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	<title>¡NO MÁS!</title>
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		<title>MangiaSoldi, MangiaVite</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 11:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<description><![CDATA[Era un po’ che ce l’avevo bloccato in gola, questo argomento.
Come tutti i gruppi di giovani, anche io e i miei amici abbiamo un baretto “di fiducia”, a Lissone. È un punto di ritrovo, si beve una birra, ogni tanto la domenica si prende l’aperitivo. Ma c’è sempre la musichetta di fondo. Quella delle slot-machine. Sempre piene, giorno e notte.
Wikipedia le chiama anche macchine “mangia soldi”. Non potrei essere più d’accordo. Spesso mi capita di fissarmi su qualche giocatore incallito, capace di passare tutta la sera a ficcare monetine nella ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Era un po’ che ce l’avevo bloccato in gola, questo argomento.</p>
<p>Come tutti i gruppi di giovani, anche io e i miei amici abbiamo un baretto “di fiducia”, a Lissone. È un punto di ritrovo, si beve una birra, ogni tanto la domenica si prende l’aperitivo. Ma c’è sempre la musichetta di fondo. <b>Quella delle slot-machine</b>. Sempre piene, giorno e notte.</p>
<p>Wikipedia le chiama anche macchine “mangia soldi”. Non potrei essere più d’accordo. Spesso mi capita di fissarmi su qualche giocatore incallito, capace di passare tutta la sera a ficcare monetine nella “bocca” di quel maledetto aggeggio, come fossero noccioline. Interi stipendi divorati in pochi giorni, episodi di isterismo e violenza: qualche settimana fa un uomo, disperato, ha scagliato lo sgabello contro la macchinetta, sfasciandone il monitor. <b>Gli aveva “legalmente gabbato” 500 euro in una sera</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Slot_1.jpg" width="496" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Assistere a spettacoli del genere è di per sé penoso, ma la pena si trasforma in disgusto quando si va a leggere qualche dato, e si scopre che <b>in Italia da quando è iniziata la crisi, incredibilmente, il business delle slot-machine è letteralmente esploso</b>: introiti incrementati quasi del 10% annuo, nel 2012 <b>si è arrivati a circa 87 miliardi di euro</b> per il gioco d’azzardo legalizzato nel suo complesso.</p>
<p><b>L’Italia è il terzo paese al mondo nella spesa in giochi legali</b>, circa 800mila gli italiani dipendenti. Fa uno ogni 750, è il caso di rendersene conto. E i poveri giocano circa il triplo dei ricchi.</p>
<p>Solo l’ignoranza e la solitudine, unite alla disperazione, possono portare davanti a una slot-machine. Perché questi strumenti sono programmati per farti perdere. Non c’è niente che tu possa fare, nessuna abilità che possa sfruttare. Solo infilare una moneta e premere un pulsante. <b>Ciao, hai perso</b>. E ancora. Moneta, pulsante. E ancora, e ancora, e ancora. Fino a che non ti sei giocato il conto in banca, la famiglia, la casa.</p>
<p><b>Perché lo Stato non pone fine a questo strazio? Perché ci fa un sacco di soldi sulle tasse? No</b>. Come infatti svelato da un <a href="http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/386164/toffa-la-piaga-delle-slot-machines.html">ottimo servizio delle Iene di un mesetto fa,</a> incredibilmente, per il gioco d’azzardo funziona al contrario che per qualunque altro lavoro: più guadagni, meno paghi. Il risultato sono la miseria di circa 8 miliardi di euro annui di introiti globali, di cui più della metà se ne vanno nel recupero degli affetti da ludopatia. Quindi, qual&#8217;è il senso di tutto ciò?</p>
<p>Scusatemi, all’inizio ho scritto che era un po’ che lo covavo. Perché scriverlo adesso questo articolo? Perché sotto gli occhi mi è capitato questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="myvideotag" style="width: 590px;"><iframe width="590" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/jXe-U9Y4KuA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>I sindaci delle più famose citta d’Italia, una volta tanto uniti indipendentemente dal partito di provenienza, aderiscono alla campagna delle Iene per una causa giusta</b>. Ogni tanto la politica riesce ancora a far sorridere, non solo a far ridere.</p>
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		<title>L&#8217;Esecutore: i dettagli e il materiale</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 10:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>

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		<description><![CDATA[¡NO MÁS! presenta “L’ESECUTORE” in programma per giovedì 30 maggio 2013 alle ore 20:45 presso Teatro Palazzo Terragni, Piazza Libertà 20, Lissone (MB).
 L’APPUNTAMENTO 
La serata &#8211; organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale ¡NO MÁS! e con la partecipazione di Amnesty International (Sezione Lombardia) vedrà la proiezione pubblica di alcuni estratti del film-documentario “L’ESECUTORE” scritto da Paolo Cortesi &#8211; scrittore forlivese &#8211; diretto e interpretato da Marco Cortesi – attore noto al pubblico soprattutto per il fortunato spettacolo teatrale (con più di 200 repliche in tutta Italia) “La Scelta”.
