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	<title>¡NO MÁS!</title>
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		<title>BREGOVIC al Premio Takunda: diritti dell’infanzia e lotta allo sfruttamento del lavoro minorile.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Riboldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), sono 215 milioni i minori sfruttati di età compresa tra i 5 e i 17 anni nel mondo, mentre in Italia, secondo l’Istat, lavorano 144mila bambini tra i 7 e i 14 anni e tra questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento.
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’<strong>ILO</strong> (Organizzazione Internazionale del Lavoro), sono 215 milioni i minori sfruttati di età compresa tra i 5 e i 17 anni nel mondo, mentre in Italia, secondo l’Istat, lavorano 144mila bambini tra i 7 e i 14 anni e tra questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/takunda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7667" title="takunda" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/takunda.jpg" alt="" width="290" height="174" /></a>L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro. L’ILO è l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i programmi dell’Organizzazione.<br />
L’ILO è l’organismo internazionale responsabile dell’adozione e dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro. Forte dei suoi 183 Stati membri, l’ILO si prefigge inoltre di assicurare che le norme del lavoro siano rispettate sia nei principi che nella pratica.</p>
<p><strong>L’ILO e l’Italia – evento 21 Maggio 2012</strong></p>
<p>Il <strong>Teatro Donizetti di Bergamo</strong> ospiterà, lunedì 21 maggio alle ore 20.30, l&#8217;ottava edizione del Premio Takunda, dedicato a Takunda, il primo bambino dello Zimbabwe nato sano da madre sieropositiva.</p>
<p>Questa edizione sarà dedicata al tema dei diritti dell&#8217;infanzia e della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile. La serata sarà <a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/goran-bregovic.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7668" title="goran-bregovic" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/goran-bregovic-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>l&#8217;occasione per un concerto del maestro <strong>Goran Bregovic</strong>, per la prima volta sul palco del Teatro Donizetti. Il concerto, accompagnato dalla sua tradizionale Orchestra per Matrimoni e Funerali (un band gitana di fiati e due voci bulgare) propone una selezione delle sue più famose e conosciute composizioni musicali per film e della sua opera gitana &#8220;Karmen con lieto fine&#8221;, musiche per il teatro, oltre ai suoi più famosi successi come Mesecina, Ausencia e Kalasnikov.</p>
<p>Non mancheranno momenti di riflessione sui <strong>diritti dell&#8217;infanzia</strong> nel mondo, attingendo spunti soprattutto dai paesi dove i diritti dei bambini sono maggiormente calpestati. Come per le altre edizioni, il Premio Takunda vuole valorizzare i migliori esempi di solidarietà internazionale, espressi da organizzazioni o singoli attraverso la consegna di premi nelle categorie &#8220;Progetto umanitario&#8221;, &#8220;Protagonista sul campo&#8221; e &#8220;Comunicazione in Italia&#8221;.</p>
<p>Per l&#8217;ingresso al pubblico è necessaria la<strong> prenotazione</strong> al numero 02/37050345</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Art 1: i Né né&#8230; perché?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Brusadelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Art.1]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Neet: Not in Education, Employment or Training
Né Né: Né studiano, né lavorano
Ni ni: Ni estudan ni trabajan.
Una generazione nuova, una generazione che sta prendendo sempre più piede.
Più precisamente Wikipedia li definisce così: &#8220;Individui che non stanno ricevendo un&#8217;istruzione, non hanno un impiego o altre attività assimilabili (tirocini, lavori domestici, ecc.), e che non stanno cercando un&#8217;occupazione. È usato da alcuni enti governativi come termine di classificazione, generalmente il fenomeno interessa la fascia di  età compresa fra i 16 (questo anche se in alcuni paesi la scuola dell&#8217;obbligo non termina necessariamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/neet_nene_nini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7633" title="neet_nene_nini" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/neet_nene_nini.jpg" alt="" width="200" height="142" /></a>Neet</strong>: <em>Not in Education, Employment or Training</em></p>
<p><strong>Né Né:</strong> <em>Né studiano, né lavorano</em></p>
<p><strong>Ni ni</strong>: <em>Ni estudan ni trabajan.</em></p>
<p>Una generazione nuova, una generazione che sta prendendo sempre più piede.</p>
<p>Più precisamente Wikipedia li definisce così: &#8220;<em>Individui che non stanno ricevendo un&#8217;istruzione, non hanno un impiego o altre attività assimilabili (tirocini, lavori domestici, ecc.), e che non stanno cercando un&#8217;occupazione. È usato da alcuni enti governativi come termine di classificazione, generalmente il fenomeno interessa la fascia di  età compresa fra i 16 (questo anche se in alcuni paesi la scuola dell&#8217;obbligo non termina necessariamente a 16 anni) ed i 35 anni</em>&#8220;.</p>
<p>Troppo facile arrendrsi al moto spontaneo di puntare l&#8217;indice contro questi &#8220;<em>svogliati</em>&#8220;, &#8220;<em>buoni a niente</em>&#8220;, &#8220;<em>fannulloni</em>&#8220;, &#8220;<em>bamboccioni</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/04/Art1_lavoro_equilibrista.jpg"><img class="alignleft" title="Art1_lavoro_equilibrista" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/04/Art1_lavoro_equilibrista-300x300.jpg" alt="Art1_lavoro_equilibrista" width="220" height="220" /></a></p>
