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Assassini

14 maggio 2010 Pubblicato da Marco Besana 2 commenti

È morta ieri mattina Mariarca Terracciano. Morta per un collasso cardiocircolatorio dopo aver perso troppo sangue.

No, non si è trattato di un incidente: Mariarca Terracciano si faceva prelevare volontariamente 150 millilitri di sangue al giorno per protestare contro il mancato pagamento dello stipendio da parte dell’Asl Napoli 1 presso cui lavorava come infermiera.
Lo aveva annunciato da giorni, dopo aver intrapreso uno sciopero della fame e dopo aver trasmesso su internet numerosi video delle sue proteste: se avesse continuato a non essere pagata per il suo lavoro, avrebbe cominciato a farsi prelevare sangue fino alla consegna del primo stipendio. Ieri Mariarca Terracciano è morta senza averlo mai ricevuto quello stipendio.
Morta a 45 anni, con due bambini di 10 e 4 anni.
Lo scorso marzo Ciro Pellegrino, 48 anni, direttore dell’Iper Alvi di Nocera Inferiore, si è suicidato per aver perso il lavoro. Lo stesso per un magazziniere di Pordenone, sempre lo scorso marzo e per un impiegato di Roma ad ottobre. Non sono i soli: la lista, è lunghissima:

  • 30 gennaio 2010 Un operaio bergamasco di 35 anni a Brembate (Bergamo) ha cercato di togliersi la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco. A spingere l’uomo a compiere il drammatico gesto sarebbe stata la depressione causata dalla perdita del lavoro. L’operaio era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) che era fallita due mesi prima.
  • 29 gennaio 2010 Sfratto esecutivo, disoccupato si uccide. Un uomo di 55 anni, tagliatore in un’azienda calzaturiera di Civitanova (MC), rimasto disoccupato, si è ucciso lanciandosi da una finestra, tre ore prima che l’ufficiale giudiziario gli notificasse lo sfratto esecutivo.
  • 10 gennaio 2010 Lo hanno trovato i familiari quando sono andati in negozio. Alberto Ottino era lì, nel supermercato A&O di Castelmassa che con passione gestiva, insieme al fratello, da qualche anno. Si era impiccato con dei fili elettrici. Aveva problemi economici, gli affari, ormai da tempo, non andavano bene. Una preoccupazione crescente che, alla fine, dopo molti tentativi di raddrizzare le sorti dell’esercizio commerciale, lo ha spinto ad arrendersi.
  • 19 novembre 2009 Laureato in matematica e fisica ma da anni precario e con un’occupazione da muratore, si è tolto la vita perchè la ditta edile nella quale lavorava si è vista costretta a ridurre il personale. Si è sparato un colpo al petto.
  • 8 novembre 2009 A Padova uno psicologo non trova lavoro e si suicida.
  • 14 ottobre 2009 aveva perso il lavoro, nel dicembre scorso. Faceva il ragioniere in una ditta di Francavilla ed era stato licenziato, a 52 anni. Si è procurato una pistola, l’arma che non aveva mai detenuto, e ha premuto il grilletto.
  • 1 settembre 2009 Reggio Emilia perde il lavoro e stermina la famiglia
  • 8 agosto 2009 ha ucciso la moglie e i figli mentre dormivano e poi si è suicidato: l’ ennesima strage familiare è avvenuta la notte di giovedì in una villetta di Gornate Olona, in provincia di Varese. Il folle gesto potrebbe essere stato causato da una crisi matrimoniale o dalla perdita del lavoro: la coppia stava attraversando una fase personale difficile e, in più, l’ uomo si era dimesso pochi giorni fa dal lavoro che aveva da anni nell’ officina gestita dal suocero.
  • 24 luglio 2009 Un lavoratore di 32 anni, L.D., si è suicidato ieri sera in provincia di Bologna: aveva problemi con la moglie e, pochi giorni fa, aveva ricevuto una lettera di licenziamento dall’azienda in cui lavorava, la Chloride di Castel Guelfo, nel bolognese.
  • 02 luglio 2009 Siena – Si lancia nel vuoto dal terzo piano – Operaio cassaintegrato muore suicida. 22 giugno 2009: Lascia moglie e due figli piccoli, Fabrizio Rossi, un 39enne di Fano che ieri ha deciso di togliersi la vita nel garage di casa sparandosi un colpo di fucile al petto. Alla base del tragico gesto sembra esserci la recente perdita del posto di lavoro.
  • 17 giugno 2009 Milano. Insegnante senza lavoro si uccide in casa, 31 anni. Per vivere affittava l’appartamento trasferendosi in cantina. Dove è stato trovato morto, un cappio intorno al collo, una sedia poco lontano.
  • 9 giugno 2009 Dopo aver perso il lavoro e la casa, un 63enne si è suicidato gettandosi dal balcone del suo appartamento a Milano.
  • 23 maggio 2009 Treviso – Ingegnere suicida in Veneto – Ossessionato dal dover licenziare – si getta contro un convoglio ferroviario in viaggio verso Venezia.
  • 22 maggio 2009 Roma, suicida operaio: la Ericsson lo vuole licenziare, lui si getta dal tetto della fabbrica.
  • 21 maggio 2009 Fontanelle – Si è ucciso impiccandosi un piccolo imprenditore di 58 anni, Valter Ongaro, titolare di un’azienda di verniciatura in forte difficoltà finanziaria a causa della crisi.
  • 20 maggio 2009 Napoli. suicida dipendente Equitalia. Si lancia dalla finestra davanti la Questura.
  • 16 maggio 2009 Bologna, un imprenditore di 49 anni da anni alla prese con problemi legali ed economici, tenta il suicidio, ingerendo una dose di barbiturici in auto.
  • 7 aprile 2009 due anni fa aveva perso il lavoro di guardia giurata, negli ultimi tempi lavorava saltuariamente e alla fine, vinto probabilmente dalla paura di non poter provvedere in maniera adeguata ai suoi cari, ha deciso di togliersi la vita. Mariano Pariante, 55 anni, si è impiccato all’interno di un deposito dell’ex stabilimento Rhodiatoce di Casoria, in cui lavorava saltuariamente come custode.
  • 20 marzo 2009 Un geometra originario di Sanremo e residente a Genova di 54 anni, le cui iniziali sono G.R., dopo avere perso il lavoro si è inoltrato in un bosco della Valbisagno, nell’immediato entroterra di Genova, e si è tolto la vita.
  • 25 marzo 2009 Roma un uomo si dà fuoco al Campidoglio, licenziato da una cooperativa, gli avevano comunicato che non avrebbe avuto alcuna indennità di disoccupazione.
  • 18 marzo 2009 Dieci mesi fa aveva perso il lavoro e da allora le difficoltà economiche non lo avevano più abbandonato. Così un 52enne ha deciso di farla finita, impiccandosi a un albero di un suo piccolo podere a Gravina in Puglia (Bari). L’uomo, negli ultimi tempi, aveva cercato di tirare avanti facendo il muratore, ma guadagnava troppo poco per mantenere la moglie e i tre figli
  • 15 gennaio 09 Parma – Un uomo di 47 anni ha tentato di togliersi la vita dopo essere stato licenziato dall’azienda in cui lavorava fin da ragazzo. Le forze dell’ordine lo hanno ritrovato, è in gravi condizioni.
  • 2 gennaio 09 Pistoia – Disoccupato, chiama i carabinieri e si uccide, 3 figli, dopo che l’Enel aveva interrotto la fornitura di energia elettrica, e la morte della madre che lo aiutava economicamente.

