa urlerebbe  ¡NO MÁS!?</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas6.jpg"><img class="alignleft" title="Giordano bruno the hand " src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas6.jpg" alt="" width="270" height="248" /></a></strong>Non faccio fatica ad immaginarmelo mentre ridacchia, constatando quanto di quello profetizzato quattro secoli fa poi è avvenuto e come l&#8217;universo coincida con le sue azzardate visioni. Me lo vedo commosso davanti ad un computer a googolare senza sosta, assetato di sapere, come quando entrava di nascosto nella vasta biblioteca dei domenicani, per leggere i testi proibiti. Se dovesse urlare oggi lo farebbe in rete da pirata, scardinando e mettendo a soqquadro siti e piani di Vaticano e potenti. Un hackeretico che nessun inquisitore potrebbe bruciare di nuovo!<a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/gbnomas2.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Ilaria Brusadelli</strong></p>
<p>*<em>Avete<strong></strong> <strong></strong>forse<strong></strong> <strong></strong>pi<strong></strong>ù <strong></strong><strong></strong>timore<strong></strong> <strong></strong>voi<strong></strong> <strong></strong>nel<strong></strong> <strong></strong>pronunciare<strong></strong> <strong></strong>questa<strong></strong> <strong></strong>sentenza<strong></strong> <strong></strong>che<strong></strong> <strong></strong>io <strong></strong><strong></strong>nel<strong></strong> <strong></strong>riceverla</em></p>
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		<title>Onore a Vik, guerriero senz’armi.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 13:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[E poi la sua vita…    
È  stata una vita. 
-Egidia Arrigoni ,mamma di Vik-






&#160;
&#160;
Una, due, tre, quattro, non ricordo più.
Ormai ho perso il conto delle serate, degli incontri, degli interventi in memoria di Vik ai quali ¡NO MÁS! ha contribuito a realizzare nei dieci mesi trascorsi dalla sua scomparsa. Vik, storia di un vincitore, la serata organizzata ieri a Vimercate in collaborazione con l’associazione Liberi tutti Yalla Palestina è solo l’ultima di una lunga serie.
Ma non è importante. Non lo è perché ogni volta che si ascoltano le parole di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>E poi la sua vita…    </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>È  stata una vita.</em><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>-Egidia Arrigoni ,mamma di Vik-</em></p>
<p align="right"><em><br />
</em></p>
<p align="right"><em><br />
</em></p>
<p align="right"><em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una, due, tre, quattro, non ricordo più.</p>
<p>Ormai ho perso il conto delle serate, degli incontri, degli interventi in memoria di Vik ai quali <em>¡NO MÁS!</em> ha contribuito a realizzare nei dieci mesi trascorsi dalla sua scomparsa. <strong><em>Vik, storia di un vincitore</em></strong>, la serata organizzata ieri a Vimercate in collaborazione con l’associazione <em>Liberi tutti Yalla Palestina</em> è solo l’ultima di una lunga serie.</p>
<p>Ma non è importante. Non lo è perché <strong>ogni volta che si ascoltano le parole di Vittorio</strong>, tramite una delle infinite voci che da quando è morto sono diventate la sua voce, è come ascoltarle per la prima volta. Ogni volta che si guardano i suoi filmati, <strong>è come aprire gli occhi per la prima volta</strong>.</p>
<p>Come una tempesta di pietre, come una piccola Intifada dell’animo, che a forza ti scuote da un mondo fatto di idiozie e porta dritto all’inferno di Gaza.</p>
<p>Anche ieri, nell’auditorium della Biblioteca di Vimercate, si sono sentiti i bombardamenti dell’esercito israeliano abbattersi su quell’inerme striscia di terra. Si son viste case ridotte in briciole e corpi straziati, il tutto sotto la sapiente guida di Vik, che veste il ruolo di medico di Gaza e ci porta a fare il giro dei suoi “pazienti”.<a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/vik.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6512" title="vik" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/vik.jpg" alt="" width="183" height="276" /></a></p>
<p>Nelle interviste appare sempre innaturalmente calmo , Vik. Con quello sguardo che guarda sempre oltre l’obiettivo della telecamera, verso l’orizzonte, e la pipa che si caccia in bocca dopo ogni frase. Parla lentamente, in un tono che pare quasi rassegnato all’orrore, alla violenza gratuita e vigliacca che un bulldozer come Israele perpetra da decenni contro la formica Gaza.</p>
<p><strong>Ma non si è mai arreso, Vik</strong>. Ha fatto da scudo umano, si è improvvisato giornalista, è stato torturato, estradato, è ritornato, ha lottato.</p>
<p>Tutto per la causa della Palestina, o meglio per la causa ancora più grande della libertà, e della verità. Che, come diceva lui, sono come due facce di una stessa medaglia.</p>
<p>La madre Egidia lo ha ricordato come “un guerriero senz’armi”, che usava una penna al posto dei fucili. E la usava bene, come lo dimostrano le centinaia di serate organizzate in suo onore ed in sua memoria in tutto il paese durante quest’ultimo anno.</p>
<p>Dimostrano che Vik non è stato dimenticato, ma che ancora vive in mezzo a noi.</p>
<p>Lui vorrebbe che il mondo non si dimenticasse di quella striscia di terra per cui lui ha sacrificato la sua vita. Perché spegnere i riflettori, guardare da un’altra parte, smettere di informare, ucciderebbe Gaza. La penna di Vik non c’è più, ma altri attivisti per i diritti umani stanno portando avanti la sua lotta (come la nostra Rosa Schiano).</p>
<p>Non c’è bisogno di essere a Gaza per lottare però. Informatevi, promuovete e diffondete eventi come quello di ieri sera, non girate la testa dall’altra parte. <strong>Tenete alta la voce di Gaza, tenete alta la voce di Vik</strong>.</p>
<p>Restiamo umani, sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Di Marco Pozzoli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vik: storia di un Vincitore. Questa sera a Vimercate</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Vik: storia di un vincitore. Questa sera, a Vimercate, un nuovo evento per ricordare la figura di Vittorio e soprattutto la sua attività a Gaza.