Saranno presenti all’evento &#8211; per la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/img_est_esecutore_lissone.png"><img class="alignleft size-full wp-image-10975" alt="Esecutore_lissone" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/img_est_esecutore_lissone.png" width="300" height="275" /></a>¡NO MÁS!</strong> presenta</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> <strong>“</strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" target="_blank"><strong>L’ESECUTORE</strong></a><strong>”</strong> in programma per <strong>giovedì 30 maggio 2013</strong> alle ore <strong>20:45</strong> presso <strong>Teatro Palazzo Terragni</strong>, Piazza Libertà 20, Lissone (MB).</span></p>
<p><span style="background-color: #000000; color: #ff9900; font-size: medium;"><strong> L’APPUNTAMENTO </strong></span></p>
<p>La serata &#8211; organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale <strong>¡NO MÁS!</strong> e con la partecipazione di <strong>Amnesty International</strong> (Sezione Lombardia) vedrà la proiezione pubblica di alcuni estratti del film-documentario<strong> “L’ESECUTORE”</strong> scritto da Paolo Cortesi &#8211; scrittore forlivese &#8211; diretto e interpretato da <a href="http://www.marco-cortesi.com/" target="_blank"><strong>Marco Cortesi</strong></a> – attore noto al pubblico soprattutto per il fortunato spettacolo teatrale (con più di 200 repliche in tutta Italia) <strong>“La Scelta”</strong>.</p>
<p>Saranno presenti all’evento &#8211; per la <strong>prima volta presentato in Lombardia</strong> e patrocinato dall&#8217;Assessorato alla Cultura della Città di Lissone &#8211; <strong>Roberto Decio</strong> del <strong>Coordinamento Pena di Morte di Amnesty International</strong> e l’attore <strong>Marco Cortesi</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;"><strong> L’ESECUTORE </strong></span></p>
<p>Il film-documentario &#8211; che ha partecipato tra gli altri anche ai <strong>David di Donatello 2012</strong> &#8211; porta in vita la terribile confessione dell’unico uomo autorizzato ad uccidere per mezzo del più sanguinario strumento di morte mai esistito: la ghigliottina.</p>
<p>La<strong> pena di morte</strong> viene dunque affrontata da un nuovo inquietante punto di vista: non quello della vittima della condanna, ma quello di chi è legalmente autorizzato e tenuto ad eseguirla. Il suo nome:<strong> &#8220;Esecutore Capo alla Ghigliottina&#8221;</strong>, colui che nel Codice Penale Francese era tenuto ad abbassare la leva che avrebbe fatto precipitare una lama di 40 Kg sulla nuca del condannato.</p>
<p><a href="http://www.marco-cortesi.com/esecutore.html" target="_blank"><strong>“L’ESECUTORE”</strong></a> &#8211; già segnalato dal quotidiano<em><strong> La Repubblica</strong> </em>per lo spessore artistico e morale &#8211; è ora un <strong>libro+DVD</strong> edito da Infinito Edizioni con la prefazione di<strong> Alessandro Gassman</strong> e all’interno una intervista inedita a <strong>Riccardo Noury</strong>, portavoce di Amnesty International Italia (patrocinatore ufficiale dell’opera).</p>
<p><span style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;"><strong> ¡NO MÁS! </strong></span></p>
<p>L’Associazione di Promozione Sociale<strong> ¡NO MÁS!</strong> nasce nel 2009 con l’obiettivo di diffondere una <strong>cultura di Pace</strong> attraverso l’informazione. Si occupa di organizzare incontri pubblici per sensibilizzare la popolazione di gestire un sito di informazione che quotidianamente affronta attraverso interviste, reportage e articoli di approfondimento il tema dei diritti umani.</p>
<p>Tra i molti eventi promossi, ha organizzato, lo scorso anno, due repliche di grande successo dello spettacolo<a href="http://www.lavocedinomas.org/news/lissone-e-cassago-hanno-scelto-di-esserci-resoconto-di-un-meraviglioso-successo" target="_blank"><strong> &#8220;La Scelta&#8221;</strong></a> di Marco Cortesi e Mara Moschini a Lissone (MB) e Cassago Brianza (LC).</p>
<p>Per ulteriori informazioni:</p>
<p><strong>333.5908059 | info@lavocedinomas.org |</strong></p>
<p><span style="background-color: #ff9900; font-size: medium;"><strong> MATERIALE: </strong></span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/COMUNICATO-STAMPA.pdf" target="_blank"><strong>Scarica il comunicato Stampa</strong></a></li>
<li><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/MANIFESTO_stampa.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la locandina dell&#8217;evento</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://www.facebook.com/events/102786873261981/" target="_blank">Segui l&#8217;evento su Facebook</a></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>25 minutes to go &#8211; countdown di un condannato. J. Cash.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 00:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Riboldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus Track]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa de &#8220;L&#8217;esecutore&#8220;, Bonus track dedica il suo appuntamento settimanale al tema della pena di morte con un brano di un artista incredibile: Johnny Cash. Storia travagliata la sua, anima che brucia (da vedere il suo film biografia &#8220;walk the line&#8221; &#8211; l&#8217;amore brucia l&#8217;anima, film imperdibile, consigliatissimo).
Abbiamo scelto per questo evento la canzone &#8220;25 minutes to go&#8221;, il lucido, amaro, tristo, sofferente conto alla rovescia di venticinque minuti di un condannato a morte.
L&#8217;artista entra davvero nella storia, tanto che varca i cancelli della prigione di massima sicurezza di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/johnny_cash_pena_morte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11249" title="johnny_cash_pena_morte" alt="johnny_cash_pena_morte" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/johnny_cash_pena_morte.jpg" width="300" height="275" /></a>In attesa de &#8220;<a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas">L&#8217;esecutore</a>&#8220;, Bonus track dedica il suo appuntamento settimanale al tema della pena di morte con un brano di un artista incredibile: Johnny Cash. Storia travagliata la sua,<strong> anima che brucia</strong> (da vedere il suo film biografia &#8220;walk the line&#8221; &#8211; l&#8217;amore brucia l&#8217;anima, film imperdibile, consigliatissimo).</p>