<p>Una Repubblica &#8220;fondata sul lavoro&#8221; che permette l&#8217;esistenza di persone che non contemplano il lavoro nella loro giornata è una<strong> società malata</strong> che l&#8217;indice dovrebbe puntarlo a sè.</p>
<p>Un ragazzo che vede i  genitori perdere il lavoro dopo 40 anni di sacrifici, vede i fratelli maggiori con i sogni infranti o costretti a saltare tra 10 lavori per arrivare alla fine del mese pur di arrivare ai propri obiettivi, cosa può sognare? <strong>Perché dovrebbe avere una  strada da percorrere, se si trova in un vicolo cieco?</strong></p>
<p>Un ragazzo che vede il mondo dei reality show distribuire 5 minuti di celebrità al giorno e &#8220;sistemate&#8221; ragazze che rinunciano ad arrivare ai propri obiettivi attraverso le proprie competenze, <strong>dove trova la ragione dell&#8217;impegno, della  fatica per il suo futuro?</strong></p>
<p>Nella definizione di Wikipedia sopra riportata e nell&#8217;acronimo spietato scelto per queste persone manca la risposta alla domanda  più importante&#8230; <strong>Perché non studiano, non lavorano?</strong></p>
<p>Qualcuno parla di <strong>assenza di spirito di &#8220;sacrificio&#8221;</strong>. Ma l&#8217;Uomo, per sua natura, è disposto a sacrificio in cambio di qualcosa. E<strong> questa società, in cambio, cosa offre?</strong> Il nostro mondo ha perso l&#8217;unica forza che gli ha permesso di continuare a girare: la speranza.</p>
<p>E se la stessa domanda fosse posta così: <strong>perché dovrebbero studiare, perché dovrebbero lavorare?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sei sicuro di saper rispondere?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Ilaria Brusadelli</strong></p>
<p><strong><span style="background-color: #b72e18; color: #ffffff;">Ogni venerdì</span><span style="background-color: #b72e18;"> </span><span style="background-color: #b72e18; color: #ffffff;"><a href="http://www.lavocedinomas.org/tag/art.1" target="_blank"><span style="background-color: #b72e18; color: #ffffff;">Art.1</span></a></span>: </strong>la nostra rubrica dove dare spazio alla voce di lavoratori e lavoratrici, sfruttati e sfruttate, licenziati e licenziate, pensionati e pensionati, esodati ed esodate, cassaintegrati e cassaintegrate…<br />
<strong>Tutti, nel cassetto, abbiamo qualcosa da raccontare</strong>. Se vuoi collaborare a questa rubrica con la tua storia scrivi a: <a href="mailto:redazione@lavocedinomas.org">redazione@lavocedinomas.org</a></p>
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		<title>Rossella: i rapitori alzano il tiro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Rossella libera. Continuiamo a scriverlo, a urlarlo, a ricordarcelo.
Rossella deve essere liberata, e con lei i due cooperanti spagnoli rapiti lo scorso ottobre nell’Algeria occidentale, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enrico Gonyalons. La nostra voce deve diventare ancora più forte, ancora più costante.
Secondo le ultime notizie, infatti, dopo aver chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella, i rapitori avrebbero ulteriormente alzato il tiro, minacciando di uccidere l’ostaggio Enrico Gonyalons se la Spagna si rifiuterà di accettare le condizioni avanzate e il riscatto richiesto.
Il “Movimento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Rossella_urru.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7648" title="Rossella_urru" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Rossella_urru.jpg" alt="Rossella_urru" width="210" height="193" /></a>Rossella libera</strong>. Continuiamo a scriverlo, a urlarlo, a ricordarcelo.</p>
<p>Rossella deve essere liberata, e con lei i due cooperanti spagnoli rapiti lo scorso ottobre nell’Algeria occidentale, <strong>Ainhoa Fernandez de Rincon e Enrico Gonyalons</strong>. La nostra voce deve diventare ancora più forte, ancora più costante.</p>
<p>Secondo le ultime notizie, infatti, dopo aver chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella, i rapitori avrebbero ulteriormente alzato il tiro, <strong>minacciando di uccidere l’ostaggio Enrico Gonyalons</strong> se la Spagna si rifiuterà di accettare le condizioni avanzate e il riscatto richiesto.</p>
<p>Il “<strong>Movimento per l&#8217;Unicità e la Jihad in Africa Occidentale</strong>”, che si presume essere legato ad Al Quaeda, chiede soldi e il rilascio di alcuni estremisti detenuti in Mauritania. &#8220;<em>La Spagna deve comprendere il nostro messaggio, e si assumerà tutta la responsabilità per quello che accade</em>&#8220;, ha comunicato <strong>Adnan Abu Walid Sahraoui</strong> il portavoce del gruppo terrorista in un messaggio.</p>
<p>La preoccupazione, già enorme per quanto riguarda la sorte di Enrico, comincia quindi a crescere anche per Rossella. Che la nostra attenzione non scenda. Quando gli occhi del mondo non si chiudono, è più difficile seminare violenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Marco Besana</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong style="text-align: left;"><a href="http://www.lavocedinomas.org/?s=rossella+urru&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">&gt;&gt;&gt; Vai agli articoli correlati</a></strong></p>
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		<title>Una giornata con la &#8220;VOLALTO&#8221;</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/una-giornata-con-la-volalto</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 22:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Musumeci</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[atleti diversamente abili]]></category>
		<category><![CDATA[US VOLANTO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La consapevolezza dell&#8217;enorme importanza che, nella vita e nella crescita di un ragazzo diversamente abile, ha l&#8217;esercizio costante dell&#8217;attività sportiva e l&#8217;amara consapevolezza che sul territorio ben poche strutture ed enti sono in grado di garantire  tale possibilità&#8221;.