Un evento in cui sarà soprattutto Vittorio a parlare, a raccontare, a far luce sulla drammatica condizione della &#8220;più grande prigione a cielo aperto del mondo&#8221;. Attraverso i suoi reportage, attraverso alcuni dei suoi numerosissimi video-documento; testimonianze preziose di un dramma passato sotto silenzio dalla maggior parte dei media. 
Partecipate numerosi a questo appuntamento, organizzato da ¡NO MÁS! e da Liberi tutti yalla Palestina, che vede l&#8217;importante partecipazione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/arrigoni-vittorio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6505" title="arrigoni-vittorio" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/arrigoni-vittorio.jpg" alt="" width="210" height="193" /></a><a href="http://www.lavocedinomas.org/news/1702-vimercate-vik-storia-di-un-vincitore" target="_blank">Vik: storia di un vincitore</a></strong>. <strong>Questa sera, a Vimercate</strong>, un nuovo evento per ricordare la figura di Vittorio e soprattutto la sua attività a Gaza.</p>
<p>Un evento in cui <strong>sarà soprattutto Vittorio a parlare</strong>, a raccontare, a far luce sulla drammatica condizione della &#8220;più grande prigione a cielo aperto del mondo&#8221;. Attraverso i suoi reportage, attraverso alcuni dei suoi numerosissimi video-documento; testimonianze preziose di un dramma passato sotto silenzio dalla maggior parte dei media. </p>
<p><strong>Partecipate numerosi a questo appuntamento</strong>, organizzato da <strong>¡NO MÁS!</strong> e da <strong>Liberi tutti yalla Palestina</strong>, che vede l&#8217;importante partecipazione di <strong>Egidia Beretta</strong> e che ha come obiettivo quello di<strong> continuare ad avere Gaza nel cuore e nella mente, continuando a parlarne, a diffondere, a testimoniare. </strong></p>
<p>Facciamolo per Gaza, per Vittorio. Facciamolo sopratutto per noi tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIK: storia di un Vincitore</strong></p>
<p>Incontro sull&#8217;attività di Vittorio Arrigoni a Gaza</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> Venerdì 17 febbraio h 21 @ VIMERCATE</p>
<p style="text-align: left;" align="center">(Auditorium Biblioteca civica, Piazza Unità d&#8217;Italia, 2 g)</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: left;"> - <a title="Volantino evento vimercate no mas" href="/wp-content/uploads/2012/01/Vik_Evento-Vimercate.jpg" target="_blank">Scarica il volantino</a></p>
<p style="text-align: left;">- <strong>Dallo / invialo ad almeno una persona</strong> che non conosce la situazione a Gaza</p>
<p style="text-align: left;">- Oppure <strong>diffondi sul web l&#8217;evento</strong>, anche <a title="VIk: storia di un vincitore - 17 febbraio vimercate" href="http://www.facebook.com/events/141122546005999/" target="_blank">su Facebook</a> trovi tutte le informazioni.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Intervista a Fulvio Renzi. &#8220;Restiamo Umani &#8211; The Reading Movie&#8221;</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/intervista-a-fulvio-renzi-restiamo-umani-the-reading-movie</link>
		<comments>http://www.lavocedinomas.org/news/intervista-a-fulvio-renzi-restiamo-umani-the-reading-movie#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 08:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Restiamo Umani &#8211; The Reading Movie”. Un progetto che significa molto. Un progetto che aiuterà a trasformare la cronaca, raccontata giorno per giorno a Gaza da Vittorio Arrigoni, in memoria storica e collettiva.
Un progetto che unisce voci importantissime, da Ilan Pappé a Moni Ovadia a Egidia Beretta, in un unico Reading Movie, in cui le parole incise da Vittorio nell’inferno di Piombo Fuso si trasformano in un filo conduttore forte e vivo. Un progetto in divenire, che ha bisogno del contributo di tutti noi. 