<p>Abbiamo scelto per questo evento la canzone <strong>&#8220;25 minutes to go&#8221;,</strong> il lucido, amaro, tristo, sofferente conto alla rovescia di <strong>venticinque minuti di un condannato a morte</strong>.<br />
L&#8217;artista entra davvero nella storia, tanto che varca i cancelli della prigione di massima sicurezza di Folsom per regalare la sua musica e il suo pensiero a tutti i detenuti. Siamo nel 1968 in California, Cash parla dei suoi drammi a gente drammatica. L&#8217;apice della commozione, della rabbia e delle debolezze umane in pochi metri di carcere di massima sicurezza.</p>
<p><strong>Curiosità:</strong> la prima incisione del brano non viene attibuita a Cash, ma al gruppo The Brothers Four, ma il brano fu reso popolare da Cash.</p>
<p>Di seguito il testo, che sa parlare da solo:</p>
<p><em>Bene, stanno montando la forca fuori dalla mia cella e mi rimangono 25 minuti prima di morire</em><br />
<em> e l&#8217;intera città non sta aspettando altro che sentirmi urlare: ho 24 minuti prima di morire</em><br />
<em> bene, mi hanno servito dei fagioli come ultimo mio pasto con 23 minuti prima di morire</em><br />
<em> ma nessuno mi ha chiesto come mi sentissi: mi restano 22 minuti prima di morire</em><br />
<em> bene, ho mandato a chiamare il governatore e il suo maledetto plotone, mentre mi rimangono 21 minuti prima di morire</em><br />
<em> e ho fatto avvertire anche il sindaco, ma è fuori per il pranzo: mi restano 20 minuti prima di morire</em><br />
<em> allora lo sceriffo ha detto: &#8220;Ragazzo, vengo a vederti morire&#8221;, mentre mancano 19 minuti alla morte</em><br />
<em> così gli ho riso in faccia e gli ho sputato in un occhio: 18 minuti alla morte</em><br />
<em> ora sento che arriva il prete che vuole salvare la mia anima: 17 minuti alla morte</em><br />
<em> e sta parlando delle fiamme che bruciano ma io sento così freddo: 12 minuti alla morte</em><br />
<em> ora stanno provando la trappola e questo mi fa sentire i brividi lungo la schiena: mi restano ancora 11 minuti prima di morire</em><br />
<em> sia la trappola sia la corda fanno paura: hanno lavorato proprio bene: ancora 10 minuti alla morte</em><br />
<em> bene, io sto aspettando la grazia che mi renderà libero: ancora 9 minuti alla morte</em><br />
<em> ma questo non è un film e si sono scordati di me: ancora 8 minuti alla morte</em><br />
<em> col piede nella trappola e la testa nel cappio: mi separano ancora 5 minuti dalla morte</em><br />
<em> nessuno verrà a liberarmi: mi restano ancora 4 minuti prima di morire</em><br />
<em> posso guardare le montagne, posso guardare il cielo con ancora 3 minuti che mi separano dalla morte</em><br />
<em> ed è maledettamente troppo bello da vedere per un uomo che deve morire: ancora due minuti prima di morire</em><br />
<em> e ora sto oscillando ed ora io muoio.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mastro Titta</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Verità nascoste]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanni Battista Bugatti era personalità importante nello Stato Pontificio. Tanto importante da divenire protagonista di alcuni scritti di Lord Byron e Charles Dickens e da ricevere, raggiunta l’età della pensione, un vitalizio dorato di 30 scudi al mese direttamente dalle mani di Papa Pio IX, il Pontefice che amava definirsi un “semplice parroco di campagna”.
Nacque a Senigallia nel 1779, il Bugatti, e morì a novant’anni esatti nella sua città natale, nemmeno troppo lontano dalla dura vita di lavoro che aveva condotto fino al 1864  &#8211; quando di anni ne aveva ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11236" alt="cover_titta_ext" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/cover_titta_ext.jpg" width="300" height="275" />Giovanni Battista Bugatti</strong> era personalità importante nello Stato Pontificio. Tanto importante da divenire protagonista di alcuni scritti di Lord Byron e Charles Dickens e da ricevere, raggiunta l’età della pensione, un vitalizio dorato di 30 scudi al mese direttamente dalle mani di <strong>Papa Pio IX</strong>, il Pontefice che amava definirsi un “<em>semplice parroco di campagna</em>”.</span></p>
<p>Nacque a Senigallia nel 1779, il Bugatti, e morì a novant’anni esatti nella sua città natale, nemmeno troppo lontano dalla <strong>dura vita di lavoro</strong> che aveva condotto fino al 1864  &#8211; quando di anni ne aveva 85 &#8211; e che aveva cominciato presto, a soli 17 anni.</p>
<p>“<a href="http://www.lavocedinomas.org/news/la-bramosia-del-sangue-pena-di-morte" target="_blank"><em><strong>Mastro Titta</strong></em></a>”, lo chiamavano. Faceva il venditore di ombrelli nella Capitale e viveva all’interno della cinta vaticana, tanto era importante la sua personalità.</p>
<p>Non solo per questo, però.</p>
<p><strong>Mastro Titta</strong> viveva all’interno della cinta vaticana, protetto dalle gerarchie pontificie, perché <strong>non era amato dai suoi concittadini</strong>. Era detestato, il venditore di ombrelli, dalla città intera, <strong>ad eccezione di quegli stessi cardinali</strong> che lo rispettavano e ne tutelavano i servizi che rendeva loro.</p>
<p><strong>Mastro Titta</strong> vendeva ombrelli, ed era certo un lavoro importante, a Roma. Ma non era per questa attività che divenne famoso, né per questo “servigio” che viveva a diretto contatto con il Papa.</p>
<p><strong>Quando non vendeva ombrelli, Giovanni Battista Bugatti, faceva il boia.</strong></p>
<p>Non un boia qualsiasi: &#8220;<em><strong>er Boja de Roma</strong></em>”, come era chiamato; il boia più famoso dello Stato Pontificio, il “boia” per antonomasia. <strong>Il boia che arrivò a togliere la vita a 516 suppliziati.</strong></p>
<p>Nello<strong> Stato Pontificio</strong>, la <strong>pena di morte</strong> è per lungo tempo stata considerata come qualcosa di non contrario agli insegnamenti cattolici. L’omicidio “consentito” di un essere umano, la morte per sentenza capitale, è stata<strong> legale nella Città del Vaticano</strong> (ovvero inserita nello Statuto Vaticano) <strong>fino al 1969</strong>; a quel tempo prevista in caso di tentato omicidio del papa.</p>
<p>Nonostante non fosse praticata dal 1870, era dunque considerata “ammessa” e venne <strong>rimossa dalla Legge Fondamentale solo il 12 febbraio 2001</strong>, su iniziativa di<strong> Giovanni Paolo II</strong>.</p>