&#160;
Il 17 maggio del 2000 nasceva l&#8217;associazione &#8220;U.S. VOLALTO&#8221;, un&#8217;organizzazione, nata da un gruppo di amici, con lo scopo di avvicinare persone(soprattutto ragazzi e giovani) diversamente abili allo sport (agonistico e non), nella convinzione che esso rappresenti un formidabile strumento per superare le barriere fisiche e psichiche dell&#8217;handicap.

L&#8217; attività sportiva permette infatti ai ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La consapevolezza dell&#8217;enorme importanza che, nella vita e nella crescita di un ragazzo diversamente abile, ha l&#8217;esercizio costante dell&#8217;attività sportiva e l&#8217;amara consapevolezza che sul territorio ben poche strutture ed enti sono in grado di garantire  tale possibilità&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 17 maggio del 2000 nasceva l&#8217;associazione &#8220;U.S. VOLALTO&#8221;, un&#8217;organizzazione, nata da un gruppo di amici, con lo scopo di avvicinare persone(soprattutto ragazzi e giovani) diversamente abili allo sport (agonistico e non), nella convinzione che esso rappresenti un formidabile strumento per superare le barriere fisiche e psichiche dell&#8217;handicap.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/gara-pessano-7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7592" title="gara pessano 7" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/gara-pessano-7-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>L&#8217; attività sportiva permette infatti ai ragazzi di non essere semplice &#8220;oggetto&#8221; passivo della propria vita, ma protagonista consapevole delle proprie capacità e dei propri limiti.</p>
<p>Domenica 6 maggio come ogni anno, si sono svolte i campionati regionali organizzato dalla &#8220;VOLALTO&#8221;, una giornata di gare in piscina, che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di atleti provenienti da diverse associazioni.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni la considerazione nei confronti di questi atleti è cresciuta notevolmente&#8221; afferma il fondatore dell&#8217;associazione &#8220;il livello agonistico anche in questo campo è in costante ascesa; i ragazzi arrivano ad allenarsi anche 5-6 volte a settimana ed è indubbiamente una grande conquista, soprattutto per superare quell&#8217;atteggiamento di scarsa considerazione, spesso riservato agli atleti diversamente abili&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/gara-pessano-6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7593" title="gara pessano 6" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/gara-pessano-6-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domenica ho avuto la possibilità di vedere con i miei occhi il frutto del lavoro di tante persone che con poche risorse e molto impegno, si spendono per garantire a questi ragazzi un&#8217;opportunità di svago, di crescita, di responsabilizzazione.</p>
<p>Un momento d&#8217;incontro anche per tutte quelle famiglie spesso costrette ad affrontare in solitudine le difficoltà che la disabilità di un figlio comporta.</p>
<p>Il 17 maggio l&#8217;associazione &#8220;U.S. VOLALTO&#8221; compie dodici anni, dalla redazione di  ¡NO MÁS! un grosso augurio per le sfide future e buon lavoro.</p>
<p>Per ulteriori info: Tel.  0362907045</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Stefano Musumeci</strong></p>
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		<title>El pueblo unido jamás será vencido</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/el-pueblo-unido-jamas-sera-vencido</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 23:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì 13 luglio 1789, in Francia, vivevano circa 26 milioni di persone. Di queste, il 2% apparteneva alla classe sociale del clero o della nobiltà, mentre il 98% era composto da borghesi, contadini, nullatenenti. I primi detenevano  il 95% del patrimonio economico del Paese, gli altri il rimanente 5%.
Martedì 15 maggio 2012. Nelle principali piazze spagnole, il Movimiento 15-M termina l’assemblea cominciata diversi giorni prima. Lo stesso accade a Parigi, Bruxelles, Berlino, Atene, Francoforte, Londra.