Visitate il sito e partecipate alla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/fulvio_renzi_ext.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6487" title="fulvio_renzi_ext" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/fulvio_renzi_ext.jpg" alt="fulvio_renzi_ext" width="221" height="207" /></a>“</em>Restiamo Umani &#8211; The Reading Movie”</strong>. Un progetto che significa molto. Un progetto che aiuterà a trasformare la cronaca, raccontata giorno per giorno a Gaza da <strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/tag/vittorio-arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a></strong>, in memoria storica e collettiva.</p>
<p>Un progetto che unisce voci importantissime, <strong>da Ilan Pappé a Moni Ovadia a Egidia Beretta</strong>, in un unico <strong>Reading Movie</strong>, in cui le parole incise da Vittorio nell’inferno di Piombo Fuso si trasformano in un filo conduttore forte e vivo. <strong>Un progetto in divenire, che ha bisogno del contributo di tutti noi. </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.restiamoumani.com/" target="_blank">Visitate il sito</a></strong> e <strong>partecipate alla produzione di questo importante documento</strong>. Dieci euro non sono molti per aiutare a diffondere ancora di più lo voce di Vittorio.</p>
<p><strong>“<em>Non fermiamoci</em>”</strong>, come ci ha raccontato in questa intervista <strong>Fulvio Renzi</strong>, curatore del progetto <strong>“Restiamo Umani &#8211; The Reading Movie”</strong>. Per Vittorio, per una società più giusta, per non dimenticare. Per noi stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Come è nato il progetto del Reading Movie e, una volta prodotto, come verrà distribuito?</strong></em></p>
<p>È nato come nascono le cose semplici. Da un seme nella terra secca e da un incubo ad occhi aperti. Eravamo tutti spaventati, ma lo spavento diventò rabbia all’istante e l’assoluto bisogno di far conoscere la verità è stato l’unico sentimento puro che ho provato in quel momento. Potrei definire questa un’opera della verità contro la menzogna, autodeterminata ad invadere ogni angolo del mondo.</p>
<p>Il film, disponibile gratuitamente online, sarà distribuito insieme a tanti contenuti speciali come le interviste inedite ai lettori, il backstage/intervista su come e perché abbiamo creato tutto questo, il documentario di Alberto Arce “<em>To Shoot an Elephant</em>” girato a Gaza durante i giorni del massacro, una collezione di video-commenti di personaggi, artisti e attivisti, sul concetto universale del “<em>restare umani</em>” e un libro fotografico sui 19 lettori: foto scattate subito dopo aver letto il capitolo, che diventerà anche una mostra fotografica che seguirà le conferenze che organizzeremo in Italia e all’estero.</p>
<p>Verrà distribuito da distributori locali, uno per ogni Stato che andremo a toccare, cosi da avere un supporto reale e un controllo maggiore sulla distribuzione negli Stati esteri, obiettivo ultimo di tutta l’opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>La testimonianza di Vik passerà attraverso la voce di intellettuali, attivisti, protagonisti della cultura, dell&#8217;informazione e della cooperazione internazionale. Come sono state individuate le personalità che leggeranno i brani del libro di Vittorio?</strong></em></p>
<p>Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto persone che hanno dato la vita intera per far conoscere la verità, persone ancora vive per fortuna loro e nostra. Il documento storico testimoniato da Vittorio deve essere letto ad alta voce da chiunque voglia capire cosa sia davvero accaduto e cosa continua ad accadere sotto gli occhi di tutti, lì e altrove.</p>
<p>Alcuni lettori che abbiamo invitato a stare con noi hanno preferito continuare a percorrere strade più agevoli per loro, anziché mettersi in gioco a dispetto della menzogna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Chi saranno i prossimi che prenderanno parte al film?</strong></em></p>
<p>Le ultime letture che abbiamo prodotto comprendono La lettura di Huwaida Arraf, che abbiamo incontrato a Dublino; quella di Mairead Maguire, che ci ha ricevuto nella direzione della sua organizzazione The Peace People a Belfast e quella di Ilan Pappé, incontrato all’Istituto di studi Arabo Islamici dell’Universitá di Exeter: la lettura l’ha fatta nello stesso ufficio dove pochi anni prima incontrò per la prima volta Vittorio, proprio ad Exeter.</p>
<p>Poi sarà la volta di Hilarion Capucci, Mohammed Bakri, Roger Waters, Norman Finkelstein ecc&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Fulvio_renzi_int.jpg"><img class="alignright  wp-image-6490" title="Fulvio_renzi_int" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Fulvio_renzi_int.jpg" alt="Fulvio_renzi_int" width="216" height="198" /></a>Nell&#8217;introduzione al progetto dite che il vostro intento non è fare giornalismo e informazione. Eppure attraverso la vostra arte le denunce di Vittorio avranno ancora più eco e arriveranno alle orecchie di molte persone. Non è anche questa una forma di informazione, che forse va a colmare un vuoto lasciato dal giornalismo stesso relativamente all&#8217;attività di Vittorio?</strong></em></p>
<p>La comunicazione la chiamo “Arte” quando funziona esattamente come un’arma da fuoco: sparando proiettili di conoscenza devastanti e precisi, che mirino ad uccidere con un colpo la convinzione di saperne abbastanza, la volontà di restare distanti dalla verità, e quella metodica della menzogna che affiora in quanto compone la nostra società civile e democratica diretta a distruggere i più intimi baluardi di comprensione.</p>
<p>Questo non è giornalismo, ma soltanto la pura verità cruda e semplice, senza fronzoli e attrattive né retorica, e ancor più priva di qualsiasi intenzione politica. Noi non facciamo giornalismo: è il giornalismo che dovrebbe fare ciò che facciamo noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il progetto è finanziato con il contributo di tutti noi. Chiunque può comprare una o più quote, e diventare così co-produttore del film. Come procede l&#8217;acquisto delle quote? Recentemente avete fatto un appello via web per spingere sempre più persone a partecipare&#8230;</strong></em></p>