<p>Non è però l’unico Stato ad aver sorprendentemente eliminato la pena di morte dalle sue fondamenta in così tarda età. <strong>L’Italia ha fatto di meglio</strong>.</p>
<p>Se è vero che la morte per sentenza capitale nel nostro Paese è da tempo illegale, è altrettanto vero che,<strong> fino al 2007, è stata ammessa “<em>nei casi previsti dalle leggi militari di guerra</em>”</strong> e solo da 6 anni l’Art. 27 della nostra Costituzione recita quelle parole così belle, che ogni Costituzione dovrebbe riportare  «<strong>Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. <i>Non è ammessa la pena di morte</i>»</strong>.</p>
<p>Meglio tardi che mai. Anche se i &#8220;mai&#8221;, nel mondo, sono ancora troppi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Marco Besana</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dei delitti e delle pene &#8211; Cesare Beccaria</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/dei-delitti-e-delle-pene-cesare-beccaria</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Titolo     Dei delitti e delle pene

  Autore    Cesare Beccaria
  Edizione   Einaudi
  Pagine    680 l&#8217;intero volume, poche decine il testo di Beccaria
  Tre righe sul libro  (o quasi)
Forse la più famosa opera italiana del periodo illuminista, diffusa in tutta Europa e capace di condizionare il pensiero e le azioni dei più grandi sovrani del &#8217;700. Con vivo spirito utilitarista, Beccaria fonda il pensiero sulla convinzione che le leggi devono garantire &#8220;la massima felicità possibile per il maggior numero di persone possibili&#8221;. Da qui nascono una serie di riflessioni sull&#8217;inefficacia della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;"> <strong> Titolo</strong>   </span> <strong> Dei delitti e delle pene<a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Dei-delitti-e-delle-pene.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11216" alt="Dei delitti e delle pene" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Dei-delitti-e-delle-pene.jpg" width="200" height="323" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  Autore  </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">  Cesare Beccaria</span></p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  Edizione  </strong> Einaudi</p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  Pagine  </strong>  680 l&#8217;intero volume, poche decine il testo di Beccaria</p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  Tre righe sul libro  (o quasi)<br />
</strong>Forse la <strong>più famosa opera italiana del periodo illuminista</strong>, diffusa in tutta Europa e capace di condizionare il pensiero e le azioni dei più grandi sovrani del &#8217;700. Con vivo spirito utilitarista, Beccaria fonda il pensiero sulla convinzione che <strong>le leggi devono garantire &#8220;la massima felicità possibile per il maggior numero di persone possibili&#8221;</strong>. Da qui nascono una serie di riflessioni sull&#8217;inefficacia della pena capitale e della tortura, passando per la proposta di riforme in ambito giudiziario e penale, per concludersi con due pensieri la cui importanza è ancora oggi tanto grande, quanto chiara solo ad alcuni: alla base del sistema legislativo statale non dev&#8217;esservi la punizione, bensì la <strong>prevenzione</strong> del male; così come il fine della punizione non è l&#8217;espiazione, bensì <strong>l&#8217;educazione</strong>.</p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  La mia citazione preferita  <span style="background-color: #ffffff;"><br />
</span></strong><em>“Parmi un assurdo che le leggi che sono l&#8217;espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l&#8217;omicidio, ne commettono uno esse medesime e, per allontanare i cittadini dall&#8217;assassinio, ordinino un pubblico assassinio”.</em></p>
<p><strong style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;">  Oggi ve lo consiglio perché  </strong></p>
<p>Perché quando, tra cento, duecento, cinquecento anni, nelle scuole si parlerà del mondo nel Duemila, lo si ricorderà come il mondo delle contraddizioni, dove i diritti erano privilegi e dove la giustizia era iniquità. Il libro di Beccaria è, semplicemente, un libro coerente, dove la pena di morte non viene solo rifiutata in quanto inumana, ma pure nella sua <strong>totale inefficacia</strong> rispetto al fine che vorrebbe perseguire: la realizzazione di una società giusta.</p>
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<p style="text-align: right;"><strong>di Pietro Crippa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: center;"><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
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<p><img class="alignleft" style="border: 10px solid white;" title="Biblioteca_NOMAS recensioni libri" alt="Biblioteca_NOMAS recensioni libri" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/12/Biblioteca_NOMAS-150x150.jpg" width="150" height="150" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni settimana la <strong>Biblioteca di ¡NO MÁS!</strong> la rubrica dedicata alla scoperta dei nostri libri che non possono mancare dai nostri scaffali&#8230; e non dovrebbero mancare dai vostri!</p>
<p>Vai alla <a title="Recensioni di Libri di NO MÁS!" href="http://www.lavocedinomas.org/tag/la-biblioteca-di-no-mas" target="_blank"><strong>BIBLIOTECA DI ¡NO MÁS!</strong></a></p>
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]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Pena di morte: la bramosia del sangue</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/la-bramosia-del-sangue-pena-di-morte</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[“Mio padre prese poi il carrozzino,
 ma prima volle godersi lo spettacolo dell’impiccagione:
 e mi teneva in alto, sollevato,
 dicendo: «Guarda la forca quant’è bella!».”
  Stralcio del sonetto Il Ricordo, Giuseppe Gioacchino Belli, 1830
 
“Sì, per la pena capitale per reati di pedofilia:
mi sistemerei in prima fila, pagando il biglietto, con pop corn e Coca cola in mano,
gustandomi le leccornie mentre vedo uno di quei porci crepare!”
Commento a un video sulla pena di morte in Iran, Youtube, 2013
&#160;
Passano gli anni, i secoli, i millenni. L’uomo non passa, l’uomo non cambia.