Meglio conosciuto con il nome di Indignados o con lo slogan Siamo il 99%, il Movimiento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lunedì 13 luglio 1789, in Francia, vivevano circa 26 milioni di persone. Di queste, il 2% apparteneva alla classe sociale del clero o della nobiltà, mentre il 98% era composto da borghesi, contadini, nullatenenti. I primi detenevano  il 95% del patrimonio economico del Paese, gli altri il rimanente 5%.</em></p>
<p>Martedì 15 maggio 2012. Nelle principali piazze spagnole, il <em>Movimiento 15-M</em> termina l’assemblea cominciata diversi giorni prima. Lo stesso accade a Parigi, Bruxelles, Berlino, Atene, Francoforte, Londra.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Pueblo-unido_1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-7620" title="Pueblo unido_1" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Pueblo-unido_1-300x217.png" alt="" width="300" height="217" /></a>Meglio conosciuto con il nome di <em>Indignados</em> o con lo slogan <em>Siamo il 99%</em>, il <em>Movimiento 15-M</em> prende il nome dalla data della sua nascita: sabato 15 maggio 2011, Plaza Puerta del Sol, Madrid.</p>
<p>La voce delle piazze chiede cinque cose:  non pagare un euro in più alle banche; la difesa dei servizi pubblici e dell&#8217;acqua come bene comune; no alla precarizzazione e alla riforma del lavoro; il diritto a una casa degna e un reddito minimo universale.</p>
<p><em>Il 21 gennaio 1793, Re Luigi XVI fu decapitato in Place de la Révolution. Il simbolo dell’ingiustizia, ricettacolo di odio e disprezzo, venne eliminato. La rivoluzione era al culmine. Ma già da mesi era iniziato </em>la Grande Terreur<em>.  E poco ci volle affinché altri e ben più spietati uomini di potere si avvicendassero ai vertici della politica nazionale</em>.</p>
<p>Stavo per scrivere che oggi le rivoluzioni non si fanno più. Invece non è vero. Non si fanno più <em>qui</em>. Forse perché gli animi non sono ancora così esasperati, forse perché chi comanda ha studiato e sa come tenere a bada i suddetti animi, forse perché ricordiamo il Terrore francese e lo rivediamo nei disordini libici un anno dopo la rivolta, o nei morti siriani.</p>
<p>Dopo il Terrore, in Francia sono successe un mucchio di cose. Tra gli storici c’è chi vede nella Rivoluzione Francese solo violenza, altri vedono in essa lo Spirito del tempo, altri ancora un passo verso un mondo migliore. Non so se Karl Marx abbia mai citato i fatti del 1789, ma di certo parlava di un periodo borghese da attraversare prima che fosse possibile l’istaurarsi di una società comunista. Una comunismo autentico, non quello pazzoide e visionario di Lenin ed epigoni.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Pueblo-unido.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7621" title="Pueblo unido" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/Pueblo-unido-300x220.png" alt="" width="300" height="220" /></a>L’Europa però non vuole passare dalla Libia e dalla Siria (ammesso e non concesso che le situazioni in Libia e Siria siano un passaggio e non una conclusione permanente). Come biasimarla? Credo di poter parlare a nome di <em> </em>¡NO MÁS! quando dico che nessuno di noi vede nella violenza (perché di violenza si tratta) la soluzione delle ingiustizie che prolificano nel nostro continente.</p>
<p>Però pare proprio che le banche non si convincano leggendo loro la <em>Repubblica </em>di Platone, i governi non si cambino aumentando del 3% il numero delle persone che si rifiutano di votare, le guerre non si aboliscano con Einstein e le ingiustizie se la ridono di fronte all’impotenza dell’ONU.</p>
<p>E cosa succederà oggi a Wall Street, alla Casa Bianca, a Westminster, a Montecitorio? Nulla. Il 99% del mondo ha manifestato, si è indignato, magari ha anche alzato la voce dicendo cose intelligenti. Peccato che a rappresentarlo ci fossero, secondo la polizia spagnola, 22mila persone. Lo 0,003% di tutti NOI.</p>
<p style="text-align: right;">di Pietro Crippa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il curioso caso di Benjamin Italy, il paese che (non) funziona al contrario</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pozzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[La tragicomicità del nostro paese potrebbe avere un suo risvolto umoristico, se la situazione italiana non fosse tanto disperata.
Questo è più o meno ciò che ho pensato mentre completavo la mia consueta rassegna stampa online della domenica pomeriggio, mentre constatavo che l’unica notizia che non mi lasciasse sgomento o atterrito erano i festeggiamenti per lo scudetto della Juventus.
Già perché, oltre al calcio, ciò che si poteva trovare sulle pagine web di circa tutte le maggiori testate nazionali erano le seguenti news.
Il ministro del lavoro che sega le gambe ai lavoratori. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La tragicomicità del nostro paese potrebbe avere un suo risvolto umoristico, se la situazione italiana non fosse tanto disperata.</em></p>
<p>Questo è più o meno ciò che ho pensato mentre completavo la mia consueta rassegna stampa online della domenica pomeriggio, mentre constatavo che l’unica notizia che non mi lasciasse sgomento o atterrito erano i festeggiamenti per lo scudetto della Juventus.</p>
<p>Già perché, oltre al calcio, ciò che si poteva trovare sulle pagine web di circa tutte le maggiori testate nazionali erano le seguenti news.</p>
<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/190-paese-al-contrario.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7603" title="190 paese al contrario" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/190-paese-al-contrario-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a>Il ministro del lavoro che sega le gambe ai lavoratori</strong>. Ultima notizia il suo decreto per salvare la pelle ai 65mila esodati<br />
“individuati” dal ministero. E per gli altri 300mila che il ministero si è dimenticato per strada? “<em>Si vedrà</em>” cit. Tradotto, cavoli loro.</p>
<p><strong>F-35 miliardi</strong>. Non ci sono soldi per mandare in pensione i poveracci sopracitati? Ma chissenefrega, l’importante è acquistare una bella flotta aerea nuova nuova. 131 caccia bombardieri americani modello deluxe per difenderci dalle invasioni degli Unni da Nord e dei Borboni da Sud. Costo stimato di tutto l’ambaradam: 17 miliardi di euro e rotti, che raddoppieranno facilmente con la manutenzione dei preziosi gingilli. Più o meno un’intera finanziaria, niente male.</p>
<p><strong>Le bamboline di Papi</strong>. Cavallo di battaglia <em>evergreen</em> di molti quotidiani, in particolare in questi giorni va di moda riportare le conversazioni telefoniche tra il caro vecchio premier e le sue amichette (divenute poi consigliere, attrici, etc). Roba da telepromozioni erotiche di terza serata, altro che politica.</p>