<p>In collaborazione con <strong><a href="http://www.produzionidalbasso.com/" target="_blank">produzionidalbasso.com</a></strong> abbiamo messo a disposizione 4500 quote da 10 euro l’una, abbiamo superato i 900 sottoscrittori e rimane poco alla conclusione della raccolta. Devo ringraziare tutti quelli che credono come noi nella verità e nella necessità di raccontarla. Non fermiamoci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>La scadenza per l&#8217;acquisto delle quote è il 31 marzo&#8230; se non doveste riuscire a raggiungere il budget stabilito, cosa accadrà al progetto?</strong></em></p>
<p>L’idea che sostiene il meccanismo che abbiamo attuato: la volontà di uscire dalla regola secondo cui il centro di ogni azione sia il denaro e che questo denaro debba essere destinato dalle multinazionali e dalle grandi aziende di produzione, ai fini della cultura e della conoscenza che vogliano loro, secondo l’assunto per cui si può fare poco più di nulla senza questo denaro e senza i favori delle persone che lo detengono.</p>
<p>Dimostriamo giorno dopo giorno che il sogno che avevamo è il sogno comune a molti, e non ci fermeremo anche se il budget non verrà raggiunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Alle molte persone coinvolte nel progetto avete chiesto di spiegare &#8221;cosa significa restare umani&#8221; per loro. E per voi, qual è il senso profondo di questo prezioso monito di Vittorio?</strong></em></p>
<p>Moltiplicare la distanza da quanto sia disumano, dai disumani che sono umani che hanno smesso di esserlo per necessità o convenienza: saperli riconoscere e creare distanza, nei concetti , nelle finalità, nei percorsi. Ecco, questa distanza è “Restare Umani”.</p>
<p><strong><br />
<em>E tu, Fulvio, a cosa urleresti <span style="color: #b72e18;">¡NO MÁS!</span>?</em></strong></p>
<p>Voglio parlare a chi urlo in faccia, a quelli che sembrano umani soltanto a quanti non sanno riconoscerli: possiate essere i carnefici di voi stessi come voi stessi al cospetto degli innocenti che immolate.</p>
<p>Basta menzogna. Nessuno potrà fermare la verità né il moltiplicarsi della distanza che c’è tra dove siamo e dove siete, tra chi siamo e cosa siete.</p>
<p>Vedo il sangue sulle vostre mani, vedo la razza dei disumani differente dalla mia in mezzo al coro degli assassini che imbracciano armi a difesa della sedicente “democrazia della società  civile”.</p>
<p>Quello che i disumani non possono capire è che l’importante non è essere vivi o morti, l’importante è “Restare Umani”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Marco Besana</strong></p>
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		<title>A teatro con ¡NO MÁS!: La Scelta,di Marco Cortesi e Mara Moschini</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 13:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
In attesa della serata di dopodomani (Venerdì 17 febbraio) VIK: storia di un vincitore  non ce ne stiamo certo con le mani in mano.
Siamo infatti orgogliosi di presentare un altro evento organizzato da ¡NO MÁS!, uno spettacolo teatrale che avrà luogo  sabato 3 marzo a Lissone (MB) e domenica  4 marzo a Cassago Brianza (LC), segnatevi le date!
La Scelta è uno spettacolo di testimonianza, in cui i due attori protagonisti &#8211; Marco Cortesi e Mara Moschini &#8211; interpretano alcune storie vere relative al conflitto che ha visto coinvolti i paesi della ex-Jugoslavia negli anni novanta.
Nelle prossime settimane apparirà sul sito ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_lavocedinmas.jpg"><br />
</a>In attesa della serata di dopodomani (Venerdì 17 febbraio) <a href="http://www.lavocedinomas.org/news/1702-vimercate-vik-storia-di-un-vincitore" target="_blank">VIK: storia di un vincitore</a>  non ce ne stiamo certo con le mani in mano.</p>
<p>Siamo infatti orgogliosi di presentare un altro evento organizzato da<strong> ¡NO MÁS!</strong>, uno spettacolo teatrale che avrà luogo  <strong>sabato</strong> <strong>3 marzo a Lissone (MB) </strong>e<strong> domenica  4 marzo</strong> a<strong> Cassago Brianza (LC)</strong>, segnatevi le date!</p>
<p><strong>La Scelta</strong> è uno spettacolo di testimonianza, in cui i due attori protagonisti &#8211; Marco Cortesi e Mara Moschini &#8211; interpretano alcune <strong>storie vere relative al conflitto che ha visto coinvolti i paesi della ex-Jugoslavia negli anni novanta</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_lavocedinmas.jpg"><img class="alignright" title="LaScelta_lavocedinmas" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_lavocedinmas.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>Nelle prossime settimane apparirà sul sito l’intervista dettagliata ai due protagonisti, per ora vi lasciamo con la locandina dell’evento. E con la promessa che <strong>ne varrà la pena</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_lavocedinmas.jpg"><br />
</a>Di&#8217; che parteciperai all&#8217;evento <a href="http://www.facebook.com/events/276320549106261/" target="_blank">su Facebook</a>!</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_Lissone.pdf" target="_blank">qui la locandina </a>dell&#8217;evento a Lissone &#8211; 3 marzo</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/LaScelta_Cassago.jpg" target="_blank">qui la locandina</a> dell&#8217;evento a Cassago &#8211; 4 marzo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wilder: dalla lotta islamofoba al sito anti-immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Musumeci</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Era da tempo che Gert Wilders, leader del partito di estrema destra olandese Pvv, non faceva più parlare di sè, ma i sondaggi in calo del suo partito lo hanno costretto a pensare ad una nuova bufera che potesse scaldare gli animi, della gente che come lui condivide il sogno di un&#8217;Olanda &#8220;pura&#8221;.
