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Darg Team: da Gaza a Genova, anche l’hip-hop ricorda Vik

31 maggio 2011 Pubblicato da Elisa Riboldi 6 commenti

Musica, rivoluzione, determinazione, lotta.

I Darg Team hanno un nome che non lascia spazio a dubbi, “Da Arabian Revolutionary Guys”. Non hanno nessun tipo di contratto, nessuna etichetta milionaria alle spalle, lottano con lo stesso peso che hanno molti gruppi al giorno d’oggi, quello di essere emergenti e paradossalmente per questo risultare non interessanti. Tuttavia hanno resistito, registrando 25 brani in home recording, riuscendo comunque a farsi conoscere e amare a livello umano e rivoluzionario.

La loro musica è arrivata in tutta la striscia di Gaza e i loro concerti ne sono la dimostrazione. Si tratta di piccoli live che confermano comunque la presenza di un fedele pubblico che è in continua crescita.

Nati del 2004 dalla fusione di due gruppi, Damcz e Rg Band, i Darg Team presentano la seguente formazione: Fadi Srour (Da Manager), Sami Srour (Mc), Bassam El Masry (Mc), Mohammed Antar Dargteam (Mc), Mady M Dargteam (Mc), Maroof AbU Abdo (Music producer), Ahmed Badran (Arabian Beat), Adam Qudwa (Camera Man), Slide Show. Iniziano il loro percorso musicale dopo la morte di Yasser Arafat, tanto che per il loro primo brano sembrano essersi ispirati proprio alla vita del leader palestinese.

Nel 2008 hanno pubblicato il loro primo album, Ghorbah, da cui viene tratto anche il primo videoclip, sempre a livello amatoriale a causa della mancanza di fondi necessari alla band per garantirsi qualità acustiche e tecnologiche maggiormente adeguate. Nonostante le difficoltà, i Darg Team sono andati avanti per la loro strada partecipando a numerosi eventi e attività organizzate da ONG locali e internazionali.

Nel 2009 hanno vinto il primo concorso hip-hop in Palestina, organizzato dall’associazione Sabreen di cui fa parte Meghames Ayman, membro dei PR (Palestinian Rapperz) e sostenuto dalla Danimarca. Il concorso si è svolto a Gaza City, in un piccolo teatro nel palazzo della Mezzaluna Rossa palestinese e trasmesso in videoconferenza nella città di Ramallah. Uno dei siti di band emergenti del medio-oriente rivela che sempre nel 2009, a febbraio per la precisione, il regista svizzero Nicolas Wadimoff e la giornalista Béatrice Guelpa sono stati a Gaza per le riprese del documentario “Aisheen – Still alive”. Hanno incontrato la band ed è nata una profonda amicizia, che ha portato il regista a chiedere al Darg Team di firmare la colonna sonora del documentario. Al ritorno in Svizzera, Nicolas Wadimoff ha avvertito la sensazione di avere lasciato i suoi amici in un carcere e ha deciso di metterli in contatto con i rappers di Ginevra e Losanna per la costruzione del progetto hip-hop “Gaza incontra Ginevra“. L’iniziativa si è rivelata fruttuosa, ma più complessa del previsto. Infatti il gruppo palestinese si è dovuto confrontare con la chiusura di Gaza e ci è voluto quasi un anno per poter ottenere i documenti necessari per lasciare la Striscia. Finalmente, domenica 20 giugno 2010, il Team è riuscito a rompere il blocco di ferro ed è andato a far sentire la propria voce nella città di Calvino e davanti a un vasto pubblico ha potuto urlare a pieni polmoni: “Falasteen hurra”, ovvero Palestina libera!

La loro lotta e la loro energia sono una vera e propria lezione. Se la fortuna girerà nuovamente, il Darg team sarà invitato in Danimarca per produrre, con tutta la tecnologia disponibile, il disco che ha sempre voluto fare.