<p><strong>Gli sghei del Trota</strong>. O meglio, i soldi che la Lega incassava attraverso il finanziamento pubblico ai partiti e con cui a sua volta rifinanziava le notti brave del pluribocciato nonché ex-consigliere regionale rampollo del Senatur. Si parla di centinaia di migliaia di euro l’anno. Però.</p>
<p><strong>Il magistrato confuso</strong>. A chiudere questa galleria degli orrori ci ha pensato Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia che sabato ha detto: “<em>Darei un premio a Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia intrapresa durante il suo mandato, che ha consentito di confiscare ai mafiosi beni per 40 miliardi di euro</em>”. Ora, nessuno mette in dubbio gli eccellenti risultati ottenuti negli ultimi anni, ma dipingere come paladino della lotta alla mafia uno che nel suo curriculum penale è stato indagato, tra le altre cose, per <em>Concorso esterno in associazione mafiosa</em> e <em>Concorso in strage</em>, è davvero troppo. Ancora di più se accade a pochi giorni dal ventennale della strage di Capaci, in cui Giovanni Falcone perse la vita assieme alla sua compagna ed alla sua scorta.</p>
<p><strong>(Triste) morale della favola</strong>: siamo un paese che funziona al contrario, un <em>“curioso caso di Benjamin Button”</em> della vita quotidiana, dove i magistrati ringraziano i mafiosi, i ministri rubano ai poveri per dare ai ricchi (o ai guerrafondai, va bene uguale), e rampolli raccomandati ed escort varie occupano le poltrone che contano, il tutto a spese dello stato (cioè, nostre).</p>
<p>Il calcio era l’unica cosa normale in questa domenica, e dalla prossima non si potrà che peggiorare. Il campionato finiva oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Marco Pozzoli</strong></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia tra f-35, spese militari ed esodati</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 22:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Crippa</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Verità nascoste]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una nostra collaboratrice, gli ultimi aggiornamenti sull&#8217;acquisto, da parte del nostro Paese, di 131 cacciabombardieri. Per ulteriori informazioni comparse su  ¡NO MÁS!, cliccate qui o qui.
In un paese come l’Italia dove licenziamenti, precariato e disoccupazione giovanile sono all’ordine del giorno e in continuo aumento, è difficile credere che esista un dibattito sugli sprechi militari. E invece anche questa è una triste realtà italiana.
Il governo italiano, d’altra parte, non vuole rimanere indietro rispetto agli altri paesi Europei e per questo ha già ordinato i primi tre, di 131 cacciabombardieri F-35 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da una nostra collaboratrice, gli ultimi aggiornamenti sull&#8217;acquisto, da parte del nostro Paese, di 131 cacciabombardieri. Per ulteriori informazioni comparse su  </em>¡NO MÁS!, cliccate <a href="http://www.lavocedinomas.org/news/3-f-35-181milioni" target="_blank">qui</a> o <a href="http://www.lavocedinomas.org/italia/gli-f-35-a-pranzo" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/2012_01_5_19_03_19.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7585" title="2012_01_5_19_03_19" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/2012_01_5_19_03_19.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>In un paese come l’Italia dove licenziamenti, precariato e disoccupazione giovanile sono all’ordine del giorno e in continuo aumento, è difficile credere che esista un dibattito sugli sprechi militari. E invece anche questa è una triste realtà italiana.</p>
<p>Il governo italiano, d’altra parte, non vuole rimanere indietro rispetto agli altri paesi Europei e per questo ha già ordinato i primi tre, di 131 cacciabombardieri F-35 Lightning 2 facenti parte del programma “Join Stike Fighter”. Il generale Claudio Debortolis, a capo di Segredifesa, ha spiegato qualche giorno fa, in occasione dell’incontro alla Commissione Difesa della Camera, che questi primi tre aerei sono quelli che in proporzione costeranno di più e che il programma complessivo comprenderà 131 velivoli per l’Aeronautica e la Marina dei quali 69 f-35° convenzionali e 62 f-35B progettati per decollo corto e atterraggio verticale, come a dire che l’Italia non rinuncia a tenersi aggiornata in materia di tecnologia.</p>
<p>Il dato che più spaventa però è l’enorme cifra destinata all’acquisto di questi cacciabombardieri: 15,87 miliardi di euro, vale a dire più di 121 milioni a velivolo.</p>
<p>A rendere più drammatico questo dato, ossia tutti questi miliardi stanziati per le spese militari, è l’incessante aumento dei licenziamenti e della disoccupazione soprattutto giovanile che ha già toccato il tetto del 35,9%. In totale i disoccupati in Italia sono 2,5 milioni, 66 mila più del mese scorso e aumentati di 476mila rispetto al 2011.</p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/cattura2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7586" title="cattura2" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/cattura2.jpg" alt="" width="300" height="143" /></a>Ora, in una drammatica realtà come questa è davvero inverosimile credere che cifre come 15,87 miliardi di euro vengano utilizzati per le spese militari e non piuttosto per aiutare il nostro paese, che poi è anche il paese delle persone a cui queste decisioni spettano, ad uscire dal vortice della crisi e della regressione.</p>
<p>A proposito di questo si è movimentato Emergency che ha prontamente lanciato una campagna per segnalare e soprattutto denunciare gli sprechi veri che ha riassunto brevemente nei seguenti punti:</p>
<ul>
<li>23 miliardi di euro per spese militari</li>
<li>Oltre 760 milioni di euro IN UN SOLO ANNO per la guerra in Afghanistan</li>
<li>15 miliardi di euro per l’acquisto degli f-35</li>
<li>10 milioni di euro per la parata militare del 2 Giugno</li>
</ul>
<p>Emergency segnala questi sprechi ma, ben consapevole che essi vanno al di là di queste cifre, invita tutti a fare le proprie segnalazioni nel sito:</p>
<p><strong><a href="http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm%20" target="_blank">http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm</a></strong></p>
<p>Inoltre informa che con il denaro destinato all’acquisto di un solo cacciabombardiere sarebbe possibile costruire 183 asili per più di 12.810 bambini.</p>
<p>E tu cosa vuoi per tuo figlio, un cacciabombardiere o un asili in cui possa crescere e divertirsi con gli altri bambini? La scelta sembrerebbe semplice …</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Virginia Villa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo spirito del pianeta: festival dei popoli e tradizioni</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 22:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Riboldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ALGO MÁS]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 16 maggio il via al Festival Internazionale Gruppi Tribali e Indigeni.