Ed ecco l&#8217;idea: un sito-bacheca in cui invita i cittadini a pubblicare proteste e denunce contro gli immigrati est-europei. L&#8217;iniziativa ha suscitato le proteste del governo bulgaro e la reazione della vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, responsabile ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era da tempo che <strong>Gert Wilders</strong>, leader del partito di estrema destra olandese Pvv, non faceva più parlare di sè, ma i sondaggi in calo del suo partito lo hanno costretto a pensare ad una nuova bufera che potesse scaldare gli animi, della gente che come lui condivide il sogno di un&#8217;Olanda &#8220;pura&#8221;.</p>
<p>Ed ecco l&#8217;idea: un sito-bacheca in cui invita i cittadini a pubblicare proteste e denunce contro gli immigrati est-europei. L&#8217;iniziativa ha suscitato le proteste del governo bulgaro e la reazione della vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, responsabile Ue per la Giustizia, secondo la quale &#8221;il Pvv chiede apertamente alla gente di essere intollerant<a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/wilders.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6444" title="wilders" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/wilders-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>e&#8221;.</p>
<p>Il sito web <a href="http://www.meldpuntmiddenenoosteuropeanen.nl/" target="_blank">meldpuntmiddenenoosteuropeanen.nl</a> raccoglie le denunce di cittadini olandesi vittime di reati commessi da cittadini polacchi, romeni e bulgari e le storie di posti di lavoro persi “a causa” dell’immigrazione dei neo-comunitari.</p>
<p>In effetti la trovata di Wilders ha riacceso i riflettori su di lui, scatenando un putiferio in patria e raccogliendo le proteste delle ambasciate di 10 stati membri delle regioni centro-orientali,  addirittura il presidente del Parlamento Europeo <strong>Martin Schulz</strong>  ha assicurato che non mancherà di discutere della faccenda con il premier olandese <strong>Mark Rutte</strong> in un incontro fissato per il prossimo mese.</p>
<p>Al coro di indignazione si è aggiunta la satira della rete, con la nascita di diversi siti-parodia, tra i quali spicca un sito contro i guasti causati al paese dall’immigrazione dal Limburgo, la provincia a sud-est del paese da cui proviene Wilders.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Di Stefano Musumeci</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Papademaki</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/papademaki</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 00:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tanti modi per fare violenza.
Nelle strade, per esempio, incendiando negozi e lanciando sampietrini. A volto coperto, perché chi ha il potere può riconoscermi e venirmi a cercare. Una violenza irrazionale, ingiustificabile e inconcludente, anzi controproducente, scaturita dalla rabbia, dalla noia o da uno stato di pazzia.
Ma c’è anche un altro modo per fare violenza.
Stando comodi in poltrona, al telefono, oppure con una firma su un contratto. A volto scoperto, perché… bè, perché il potere sono io e io posso apparire e scomparire quando voglio e dove voglio dato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tanti modi per fare violenza.</p>
<p>Nelle strade, per esempio, incendiando negozi e lanciando sampietrini. A volto coperto, perché chi ha il potere può riconoscermi e venirmi a cercare. Una violenza irrazionale, ingiustificabile e inconcludente, anzi controproducente, scaturita dalla rabbia, dalla noia o da uno stato di pazzia.</p>
<p>Ma c’è anche un altro modo per fare violenza.</p>
<p>Stando comodi in poltrona, al telefono, oppure con una firma su un contratto. A volto scoperto, perché… bè, perché il potere sono io e io posso apparire e scomparire quando voglio e dove voglio dato che il tempo e lo spazio sono di mia proprietà. Una violenza ragionata, premeditata, sperimentata ed efficace oltre ogni immaginazione nel realizzare gli scopi di chi la compie.</p>
<p>Questa seconda violenza è intellettuale, psicologica, tiene a bada il gregge con uno spauracchio chiamato “democrazia”. Chi vive nei Paesi democratici è fondamentalmente contento. E sa che ha molto da perdere con una rivoluzione. Oggi esistono ancora tiranni che non l’hanno capito. Poveri stolti. Le democrazie, invece, possono adagiarsi su un gregge che borbotta, sbuffa, si alza un pochetto, ma poi torna, sempre e comunque, dietro a una scrivania, sulla catena di montaggio, davanti alla televisione.</p>
<p>E allora, questa seconda violenza, quando vede disoccupazione, malasanità, diritti negati, guerre e apatia emozionale, vede numeri: milioni di euro, miliardi di dollari. Mentre nelle strade la gente muore di fame, le famiglie sono a pezzi, studentesse universitarie si prostituiscono per pagare gli studi. E il gregge tace.</p>
<p>Democrazia.</p>