I politici, nel frattempo, di destra e di sinistra, al governo o all’opposizione, impegnati a intascare stipendi stratosferici e a truffare lo stesso Stato di cui sono rappresentanti, non sembrano molto preoccupati.
Le persone muoiono e loro parlano. Le persone muoiono e loro blaterano nei salotti televisivi, con la pancia piena e l’autista che li aspetta fuori.
Complimenti. Complimenti alla classe politica più pagata e più corrotta d’Europa. Complimenti alla casta che litiga a Porta a Porta o a Ballarò, ma che si trova magicamente d’accordo nel mantenere intatti i privilegi di cui gode. Complimenti ai politici che non abbandonano i loro ruoli occupazionali (dirigenti, professori, avvocati…) pur sapendo che moriranno in Parlamento e che mai lasceranno la politica per tornare a farli fruttare, quei ruoli. Dove sono gli ammortizzatori sociali, la previdenza, le misure contro la crisi, la tutela del diritto alla vita e al lavoro? Questi farabutti si rendono conto che i cittadini italiani di oggi si stanno suicidando e che quelli di domani non avranno mai un lavoro o una pensione con cui vivere?
Forse non sono interessati e allora andrebbero cacciati per rispetto. Forse sono incapaci di far fronte a tutto questo e andrebbero cacciati per incompetenza.
Quante morti dovranno ancora avere sulla coscienza prima che si sveglino? Quante persone dovranno ancora svenarsi, come Mariarca Terracciano, prima che questa classe politica e dirigente faccia qualcosa?
Assassini. Assassini legalizzati. Con le mani sporche di sangue. Con la sola fortuna di trovarsi di fronte ad un Paese che preferisce uccidersi invece che ribellarsi. Almeno per ora.

 

di Marco Besana

 

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2 commenti »

  • Ennio dice:

    Ho trovato questa pagina molto datata, non so nemmeno se questo commento verrà letto, comunque scrivo per dire che gli assassini colpiscono anche i bambini. Tramite una associazione seguiamo il caso di una famiglia di 3 persone, padre madre e bimbo di due anni con padre unico lavoratore (998 €/mese) al quale è stato tolto 1/5 dello stipendio per questione di multe di parcheggi non pagate. L’avvocato ha avuto il coraggio di comunicare all’azienda la cessione conto terzi senza nemmeno attendere la prova dell’avenuta consegna dell’atto giudiziario all’interessato, che in effetti non era avvenuta. Cosicchè il padre ha sviluppato una forma depressiva gravissima che lo ha condotto per ben 3 volte a tentare il suicidio, ma nonostante tutto il quinto continuano a prelevarlo puntualmente. E’ chiaro che la cassa del comune in questione prevale sul diritto alla sopravvivenza di un nucleo familiare e di un bimbo.

  • Redazione dice:

    Ciao Ennio. Intanto ti voglio ringraziare di averci scritto.
    la nostra associazione e il nostro sito sono nati proprio per “dar voce a chi non ha voce” e contributi come il tuo, che portano a galla storie nascoste e drammatiche, sono fondamentali per la battaglia che stiamo cercando di portare avanti.
    La storia che ci hai raccontato è l’ennesimo esempio di come la disparità sociale, la cattiva politica e la cattiva amministrazione arrivano a mettere in pericolo la vita stessa di molte famiglie, non solo a parole, ma nella loro stessa quotidianità. Drammi che sembrano sempre più lontani dall’agenda politica di chi ci governa e di chi ci ha governato.
    Mi piacerebbe che tu scrivessi per noi i dettagli di questa storia, per cercare insieme di far luce su vicende come questa.
    Se ti va, il nostro portale è aperto…

    A presto e grazie,

    Marco

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