3 settimane per fare il giro del mondo. Dove? A chiuduno &#8211; Bergamo.
Come nasce il progetto?
Questo Festival Internazionale dei popoli è nato per dare una testimonianza diretta di persone che vivono quotidianamente attraverso la propria cultura, e condividerla con gli altri, per cancellare quegli stereotipi che molto spesso non rispecchiano la realtà, attraverso il movimento delle danze, le preghiere, la spiritualità di ognuno di questi gruppi etnici e delle loro tradizioni popolari. Promuovere e favorire l&#8217;incontro, la conoscenza reciproca e la fratellanza dei popoli; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 16 maggio il via al Festival Internazionale Gruppi Tribali e Indigeni.</p>
<p>3 settimane per fare il giro del mondo. Dove? A chiuduno &#8211; Bergamo.</p>
<p><strong>Come nasce il progetto?</strong></p>
<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/tomas-machuca-mata.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7573" title="tomas-machuca-mata" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/tomas-machuca-mata-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questo <strong>Festival Internazionale dei popoli</strong> è nato per dare una testimonianza diretta di persone che vivono quotidianamente attraverso la propria cultura, e condividerla con gli altri, per cancellare quegli stereotipi che molto spesso non rispecchiano la realtà, attraverso il movimento delle danze, le preghiere, la spiritualità di ognuno di questi <strong>gruppi etnici</strong> e delle loro <em>tradizioni popolari</em>. Promuovere e favorire l&#8217;incontro, la conoscenza reciproca e la fratellanza dei popoli; contribuire a conoscere, valorizzare, salvaguardare le culture tribali e le varie <em>etnie</em>; sostenere popoli o gruppi tribali nella tutela e salvaguardia delle condizioni ambientali ed economiche, necessarie a preservare la loro sopravvivenza, il mantenimento e la valorizzazione delle proprie tradizioni: questi sono gli scopi fondamentali dell&#8217;operato di questo Festival.</p>
<p>Il festival sarà completamente libero e gratuito e potete trovare l&#8217;intero programma qui:</p>
<p><a href="http://www.lospiritodelpianeta.it/pdf/programma-festival-2012.pdf">http://www.lospiritodelpianeta.it/pdf/programma-festival-2012.pdf</a></p>
<p>Durante la manifestazione inoltre, saranno garantiti molti servizi e verranno organizzate diverse attività e laboratori. Ecco alcuni esempi:</p>
<p>- Labirinto Medioevale (presso il padiglione fieristico)<br />
- Percorso Azteco (La profezia legata al 21 dicembre 2012) presso il parco<br />
- Ogni giorno saranno attivi numerosi laboratori per bambini e non solo.<br />
- Alcuni artigiani tradizionali italiani, ci mostreranno le loro tecniche e realizzeranno alcuni laboratori per il pubblico (presso lo spazio gruppi, e nel villaggio etnico nel parco).<br />
- Presso il villaggio etnico, sarà presente un accampamento di tende dei nativi americani (teepe)<br />
- Un accampamento medioevale con laboratori, sarà presente per tutta la durata del festival.<br />
- Un accampamento celtico Sarà presente nel parco.<br />
- Ogni giorno sarà aperta una cucina regionale ed etnica con 900 posti a sedere al chiuso o all&#8217;aperto.<br />
- Saranno presenti ristoranti etnici ( Etiope- Kebab- Vegetariano)<br />
- Sarà presente un ristorante regionale (Parma c&#8217;è)<br />
- Ogni giorno saranno presenti oltre 90 espositori con artigianato etnico.<br />
- Ogni attività sarà garantita al coperto, Gli spettacoli e le conferenze saranno tenute anche presso il palazzetto dello sport all&#8217;interno del centro.<br />
- Presso il villaggio sarà presente lo scultore bergamasco (Sandro Cortinovis)<br />
- Bus navetta saranno garantiti da e per Bergamo ( con partenza e ritorno da parcheggio mercato Malpensata e Urban center di fronte alla stazione), e presso un anello a Chiuduno polo industriale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per qualsiasi informazione fare riferimento a :</p>
<p>Festival &#8220;Lo Spirito del Pianeta&#8221;<br />
Carcano Ivano<br />
Cell. 347/5763417<br />
<a href="mailto:info@lospiritodelpianeta.it">info@lospiritodelpianeta.it</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/LOSPIRITODELPIANETAFESTIVAL">https://www.facebook.com/LOSPIRITODELPIANETAFESTIVAL</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/spiritodelpianeta">http://www.youtube.com/user/spiritodelpianeta</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/spiritopianeta">http://twitter.com/#!/spiritopianeta</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Processo alla classe precaria</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Art.1]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>

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		<description><![CDATA[È  vero, c&#8217;è chi combatte per ottenere un lavoro qualunque. C&#8217;è chi, non avendo nessun tipo di lavoro, si abbandona a un gesto estremo e lascia una vita insostenibile. Poi ci sono loro, i non meglio definiti precari che sviluppano naturalmente una sorta di sollievo permanente che li assolve da ogni tipo di tentativo di cambiamento. &#8220;In fondo, in questo periodo, avere un lavoro è un lusso&#8220;.