<p>E’ giusto far morire di fame milioni di persone in ossequio a sua Santità il capitale finanziario? La vita, la sopravvivenza di milioni di individui vale dunque meno di quella di qualche centinaio di investitori? Cosa significa aspettare così tanto per aiutare la Grecia? E questi li chiamano aiuti? Chi pagherà l’<em>austerity</em>? Papademos? Papandreou? Ma per favore.</p>
<p>E non venitemi a dire che questa crisi è una cosa complicata e che per queste cose ci vuole tempo. Dov’è il progresso? Con che coraggio ci identifichiamo nella civiltà più progredita della storia se per spostare dei soldi (130 miliardi di euro equivalgono a un quinto delle spese militari effettuate dagli USA solo l’anno scorso) facciamo tutto ‘sto bailamme? Che diamine di progresso è questo?</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Manolis-Glezos.jpg"><img class="alignright  wp-image-6435" title="Manolis Glezos" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/Manolis-Glezos.jpg" alt="" width="560" height="347" /></a></p>
<p>L’uomo nella foto è Manolis Glezos. Il 30 maggio del 1941, diciannovenne, si arrampicò sull&#8217;Acropoli e ne strappò via la bandiera con la svastica, che vi sventolava dal 27 aprile 1941, quando le truppe tedesche erano entrate ad Atene. Alla bandiera nazista sostituì quella nazionale greca. Domenica, Manolis era in piazza Syntagma a manifestare per i diritti propri e dei cittadini del proprio Paese. E&#8217; stato ricoverato in ospedale per gli scontri subiti.</p>
<p><em>Papademaki</em> significa “papademosacci” o servi di Papademos. Il quale è, a sua volta, servo di chi lo scenario entro il quale si muove lo ha disegnato, brevettato, sperimentato, previsto e attuato. Manolis Glezos non lo è. Manolis Glezos è un novantenne che lotta dai tempi del liceo. Manolis Glezos, e con lui molti altri dimostranti, è ciò che dovremmo essere tutti: un uomo.</p>
<p style="text-align: right;">di Pietro Crippa</p>
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		<title>Stay human &#8211; intervista a Marina Pizzo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Brusadelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[A tu per tu con Marina Pizzo, autrice della canzone Stay Human




Marina Ci racconti qualcosa di te?

Sono una musicista “per caso”, nel senso che in primo luogo sono una persona a cui piace ragionare a fondo dell&#8217;esistenza, scandagliare luoghi interiori, quelli che si celano agli sguardi distratti. Sostando presso di essi si attinge alle possibilità più alte dell&#8217;essere-umano, al confronto più nudo col sé e con l&#8217;Altro: immergendovisi si può sperare di diventare artisti. E quest&#8217;arte si può esprimere in un&#8217;infinità di declinazioni, speculative, acustiche, visive. Ammiro chi riesce a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A tu per tu con Marina Pizzo, autrice della canzone <a href="http://www.lavocedinomas.org/news/stay-human-anche-con-una-canzone-marina-pizzo" target="_blank">Stay Human</a></em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/marina_pizzo.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6418" title="marina_pizzo" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/marina_pizzo.jpg" alt="marina_pizzo" width="590" height="393" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/02/marina_pizzo.jpg"><br />
</a></strong></p>
<ul>
<li><strong>Marina Ci racconti qualcosa di te?</strong></li>
</ul>
<p><strong></strong>Sono una musicista “per caso”, nel senso che in primo luogo sono una persona a cui piace <strong>ragionare a fondo dell&#8217;esistenza</strong>, scandagliare luoghi interiori, quelli che si celano agli sguardi distratti. Sostando presso di essi si attinge alle possibilità più alte dell&#8217;essere-umano, al confronto più nudo col sé e con l&#8217;Altro: immergendovisi si può sperare di diventare artisti. E quest&#8217;arte si può esprimere in un&#8217;infinità di declinazioni, speculative, acustiche, visive. Ammiro chi riesce a giostrarsi tra più campi; io ormai da tempo <strong>seguo quasi esclusivamente la mia voce</strong>, che ha preteso di farsi strumento nel raccontare di quei luoghi.</p>
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<ul>
<li><strong>In una recente intervista hai detto che per ispirarti scegli film, poesie più che a fatti reali&#8230; di cosa parla la tua musica?</strong></li>
</ul>
<p><strong> La mia musica parla di eventi personalissimi</strong>. Io credo che quando ci si ispira ad un&#8217;opera (letteraria, filmica o altro) che ci ha colpiti, si stia agendo in un certo senso nel modo più personale possibile perché si restituisce al fruitore della propria creazione la propria <em>visione</em>, il proprio angolo di incidenza esistenziale, unico ed irripetibile. Inoltre, scegliendo opere di riferimento importanti (io ad esempio mi sono ispirata tra gli altri a <em>Herzog, Conrad, Celan, Rilke</em> e altri), si diventa ripetitori di quei messaggi, si possono amplificare, caleidoscopicamente. E una della mie speranze è quella di far arrivare certi messaggi ad un gran numero di persone: una sorta di <strong>utopia del rock-pop</strong>.</p>
