10×100 Anni di carcere!
10×100 anni di carcere è una campagna per la liberazione dei manifestanti vittime della repressione per i fatti del G8 di Genova.
Dieci di loro sono infatti stati accusati del reato di “devastazione e saccheggio” e condannati in secondo grado a pene che vanno dagli 8 ai 13 anni. Una condanna che fa discutere, di fronte alle torture e alla “sospensione dei diritti democratici” di cui, proprio al G8, le forze dell’ordine sono state protagoniste.
Quello che succedeva a Genova nel 2001 in occasione del G8 rappresenta ancora una ferita aperta per quella che chiamano democrazia nonché una grave mancanza di rispetto nei confronti di tanti ragazzi coinvolti nella strage.
Tutto questo viene ad aggravarsi nel momento in cui si scopre che l’autore del massacro non è nient’altro che l’ordine pubblico che, nel luglio 2001, ha messo in scena nella scuola Diaz una vera e propria “macelleria messicana” seguita da terribili torture nella caserma di Bolzaneto e dai pestaggi nelle strade genovesi.
Associazioni impegnate nella difesa dei diritti umani scendono in campo definendo l’accaduto come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.” Lo Stato però persiste nell’opera della difesa di se stesso e dell’accusa nei confronti di persone innocenti.
Il prossimo 13 Luglio, infatti, dieci persone rischiano di vedersi confermata la condanna a cento anni di carcere complessivi a causa di un reato che rappresenta uno dei tanti residui del codice penale fascista (il Codice Rocco), trasformandosi così in capri espiatori.
È eticamente inaccettabile che i fatti accaduti a Genova nel Luglio del 2001 arrivino oggi, a dieci anni di distanza, ad una fine come questa. Si sta parlando di abuso di potere con l’aggravante della violenza fisica che sembra descrivere l’azione di una dittatura e non quella di una democrazia.
Per questo motivo è nato questo appello affiancato da una raccolta firme (www.10×100.it) per sensibilizzare il mondo della cultura, i cittadini e soprattutto gli studenti su un tema che non può essere ignorato perché, se non lottiamo oggi per i nostri diritti, avvenimenti come quelli di Genova potranno riaccadere.
scritto per noi da Virginia Villa
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