Ma chi sono questi precari? Ce ne sono di tutti i tipi: giacca e cravatta, in divisa, con la valigetta al seguito.
Li puoi trovare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/04/Art1_lavoro_equilibrista.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7125" title="Art1_lavoro_equilibrista" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/04/Art1_lavoro_equilibrista.jpg" alt="Art1_lavoro_equilibrista" width="250" height="250" /></a>È  vero, c&#8217;è chi combatte per ottenere un lavoro qualunque. C&#8217;è chi, non avendo nessun tipo di lavoro, si abbandona a un gesto estremo e lascia una vita insostenibile. Poi ci sono loro, i non meglio definiti precari che sviluppano naturalmente una sorta di sollievo permanente che li assolve da ogni tipo di tentativo di cambiamento. &#8220;<em>In fondo, in questo periodo, avere un lavoro è un lusso</em>&#8220;.</p>
<p>Ma chi sono questi precari? Ce ne sono di tutti i tipi: giacca e cravatta, in divisa, con la valigetta al seguito.</p>
<p>Li puoi trovare ovunque e appartengono a professioni diverse; <em>pertanto</em> si sentono diversi: un consulente economico non può certo essere uguale a una telefonista con un contratto a progetto. C&#8217;è dunque chi un lavoro ce l&#8217;ha, ma gli mancano  tutte quelle caratteristiche, tutti quei diritti, che rendono un “lavoro” una “professione”.  Ieri si è iniziato a parlare di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/05/10/Rivoluzione-precari-salario-base-contratti-progetto_6849709.html?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter" target="_blank">salari minimi per i precari</a> e di altre novità inerenti al mondo del lavoro, mentre la Cgil promuoveva la giornata contro la precarietà con lo slogan «Precarietà: l’unico taglio giusto».</p>
<p>Ma guardiamo ad oggi, ai <a href="http://www.ilmessaggero.it/economia/i_precari_in_italia_guadagnano_in_media_836_euro/notizie/195063.shtml" target="_blank">3 milioni e 315 mila precari</a> che, in media, <strong>guadagnano 836 euro netti al mese</strong>.  Oltre al salario ci sono molte altre cose che rendono difficile la vita di un precario:</p>
<ul>
<li>la spesso totale assenza delle famose 8 ore, divenute ormai un aneddoto da romanzo di Dickens.</li>
<li>Tralasciamo tutte le varie tredicesima, ferie, malattia, permessi, tfr, scatti, inquadramenti, straordinari, rimborso spese eccetera, eccetera.  Molti di noi precari non hanno neanche mai avuto questi lussi, tanto da non reputarli neanche un diritto.</li>
<li>La sicurezza una vita propria, autonoma, stabile almeno quanto basta per dare un futuro a sé e ai propri figli.</li>
<li>La possibilità di dire no, di dire basta, di dire<span style="background-color: #ffffff; color: #b72e18;"> <strong><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">¡</span>NO M<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Á</span>S! </strong></span></li>
</ul>
<p>Su questo, la nostra generazione ha delle grandi responsabilità. Perché spesso non siamo  capaci di lottare, di sentirci parte di una “classe”, di sentirci parte di un gruppo di persone che condividono un destino e lottano fianco a fianco.</p>
<p>Ci sentiamo più simili ai lavoratori dipendenti accanto alla nostra scrivania rispetto a un precario raccoglitore di pomodori in Calabria&#8230;</p>
<p>Le lamentele nei confronti dei sindacati che “non ci rappresentano” si sprecano. Raramente ci torna in mente che, se non ci occupiamo noi dei nostri diritti, chi lo farà per noi?</p>
<p>La colpa è nostra perché per fare carriera crediamo di dover lavorare di più del dovuto. E non di lavorare bene.</p>
<p>La colpa è nostra quando ci accompagna l&#8217;eterna litania del lamento per poi dimostrarci entusiasti, sorridenti, pronti a dire l&#8217;ennesimo sorridente sì.</p>
<p>La colpa è nostra quando le lodi sulle lauree valgono non più di un addobbo floreale e finiamo per reputare inutile il nostro impegno sui libri. Studiare è sempre una bella occasione per crescere un po&#8217;.</p>
<p>La colpa è nostra quando ci facciamo <strong>la guerra tra poveri</strong>.</p>
<p>La colpa è nostra quando pensiamo di aver diritto a tutti i beni, ai prodotti di una classe più alta della nostra, ci lamentiamo dello stipendio ma spendiamo come se possedessimo delle certezze.</p>
<p><strong>La colpa è nostra quando lasciamo che questo mondo sporchi i nostri sogni</strong>. Quando siamo disillusi ancora prima di provarci.</p>
<p><strong>La colpa è nostra quando ci sentiamo in catene e non proviamo a spezzarle</strong>.</p>
<p>Spesso non possiamo scegliere di essere o non essere precari. Molto spesso, però, rinunciamo a come vogliamo essere precari.</p>
<p>E se ancora non ci va bene&#8230; la lamentela è spesso un&#8217;alternativa più allettante al tentare di cambiare. Non cambierà nulla? È probabile ma, come diceva Churchill:  &#8221;<em>È un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>L&#8217;equilibrista</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff; background-color: #b72e18;">Ogni venerdì <a href="http://www.lavocedinomas.org/tag/art.1" target="_blank"><span style="color: #ffffff; background-color: #b72e18;">Art.1</span></a></span>: </strong>la nostra rubrica dove dare spazio alla voce di lavoratori e lavoratrici, sfruttati e sfruttate, licenziati e licenziate, pensionati e pensionati, esodati ed esodate, cassaintegrati e cassaintegrate…<br />
<strong>Tutti, nel cassetto, abbiamo qualcosa da raccontare</strong>. Se vuoi collaborare a questa rubrica con la tua storia scrivi a: <a href="mailto:redazione@lavocedinomas.org">redazione@lavocedinomas.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Kenya chiama Italia</title>
		<link>http://www.lavocedinomas.org/news/kenya-chiama-italia</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Besana</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti europa africa]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[3300 profughi. Un’emergenza umanitaria dalle dimensioni spaventose e, come spesso accade, dimenticata nonostante questo.