Come il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>“Mio padre prese poi il carrozzino,</em><br />
<em> ma prima volle godersi lo spettacolo dell’impiccagione:</em><br />
<em> e mi teneva in alto, sollevato,</em><br />
<em> dicendo: «Guarda la forca quant’è bella!».”</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>  Stralcio del sonetto Il Ricordo, Giuseppe Gioacchino Belli, 1830</em></p>
<p align="right"><em> </em></p>
<p align="right"><em>“Sì, per la pena capitale per reati di pedofilia:</em></p>
<p align="right"><em>mi sistemerei in prima fila, pagando il biglietto, con pop corn e Coca cola in mano,</em></p>
<p align="right"><em>gustandomi le leccornie mentre vedo uno di quei porci crepare!”</em></p>
<p align="right"><em>Commento a un video sulla pena di morte in Iran, Youtube, 2013</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Passano gli anni, i secoli, i millenni. L’uomo non passa, l’uomo non cambia.</p>
<p>Come il padre del poeta Gioacchino Belli, duecento anni fa, voleva “godersi lo spettacolo dell’impiccagione” di un criminale da parte del famoso Boia della Santa Chiesa Cattolica Mastro Titta, così oggi il mondo è ancora pieno di gente che assisterebbe estasiata, “pop corn e Coca Cola in mano”, all’omicidio legalizzato di un altro essere umano.</p>
<p>Questo mi fa un po’ vomitare. Perché, a prescindere dalla gravità del crimine da egli commesso, <b>il poter disporre della vita di un uomo è un potere divino</b> (per chi a un Dio crede), <b>che nessun altro essere umano ha il diritto di arrogarsi</b>.</p>
<p>In questi giorni precedenti lo spettacolo ho guardato e letto parecchio sulla pena di morte. E una delle cose che mi ha fatto più schifo sono stati i servizi televisivi sui condannati a morte. <b>Il processo raccontato come una fiction televisiva</b>, un CSI di quarta categoria che alimenta la bramosia di sangue del cittadino medio, che, comodamente seduto in poltrona, con una birra in mano applaude la giustizia giustizialista.</p>
<p><b>È facile, così. Al sicuro, in casa nostra . Quello ha sbagliato, è un porco, un criminale, DEVE MORIRE</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class=" " alt="" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Matro_Titta.jpg" width="500" height="339" /><p class="wp-caption-text">Raffigurazioni del celebre boia dello Stato Pontificio, Mastro Titta</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guardando l’Esecutore, si capiscono tante cose. Prima fra tutte, che le cose non stanno così. <b>Non è tutto bianco o nero, netto, definito. In mezzo c’è un mare di angoscia, di disumanità</b>. C’è un carnefice legalizzato che dopo decenni di lavoro non sopporta la vista del sangue, c’è un condannato che muore dentro mille volte, giorno dopo giorno, all’avvicinarsi dell’esecuzione.</p>
<p>Mi viene in mente un’immagine del <i>Miglio verde</i>, il film tratto dal libro di Stephen King. L’esecuzione di Edouard Delacrouix, con gli astanti che si sentono male alla vista dello scempio fatto su un corpo umano. Vorrei vedere le reazioni di tutti questi giustizialisti nel vivere un momento del genere.</p>
<p>Cosa c’è di educativo nella pena di morte? <b>Il rispetto della giustizia deve forse fondarsi sulla paura della stessa? Questo è un discorso dittatoriale, che non può e non deve essere accettato in un mondo che possa definirsi “civilizzato”</b>.</p>
<p>Il prossimo 30 Maggio noi di <strong>¡NO MÁS!</strong><strong>, assieme a Marco, Mara e Amnesty International diremo il nostro <i>No</i> alla pena di morte nel mondo. Vi aspettiamo per sentire il vostro.</strong></p>
<p style="text-align: right;"> di <strong>Marco Pozzoli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img class="aligncenter" alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p><em><strong>L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un quarto di secondo</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/un-quarto-di-secondo-ghigliottina</link>
		<comments>http://www.lavocedinomas.org/news/un-quarto-di-secondo-ghigliottina#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Verità nascoste]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando, nel 1789, agli esordi della Francia Rivoluzionaria, Joseph-Ignace Guillotin propose all&#8217;Assemblea Nazionale di Parigi un nuovo modo di eseguire la pena di morte dei condannati, ciò che della sua idea importava non era l&#8217;efficacia o la velocità (e, dunque, la minimizzazione del dolore); la novità della macchina che avrebbe assunto il suo nome stava nel garantire a tutti la stessa morte, al contadino come all&#8217;aristocratico, in pieno rispetto dei principi di uguaglianza tanto cari ai Rivoluzionari.
Ottanta anni dopo, in una Russia che aveva appena abolito la servitù della gleba, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/guillotine.jpg"><img class="alignleft  wp-image-11181" alt="guillotine" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/guillotine-593x405.jpg" width="285" height="194" /></a>Quando, nel 1789, agli esordi della Francia Rivoluzionaria,<strong> Joseph-Ignace Guillotin</strong> propose all&#8217;Assemblea Nazionale di Parigi <strong>un nuovo modo di eseguire la pena di morte</strong> dei condannati, ciò che della sua idea importava non era l&#8217;efficacia o la velocità (e, dunque, la minimizzazione del dolore); la novità della macchina che avrebbe assunto il suo nome stava nel<strong> garantire a <em>tutti</em> la <em>stessa</em> morte</strong>, al contadino come all&#8217;aristocratico, in pieno rispetto dei principi di uguaglianza tanto cari ai Rivoluzionari.</p>
<p>Ottanta anni dopo, in una Russia che aveva appena abolito la servitù della gleba, con un ritardo di secoli rispetto alla vicina Europa, Dostoevskij scriveva <em>L&#8217;idiota</em>. In un passo, nelle prime pagine del capolavoro, il protagonista, il principe Myškin, chiacchiera con un cameriere della villa in cui è appena arrivato. E&#8217; quest&#8217;ultimo a iniziare la conversazione, chiedendo al principe qualcosa a proposito dei suoi viaggi in Europa. Nel raccontare ciò che ha visto in Francia, il principe espone una delle più famose e toccanti riflessioni sulla pena di morte mai state scritte.</p>
<p>«[...] laggiù, all’estero, c’è forse più giustizia che qui?»</p>
<p>«Non saprei, della nostra giustizia non ho sentito che lodi. Noi, per esempio, non abbiamo la pena di morte»</p>
<p>«All’estero sì?»</p>
<p>«Sì, in Francia, a Lione, ho assistito a un’esecuzione capitale […]»</p>
<p>«Impiccano?»</p>
<p>«No, tagliano la testa»</p>
<p>«E il condannato grida?»</p>