<p>Non mancano comunque <strong>eventi raccolti dal mio vissuto</strong>: in questo modo cerco di imprimere al mio creare anche un moto “centripeto”, di ricondurre le fila delle riflessioni artistiche a me stessa e a una dimensione molto concreta.</p>
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<ul>
<li><strong>Hai scritto stay human, una canzone che parla di <a href="http://www.lavocedinomas.org/tag/vittorio-arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a>&#8230; perché questa intrusione della realtà nella tua musica?</strong></li>
</ul>
<p>La canzone è nata immediatamente dopo aver saputo della morte di Vittorio dai media. Lo conoscevo attraverso i suoi video: <strong>da molti anni seguo la causa palestinese</strong>, un interesse a cui mi ha portato anche il mio studio universitario dell&#8217;arabo.</p>
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<ul>
<li><strong>Ci racconti la storia di questa canzone?</strong></li>
</ul>
<p>La genesi del pezzo è molto semplice: <strong>per me è stato semplicemente <em>necessario</em> scriverlo</strong>. La<strong> morte di Vittorio</strong> è stata un evento enorme per le proprie modalità e implicazioni, un <strong>evento che lascia attoniti</strong>, che scava attorno a sé una disperazione orfana di qualunque senso. <strong>La morte violenta di un guerriero della pace</strong>.<br />
La morte di un guerriero, con le sue braccia forti e il suo sguardo fiero, e le sue parole giuste, taglienti; il suo incedere sicuro. Dunque difficile da comprendere:<strong> difficile far combaciare le immagini che conosciamo di Vittorio con l&#8217;impotenza a cui è stato ridotto</strong>.<br />
<strong>La morte della pace</strong>; l&#8217;assassinio brutale delle più alte spinte etiche dell&#8217;essere umano; l&#8217;abrogazione di un&#8217;utopia; la barbarie cieca, sorda, che da sola si crea e da sola è capace di distruggere mondi creati con anni di sacrifici, di piccoli passi di sogno in sogno, di cura e attenzione. Dunque troppo grande il divario tra la fragilità dell&#8217;impalcatura utopica e la barbarie che l&#8217;ha travolta.</p>
<p>Credo che questo elemento sia molto particolare nel caso di quest&#8217;assassinio: lo sbigottimento che accompagna il dolore, l&#8217;incredulità che sia potuto succedere davvero. È un&#8217;azione vigliacca, scellerata, e che il processo si stia rivelando una tale farsa non fa che accentuare la paradossalità di tutta questa vicenda, facendo sì che quest&#8217;Ingiustizia continui a imperversare e crescere persino nei luoghi della Giustizia per antonomasia.</p>
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<ul>
<li><strong>Cosa vuol dire per te “restiamo umani”?</strong></li>
</ul>
<p>Questo per me è un concetto centrale, e non posso non richiamare il mio enorme debito nei confronti del poeta <strong>Paul Celan</strong>, poeta ebreo vissuto nella lingua tedesca, nel secolo scorso. Per anni ho rincorso l&#8217;idea dell&#8217;essere-umano tra i suoi versi ma anche tra i suoi appunti, tra le annotazioni sparse, in mezzo ai frammenti. In mezzo alle macerie dell&#8217;essere-umano all&#8217;indomani della Shoah. È proprio in questi frangenti, quando ci si ritrova a fronteggiare le azioni più atroci che l&#8217;uomo capace di compiere, ad essere testimoni &#8211; o addirittura vittime &#8211; della barbarie, che si impone il tema e la necessità del <em>restare</em> umani. Per me questo significa innanzitutto<strong> non cedere alla violenza, porre una barriera etica tra l&#8217;orrore compiuto e quello che si potrebbe essere capaci di compiere a propria volta</strong>: rovesciare <em>eticamente</em> le atrocità rifiutando di diventarne agenti.</p>
<p>Restare umani vuol dire anche<strong> restare aperti all&#8217;Altro</strong> – Altro come dolore, come vuoto, e Altro come altro uomo, altra nazionalità, altro pensiero etc. Penso ad esempio a <strong><a href="http://www.lerotte.net/index.php?id_article=110" target="_blank">Darwish</a></strong>, che ha avuto accesso ai grandi poeti e alle tragedie greche proprio attraverso l&#8217;ebraico. Non sto proponendo un atteggiamento di rassegnazione biblica &#8211; di “porgere l&#8217;altra guancia” -, ma al contrario di <em>attenzione critica</em> estrema che porti a riconoscere la gravità dell&#8217;orrore e serbarne ricordo, per poter davvero restare a propria volta fedeli alla propria umanità.</p>
<p>Restare umani oggi si può ovviamente intendere anche in senso assolutamente letterale, dunque<strong> restare umani come continuare a sostenere l&#8217;operato di Vittorio e a ricordarlo</strong>. Ho trovato commovente leggere commenti di persone che gli erano davvero vicine e si trovano ancora a Gaza: in particolare di una ragazza che si faceva forza pensando ai calcioni che le avrebbe dato Vittorio se l&#8217;avesse vista piangere. Anche questo è restare umani.</p>
<p>Per il resto potrei parlare per ore dell&#8217;essere-umani, quindi per il momento mi limito a due ultimi brevi accenni: per me restare umani vuol dire <em><strong>restare capaci di amare</strong></em> e vuol dire <strong>continuare a <em>restare</em>, a <em>resistere</em></strong> (resistere come esistere-contro – contro la forza dilagante di tutto ciò che è disumanizzante).</p>