Suonare per Gaza

Era chiaro fin dall’inizio che questa band hip-hop avrebbe saputo compensare la mancanza di qualità audio con la grande energia e spirito rivoluzionario che li contraddistingue. Le biografie dei Darg Team parlano chiaro: per loro la musica è una forma di resistenza. Il loro rap parla del loro paese, dell’assedio di Gaza, delle lotte interne palestinesi, ma anche di infanzia e amicizia. Il loro obiettivo è la resistenza con le parole, invece che attraverso le armi. La vita e l’attività di rapper, in quel luogo che oltreoceano viene chiamato Hamas-stan, non è per nulla semplice. Sami dice che “la scommessa di essere diversi rappresenta un mal di testa continuo”. Ma ne vale la pena, per proseguire nei loro propositi e dare al mondo un’immagine diversa della striscia di Gaza.

Ricordando Vik

Il gruppo rap arriva in Italia. Sarà infatti possibile ascoltarli dal vivo al Music For Peace a Genova (dal 4 al 13 giugno alla Sala Chiamata del Porto) . Si sposteranno poi nella città di Milano. Le tappe italiane prevedono l’esibizione del brano “Onadekum”. Vittorio Arrigoni amava il motivo arabo di Ahmad Qabour, proposto su un testo del poeta e politico palestinese di Nazareth Tawfiq Zayad. I Darg Team hanno voluto ricordare così l’attivista italiano, assassinato a Gaza lo scorso aprile.

Il tour italiano dei Darg Team è l’occasione per conoscere aspetti poco noti della realtà dei giovani di Gaza.

Forse anche la musica serve a RESTARE UMANI.

Di seguito il video del brano-tributo a Vittorio Arrigoni.

Per maggiori informazioni:

Per i live italiani: I promotori italiani del tour dei DT chiedono a tutti coloro che fossero interessati ad organizzare delle serate del gruppo palestinese nel mese di giugno, in particolare dal 3 al 20 (date da confermare), di scrivere a pmattavelli@hotmail.it, tel. 0039 380/3560402.

Info sul gruppo:

Sito ufficiale under costruction: www.dargteamgaza.com
Pagina su Myspace
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di Elisa Riboldi

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6 commenti »

  • ginevra dice:

    fantastico articolo!!!! complimenti davvero!

  • LAZYPRODUCTION dice:

    Bell’articolo. La ringrazio per aver saccheggiato il mio blog . Magari la prossima volta può citare la fonte delle sue informazioni, non sarebbe male….cosi tanto per essere precisi.

  • Elisa Riboldi (author) dice:

    Ciao… intanto grazie per il commento e per aver trovato l’articolo. Posto che quello che conta dovrebbe essere diffondere il genere musicale a cui siamo interessati (in particolar modo in questo testo), ci tengo a sottolineare che hai perfettamente ragione, ma è anche vero che la fonte l’ho citata. Dall’articolo si legge “Uno dei siti di band emergenti del medio-oriente rivela che”… lì c’è il link al tuo blog. La fonte mi sembra dunque citata e reperibile.

  • LAZYPRODUCTION dice:

    Ciao a te. Concordo perfettamente sul concetto della diffusione. Cio che mi preme è far conoscere una realtà medio orientale diversa da quella propinata da giornali e tv. Ben vengano gli articoli sull’argomento . Non ti ho scritto per far polemica ma ,dopo aver fatto tanta fatica a cercare e tradurre notizie riguardo la scena hip hop in medio oriente , mi scoccia un pò vedere gioenalisti o sedicenti tali ( e non mi riferisco a te) che si appropriano del mio lavoro spacciandolo per proprio…..Diciamo che ieri quando ho letto il tuo pezzo non ero dell’umore migliore…senza rancore, se continui a seguire il blog e magari lo sostieni con l’iscrizione non può che farmi piacere….salam likulliki

  • LAZYPRODUCTION dice:

    Stordimento domenicale…il saluto giusto è SALAM LAKI

  • Ilaria Brusadelli dice:

    Ciao! Posso darti un consiglio? Aggiungi la Creative Commons License al tuo sito (trovi il link nel footer di questo sito), in questo modo almeno ufficialmente nessuno potrà non citarti o trarre profitto dal tuo lavoro (certo, è difficile tener sotto controllo tutto, ma almeno è un segnale!). Per quanto riguarda questo articolo, abbiamo pensato che creare un link diretto al tuo blog rispetto che citarlo semplicemente ti avrebbe dato più visibilità, in fondo credo che il tuo obiettivo sia quello di far conoscere la musica e il tuo sito piuttosto che essere semplicemente citato giusto ;) ? Detto questo, concordo su “niente rancore” e … seguici anche tu!

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