<p>«Eh no, non fa in tempo, è un attimo. Lo mettono al suo posto, sul ceppo, e dall’alto gli arriva sul collo una lama pesante. Si chiama ghigliottina. Cade con violenza e tronca la testa in un batter d’occhio. I preparativi, quelli sì che son penosi […] sebbene molti disapprovino, per vedere quello che succede si raduna una gran folla, vengono perfino le donne»</p>
<p>«Non è uno spettacolo per loro»</p>
<p>«Si capisce, una tortura infernale. Il condannato, quella volta a Lione, era un uomo intelligente, robusto, coraggioso, di mezza età. Si chiamava Legros. Ebbene, lo credereste? Salito sul patibolo si fece bianco come la carta, piangeva. Un orrore, una cosa indescrivibile! E si può forse piangere di spavento? […] Che prova l’anima in quel momento? Da quali convulsioni è dilaniata? Perché, vedete, è proprio l’anima che si manda a morte. <i>Non uccidere</i>, è detto nei comandamenti. E perché, dunque, per punire un uomo di aver ucciso, lo uccidono? No, no, è un infamia […]»</p>
<p>«Di buono, è che, con questo sistema non si soffre a lungo quando la testa viene tagliata»<br />
«Lo dicono tutti. E la ghigliottina, d’altra parte, è stata inventata proprio per questo. A me, però, durante l’esecuzione venne questo sospetto: <b>e se fosse proprio questo il colmo della sofferenza?</b> Potrò sembrarvi strano, magari vi farà ridere, eppure… prendiamo per esempio la tortura: strazi0, piaghe, scricchiolio d’ossa, dolore materiale insomma, un dolore che distrae la vittima dalle sofferenze morali fino all’arrivo della morte.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/ghigliottina.jpg"><img class="alignright  wp-image-11182" alt="ghigliottina" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/ghigliottina-593x790.jpg" width="249" height="332" /></a></p>
<p>Ma il dolore principale, il più forte, non è quello delle ferite; è invece la certezza che fra un’ora, poi fra dieci minuti, poi fra mezzo minuto, poi ora, subito, l’anima si staccherà dal corpo, e che tu, uomo, cesserai <i>irrevocabilmente</i> di essere uomo. Questa certezza è spaventosa. Tu metti la testa sotto la mannaia, senti strisciare il ferro, e quel quarto di secondo è più atroce di qualunque agonia.</p>
<p>Questa non è una mia fantasia, ce ne sono moltissimi che la pensano come me. E ve ne dico anche un’altra. <strong>Uccidere chi ha ucciso è, secondo me, un castigo non proporzionale al delitto</strong>. L’assassinio legale è assai più spaventoso di quello perpetrato da un brigante. La vittima del brigante è assalita di notte, in un bosco, con questa o quell’arma; e spera sempre, fino all’ultimo, di potersi salvare. Ci sono stati casi in cui l’assalito, anche con la gola tagliata, è riuscito a fuggire, e casi in cui l’assalito, supplicando, ha ottenuto la grazia dai suoi assalitori. Ma con la legalità, quest’ultima speranza, la speranza che attenua lo spavento della morte, vi viene tolta con una certezza matematica, spietata.</p>
<p>Attaccate un soldato alla bocca di un cannone e accostatevi con la miccia: chi sa! Penserà il disgraziato,tutto è possibile… ma leggetegli la sentenza di morte e lo vedrete piangere o impazzire. Chi ha mai detto che la natura umana può sopportare un colpo simile senza impazzire? E allora<strong>, a cosa può mai essere utile una pena così mostruosa?</strong> C’è un solo uomo che potrebbe chiarire questo punto; un uomo a cui abbiano letto la sentenza di morte e poi detto: “và, ti è fatta la grazia!”. Di un simile strazio ha parlato anche Cristo… No, no, la pena di morte è inumana, è selvaggia e non può né deve essere lecito applicarla all’uomo»</p>
<p align="right"><strong>di Pietro Crippa</strong></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img class="wp-image-11163 aligncenter" alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em style="font-size: large;"><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli Esecutori e le Scelte</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/gli-esecutori-e-le-scelte</link>
		<comments>http://www.lavocedinomas.org/news/gli-esecutori-e-le-scelte#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 10:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Verità nascoste]]></category>

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		<description><![CDATA[
Uccidere chi ha ucciso, chi ha rubato, chi ha contravvenuto alla legge.
Il massimo crimine adottato come punizione per altri crimini e, di fatto, per questo legittimato. Un crimine contro l’Uomo che cessa di essere tale perché trasformato in legge, in sentenza, in castigo.
C’è già molto di paradossale, nella pena di morte. Basterebbe riflettere su questo per comprendere quanto l’Uomo possa dimostrarsi folle, ma non è tutto.
Alla schizofrenia di un crimine adottato per scongiurarne altri, si aggiunge il sadismo del metodo adottato per compierlo.
GLI ESECUTORI
Ad oggi i metodi di morte utilizzati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/PenadiMorte2.jpg"><img class="wp-image-11163 aligncenter" alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/PenadiMorte2.jpg" width="512" height="283" /></a></p>
<p>Uccidere chi ha ucciso, chi ha rubato, chi ha contravvenuto alla legge.</p>
<p>Il massimo crimine adottato come punizione per altri crimini e, di fatto, per questo legittimato. <strong>Un crimine contro l’Uomo che cessa di essere tale</strong> perché <strong>trasformato in legge</strong>, in sentenza, in castigo.</p>
<p><strong>C’è già molto di paradossale, nella pena di morte</strong>. Basterebbe riflettere su questo per comprendere quanto l’Uomo possa dimostrarsi folle, ma non è tutto.</p>
<p>Alla schizofrenia di un crimine adottato per scongiurarne altri, si aggiunge il <strong>sadismo del metodo adottato per compierlo</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;"><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Pena_di_morte1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11168" alt="Pena_di_morte1" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Pena_di_morte1.jpg" width="208" height="242" /></a>GLI ESECUTORI</strong></span></p>
<p>Ad oggi i <strong>metodi di morte</strong> utilizzati per le “sentenze capitali” sono sostanzialmente sei, ed<strong> ognuno studiato per un motivo diverso</strong>: umiliare maggiormente la vittima, lavare la coscienza del boia e del giudice, procurare più sofferenza, procurarne meno.</p>