Camp Garba si trova a Nord del Kenya; un teatro di povertà e disequilibrio, in cui la Consolata è da tempo attiva in una missione di sostegno alla poverissima popolazione locale.
Nel territorio sono attualmente presenti tre campi profughi: Shambani, che conta 1200 persone, Gem, con 750 sfollati e Masharkwata, in cui hanno trovato alloggio 850 persone.
Numeri impressionanti, a cui si aggiungono i 500 rifugiati nella foresta di Kisima.
A causare la forzata migrazione della popolazione è la violenza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/kenya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7550" title="kenya" src="http://www.lavocedinomas.org/site/wp-content/uploads/2012/05/kenya.jpg" alt="kenya" width="300" height="275" /></a>3300 profughi</strong>. Un’emergenza umanitaria dalle dimensioni spaventose e, come spesso accade, dimenticata nonostante questo.</p>
<p><strong>Camp Garba</strong> si trova a <strong>Nord del Kenya</strong>; un teatro di povertà e disequilibrio, in cui la <strong>Consolata</strong> è da tempo attiva in una missione di sostegno alla poverissima popolazione locale.</p>
<p>Nel territorio sono attualmente presenti tre campi profughi: <strong>Shambani,</strong> che conta 1200 persone, <strong>Gem</strong>, con 750 sfollati e <strong>Masharkwata</strong>, in cui hanno trovato alloggio 850 persone.</p>
<p>Numeri impressionanti, a cui si aggiungono i 500 rifugiati nella foresta di <strong>Kisima</strong>.</p>
<p>A causare la forzata migrazione della popolazione è la <strong>violenza quotidiana</strong> di una terra in cui, citando le parole dei missionari attivi nella Regione: “<em>Interessi economici e </em><em>politici locali ed internazionali hanno trasformato in teatro di scontri violenti ciò che è sempre stata una lotta per il controllo dell’acqua e delle terre tra le diverse comunità di pastori nomadi</em>”.</p>
<p>Gli scontri, dallo scorso ottobre ad oggi, hanno causato la <strong>distruzione di oltre 150 case e la morte di decine di persone</strong>. Interi raccolti sono stati distrutti; intere mandrie disperse. I sopravvissuti, costretti a scappare, hanno trovato rifugio nelle scuole, nelle cappelle della missione e nelle vicinanze della chiesa parrocchiale.</p>
<p>La situazione, tuttavia, sembra aggravarsi di ora in ora e, proprio per far fronte alle crescenti esigenze dei rifugiati, i missionari hanno lanciato un appello: “<em>La <strong>situazione nei campi è drammatica</strong>, gli aiuti governativi insufficienti, tutti hanno paura a recarsi nella zona, mancano generi di prima necessità, medicinali e cibo: Manca l’accesso all’acqua, cosa che non fa che aumentare il rischio di epidemie soprattutto tra i più indifesi, i bambini</em>”.</p>
<p>La Consolata prosegue la sua attività, con un programma ben chiaro su come agire per frenare l’emergenza umanitaria: “<strong><em>Primo:</em></strong><em> smascherando e denunciando gli interessi politici ed economici locali e internazionali che armano e sobillano le varie fazioni, le une contro le altre, per arricchirsi sulle spalle dei poveri. <strong>Secondo</strong>: cercando di far sedere ad un tavolo i capi tribù locali delle parti in conflitto per raggiungere un accordo pacifico di convivenza, nel rispetto reciproco.<strong>Terzo</strong>: accogliendo e curando gli scampati ai massacri che hanno perso tutto</em>”.</p>
<p>Un impegno chiaro, ma che ha bisogno dell’aiuto di tutti noi. L’appello dei missionari è volto a <strong>raccogliere fondi di prima necessità</strong> da destinare ai profughi per un’emergenza che, come spiega il missionario <strong>Padre Antonio Rovelli</strong>. “<em>non può più aspettare. L’emergenza non è mai la soluzione, ma richiede interventi rapidi. Il nostro è un appello immediato alla solidarietà. Per noi questa è una priorità, la gente sta male</em>”.</p>
<p>Per ulteriori informazioni e per rispondere all’appello della Consolata, <strong><a href="http://www.missioniconsolataonlus.it/mco/" target="_blank">consulta il sito</a>.</strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Marco Besana</strong></p>
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