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<li><strong>Sembra di essere in un periodo “scordato”, che ha perso la sua armonia&#8230; che ruolo può avere una canzone e la musica?</strong></li>
</ul>
<p>Sono d&#8217;accordissimo, sono tempi duri e anzi direi sempre più duri. Ci sono potenze che si stanno facendo strada in modo sempre più prepotente, inaridendo l&#8217;umanità: <strong>la nebbia dell&#8217;indifferenza</strong>, la <strong>superficialità</strong> &#8211; complici dell&#8217;orrore -, e dall&#8217;altro lato, a monte, la <strong>mancanza di scrupoli</strong> da parte della politica e dell&#8217;economia – peraltro sempre più difficili da distinguere.</p>
<p><strong>Una canzone</strong> intesa come un testo cantato può avere ovviamente un impatto “letterale” sulla realtà: <strong>può insegnare, evocare, far riflettere, far commuovere</strong>, può fare tutto ciò di cui è capace il linguaggio verbale avendo in più ovviamente la terza dimensione che gli attribuisce la linea melodica – che a sua volta può essere struggente, graffiante, volutamente monotona etc. e può accompagnare ma anche contrastare l&#8217;andamento delle parole, aprendo infinite possibilità.</p>
<p>Se parliamo della musica il discorso diventa più complesso. Il panorama musicale odierno è talmente vasto e variegato che non è certo questo il luogo – né pretenderei di essere in grado – di formulare asserzioni che possano valere in termini generali, quindi mi limiterò a dire del ruolo che ha la musica per me, ed è già abbastanza complesso.<br />
Come dicevo all&#8217;inizio, partirei da ciò che viene “prima” della musica, dunque dal mio modo di essere, di sentire, di ragionare. Ecco io non ho dubbi che tutte <strong>queste dimensioni costituiscano una sorta di “serbatoio del Sé”</strong> in cui si aggirano pensieri e sensazioni: quando si mette in moto il processo di creazione musicale queste sostanze cominciano a risalire quasi di propria volontà i sentieri misteriosi tra i meandri del proprio Io e l&#8217;espressione: si metamorfosizzano e, infine, sbocciano, diventando altro da sé stessi eppure conservando traccia innegabile del proprio creatore.</p>
<p>Se proprio devo riconoscere alla musica un ruolo potrei affermare che <strong>è uno specchio magico</strong>: quando riascolto un mio pezzo io mi riconosco in modo altro. Per me la musica è un modo di <strong>scagliarmi oltre me stessa</strong>, e cantare non è che <strong>una delle innumerevoli forme di volo</strong> di cui può rendersi artefice un essere umano coraggioso.</p>
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<li><strong>Hai scelto di andare a Berlino per coltivare la tua passione&#8230; non c&#8217;è spazio in Italia? Cosa serve nella valigia di chi insegue il proprio sogno?</strong></li>
</ul>
<p>Ecco questa è una questione ancora molto personale&#8230; in realtà sono altre le ragioni che mi hanno portata a Berlino, sono ragioni appunto personali. Se avessi seguito la mia natura sarei rimasta senza dubbio a latitudini più mediterranee&#8230; Ma ora sono contenta della mia scelta: è una città che in quanto a vivacità culturale e vivibilità non ha paragoni con l&#8217;Italia.</p>
<p>In Italia di fatto lo spazio culturale è più ristretto, ma questo non vuol dire che non si possa svolgere un&#8217;attività artistica, anzi direi quasi che <strong>il compito di chi fa arte è in Italia ancora più essenziale</strong>. Da questo punto di vista penso spesso con rammarico alla mia lontananza  e ammiro enormemente chi si impegna rimanendoci.</p>
<p>Per il resto <strong>a chi insegue il proprio sogno serve coraggio</strong>: il coraggio di affermare la propria scelta (artistica o altra); il coraggio di affermare di essere un artista (o altro), di assumersene le responsabilità, di esserne fieri.</p>
<p>Poi ovviamente servono anche <strong>costanza ed esercizio</strong>, ma è fondamentale esercitarsi non lasciandosi soffocare dalla tecnica, dando sempre<strong> grande spazio a se stessi</strong>, fidandosi delle proprie capacità: l&#8217;equilibrio tra tecnica e sentimento è uno dei punti fondamentali e ricorrenti nella carriera di un artista.</p>
<p>Nella valigia non può mancare infine un sembiante,<strong> una visione del sogno che si sta inseguendo</strong>, o l&#8217;inseguimento rischia di diventare un moto fine a se stesso, o addirittura una fuga fine a se stessa&#8230; insomma bisogna anche includere una certa <strong>pianificazione</strong> del proprio percorso: magari non avrà luogo, o non avrà luogo nei tempi e modi che si prevedevano, ma è necessario attuarla.</p>
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<ul>
<li><strong>E tu, Marina, per cosa urleresti <a href="http://www.lavocedinomas.org" target="_blank">¡NO MÁS!</a> ?</strong></li>
</ul>
<p>Basta con l&#8217;indifferenza, ridiventiamo esseri umani <em>attenti</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Ilaria Brusadelli</strong></p>
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