<p><strong>Iniezione letale</strong>, che prevede addirittura il cambio di abbigliamento del condannato per garantirgli una morte elegante; <strong>sedia elettrica</strong>, per esecuzioni veloci; <strong>fucilazione</strong>, nella doppia variante dello “sparo in testa” e del plotone di esecuzione, studiato per “condannati d’onore” e dove uno dei cecchini ha abitualmente la canna del fucile vuota, per garantire ai soldati il sollievo di credersi innocenti; <strong>impiccagione</strong>, con  molte varianti nell&#8217;esecuzione e nella morte, “per soffocamento” o per “rottura del collo”; <strong>decapitazione</strong>, ancora in voga in molti Paesi e che viene solitamente fatta in luoghi affollati, per assicurare il massimo disonore alla vittima<strong>;</strong> <strong>lapidazione</strong>, purchè “<em>le pietre non siano sufficientemente grandi da poter uccidere con il lancio di soli 2 elementi</em>”.</p>
<p>Sei metodi diversi per ottenere lo stesso, paradossale, risultato: uccidere un essere umano.<strong> Sei metodi ritenuti “legittimi”. </strong>Solo sei quelli sopravvissuti fino ad oggi, alla scrematura dei decenni, almeno rimanendo fra quelli adottati “alla luce del sole”.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Eppure l’Uomo, nella sua storia, <strong>ha dimostrato molta più fantasia nel cercare la pena capitale perfetta</strong> rispetto a quella che dimostra di avere oggi. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nei secoli si calcolano infiniti metodi di omicidio legalizzato, ognuno studiato nel minimo dettaglio per <strong>rispondere a una specifica esigenza</strong> del giudice, del boia, del pubblico, della morale comune, della credenza religiosa: bollitura a morte, camera a gas, crocefissione, garrota, ghigliottina, impalamento, mazzolatura, morte per fame, rogo, schiacciamento, sepoltura da vivo, squartamento, sventramento, trafittura.</span></p>
<p>Innumerevoli metodi ed innumerevoli cerimoniali, che rendevano e &#8211; rendono ancora &#8211; l’<strong>esecuzione una sorta di rappresentazione;</strong> la risposta non solo al bisogno di controllo, di vendetta e di giudizio propri dell’Uomo, ma anche a quello di spettacolarizzazione della morte.</p>
<p><strong>Oggi la perversione più grande</strong>, forse ancora più delle umilianti processioni al patibolo, è tuttavia quella – contrabbandata come “atto di clemenza” – <strong>che permette al condannato di scegliere come morire</strong>.</p>
<p>Come decidere la propria morte? Non è forse già morire, prendere questa scelta?</p>
<p><span style="color: #ff9900; background-color: #000000; font-size: medium;"><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Penadimorte3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-11170" alt="Penadimorte3" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Penadimorte3.jpg" width="310" height="311" /></a>LE SCELTE</strong></span></p>
<p><strong>Robert Gleason</strong> ha scelto la sedia elettrica.</p>
<p><strong>Condannato a morte</strong> per aver ucciso due compagni di cella mentre scontava l&#8217;ergastolo per altri due omicidi, non aveva espresso alcun rimorso per i suoi crimini e non aveva presentato alcuna domanda di grazia.</p>
<p>Un “<strong>recidivo</strong>”, direbbero alcuni.</p>
<p><strong>Il recidivo è stato punito con la morte, ma, soprattutto, permettendogli di scegliere come questa sarebbe avvenuta</strong>.</p>
<p>Sedia elettrica.</p>
<p>Nello stato della Virginia &#8211; dove Gleason è stato giustiziato – nessuno aveva più scelto questo metodo da tre anni e <strong>-</strong> <strong>negli Stati Uniti &#8211; dal 1976 sono solo 158 i condannati uccisi con questo strumento.</strong></p>
<p><strong>Gleason</strong> è stato il primo a voler morire, dopo molti anni, senza iniezione letale. <strong>Il primo uomo ucciso da sentenza capitale nel 2013</strong>.</p>
<p>Non l&#8217;ultimo, purtroppo.</p>
<p><strong>Solo nel 2012 le esecuzioni di condanne a morte sono state 682</strong>, con l’esclusione dei dati – tenuti nascosti da Pechino – relativi alla Cina.</p>
<p><strong>In 21 Paesi la Pena di morte è ancora applicata</strong> e, lo scorso anno, sono avvenute esecuzioni in Afghanistan, Arabia Saudita, Autorità Palestinese (Striscia di Gaza), Bangladesh, Bielorussia, Botswana, Cina, Corea del Nord, Emirati Arabi Uniti, Gambia, Giappone, India, Iran, Iraq, Pakistan, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Sud Sudan, Taiwan e Yemen.</p>
<p>Molti Paesi, negli ultimi anni, hanno abolito la condanna a morte, ma – nel mondo – <strong>il numero dei detenuti in attesa di esecuzione è arrivato a oltre 23.000 </strong>e il numero di condanne in alcuni Paesi come l&#8217;Iraq e la Cina cresce di anno in anno.</p>
<p>Nel futuro ogni braccio della morte potrà svuotarsi. Oppure potranno nascere nuovi e più fantasiosi metodi per uccidere legalmente.</p>
<p><strong>Molto dipende da noi. </strong></p>
<p>Dalle nostre scelte e da quello che chiediamo a chi governa i popoli.</p>
<p>A noi la “<a href="http://www.lavocedinomas.org/news/lissone-e-cassago-hanno-scelto-di-esserci-resoconto-di-un-meraviglioso-successo" target="_blank"><strong>Scelta</strong></a>” dicevano in uno spettacolo teatrale <strong>Marco Cortesi e Mara Moschini</strong>, gli attori che <a href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" target="_blank"><strong>il prossimo 30 maggio porteranno in scena un nuovo lavoro</strong></a>, proprio sulla pena di morte.</p>
<p>A noi la possibilità di decidere. Ed anche dedicare una sera ad uno spettacolo come &#8220;<strong>L’Esecutore&#8221;</strong>, forse, può essere il primo passo per gridare il nostro &#8220;basta&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Marco Besana</strong></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas" href="http://www.lavocedinomas.org/news/lesecutore-30-maggio-marco-cortesi-e-mara-moschini-tornano-a-teatro-con-no-mas"><img class="wp-image-11163 aligncenter" alt="PenadiMorte2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/Banner_esecutore_lissone.png" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em style="font-size: large;"><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">L’Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bonus Track &#8211; Jethro Tull &#8211; Aqualung 1971</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 00:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Riboldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus Track]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viaggio nella storia della musica di Bonus Track continua con:
Titolo   Aqualung
Autore  Jethro Tull

Etichetta   Chrysalis Records
Data uscita 19 marzo 1971
Pillole sull’artista  anni &#8217;70 &#8211; I Jethro Tull diventano una delle più importanti e originali formazioni inglesi del periodo. Ancora attivi, segnano la storia del rock progressivo. Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista) è il fondatore del gruppo e diventa un mito della musica. La scelta del nome deriva dal pionieri dell&#8217;agricoltura moderna, Jethro Tull per l&#8217;appunto. Non solo progressive rock per la band. Anderson e compagni regalano per deceni perle di folk, rock, musica ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/aqualung.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11148" alt="aqualung" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/aqualung.jpg" width="224" height="224" /></a>Il viaggio nella storia della musica di Bonus Track continua con:</p>
<p><strong>Titolo</strong><b> </b><strong>  Aqualung</strong></p>
<p><strong>Autore</strong><b> </b> Jethro Tull<b><br />
</b></p>
<p><strong>Etichetta</strong><b>  </b> Chrysalis Records</p>
<p><strong>Data uscita</strong> 19 marzo 1971</p>
<p><strong>Pillole sull’ar</strong><strong></strong><strong>tista</strong><b> </b> anni &#8217;70 &#8211; I Jethro Tull diventano una delle più importanti e originali formazioni inglesi del periodo. Ancora attivi, segnano la storia del rock progressivo. Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista) è il fondatore del gruppo e diventa un mito della musica. La scelta del nome deriva dal pionieri dell&#8217;agricoltura moderna, Jethro Tull per l&#8217;appunto. Non solo progressive rock per la band. Anderson e compagni regalano per deceni perle di folk, rock, musica etnica, jazz, art rock, blues e rock.</p>
<p><strong>Oggi ve lo consiglio perché</strong> fin dalla copertina c&#8217;è un mondo da scoprire. L&#8217;immagine (tra le più famose e storiche del rock) raffigura un clochard con le fattezze del leader Ian Anderso. &#8220;Aqualung&#8221; in particolare è il nome non solo del disco, ma del primo brano della tracklist e del personaggio in copertina. &#8220;Autorespiratore&#8221;, questa l&#8217;immagine che Anderson ha idealizzato per il senzatetto che emetteva ad ogni respiro. La somiglianza del personaggio di Aqualung con il suo inventore Anderson, fece pensare all&#8217;epoca ad un concept album autobiografico. Tutto fu negato dallo stesso Ian, che preferì trasferire l&#8217;attezione sui temi portanti dell&#8217;album: l&#8217;emarginazione e le condizioni umane che da essa derivao.</p>
<p>Vi lasciamo al capolavoro &#8220;Aqualung&#8221;</p>
<div class="myvideotag" style="width: 590px;"><iframe width="590" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/v43LNBDNBIk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>Tracklist</strong></p>
<ul>
<li><em>Aqualung</em></li>
<li><em>Cross-Eyed Mary</em></li>
<li><em>Cheap Day Return</em></li>
<li><em>Mother Goose</em></li>
<li><em>Wond&#8217;ring Aloud</em></li>
<li><em>Up To Me</em></li>
<li><em>My God</em></li>
<li><em>Hymn 43</em></li>
<li><em>Slipstream</em></li>
<li><em>Locomotive Breath</em></li>
<li><em>Wind Up</em></li>
<li><em>Bonus track presenti nella versione del 1996 (XXV anniversario)</em></li>
<li><em>Lick Your Fingers Clean</em></li>
<li><em>Wind Up (Quad Version)</em></li>
<li><em>Excerpts From The Ian Anderson Interview (Mojo Magazine)</em></li>
<li><em>Songs For Jeffrey</em></li>
<li><em>Fat Man</em></li>
<li><em>Bourée</em></li>
</ul>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong>di Elisa Riboldi</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Esecutore: 30 Maggio, Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a teatro con ¡NO MÁS!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 11:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Verità nascoste]]></category>

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		<description><![CDATA[“Adesso ho capito, che dove comincia la morte, lì, finisce la giustizia.”
Marco Cortesi, L’Esecutore


Dopo più di un anno.
Dopo duecento e passa repliche de La Scelta.
Dopo il successo riscosso nelle piazze, sale, teatri di tutta Italia.
Marco Cortesi e Mara Moschini tornano a collaborare con ¡NO MÁS!, in una delle primissime serate dedicata alla loro ultima fatica, la prima in assoluto in Lombardia: L’Esecutore, un lungometraggio su uno dei temi più turpi della società contemporanea, ossia la pena di morte.
Girato sull’isola – carcere di Pianosa, sede di un penitenziario di massima sicurezza ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><i>“Adesso ho capito, che dove comincia la morte, lì, finisce la giustizia.”</i></p>
<p align="right"><i>Marco Cortesi, L’Esecutore</i></p>
<p align="right">
<p style="text-align: left;" align="right">
<p style="text-align: left;" align="right">Dopo più di un anno.<img class="alignright" style="border: 10px solid white;" alt="" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2013/05/img_est_esecutore_lissone.png" width="240" height="220" /></p>
<p>Dopo duecento e passa repliche de <i>La Scelta</i>.</p>
<p>Dopo il successo riscosso nelle piazze, sale, teatri di tutta Italia.</p>
<p><b>Marco Cortesi</b> e <b>Mara Moschini</b> tornano a collaborare con <strong>¡NO MÁS!</strong><strong>, i</strong>n una delle primissime serate dedicata alla loro ultima fatica, la prima in assoluto in Lombardia: <b><i>L’Esecutore</i></b>, un lungometraggio su uno dei temi più turpi della società contemporanea, ossia <b>la pena di morte</b>.</p>
<p><b>Girato</b> <b>sull’isola – carcere di Pianosa</b>, sede di un penitenziario di massima sicurezza chiuso nel 1998 dopo aver ospitato mafiosi e terroristi per 140 anni, <b>il film-documentario narra la vita dell’ultimo boia di Francia</b>, paese in cui la ghigliottina cessò di decapitare esseri umani solo nel 1981 (alzi la mano chi lo sapeva).</p>
<p>Attraverso l’impareggiabile abilità interpretativa e comunicativa degli attori, si viene inconsciamente portati a vedere il lato più orripilante e disumano del togliere legalmente la vita a un altro essere umano, dal punto di vista di chi di questa macabra attività ne ha fatto un mestiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="myvideotag" style="width: 590px;"><iframe width="590" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/52g2PHzFPus" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>La serata avrà luogo giovedì 30 Maggio alle ore 21, al teatro Palazzo Terragni di Lissone (MB), Piazza Libertà 20, ingresso a offerta libera</b>. Oltre alla proiezione di alcuni spezzoni del film, sono previsti interventi degli attori sul tema e la partecipazione di <b>Amnesty International</b>. C’è tutto per un grande evento culturale.</p>
<p>Senza anticiparvi altro, vi invitiamo il 30 a riempire il teatro, come avete fatto lo scorso anno in occasione de <i>La Scelta</i>. E, come lo scorso anno, <b>noi ci limitiamo a farvi una promessa: non ve ne pentirete</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Marco Pozzoli</strong></p>
]]></content:encoded>
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