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Dimostratemi il contrario

15 novembre 2011 Pubblicato da Pietro Crippa Nessun commento

Il rinoceronte nero  non esiste più. E’ sparito dall’Africa Occidentale. In questi casi si parla di estinzione, ecco sì, si dice che “il rinoceronte nero si è estinto”. Interessate l’espressione “si è estinto”, quasi come se avesse fatto tutto da solo.

Io ne voglio usare un’altra: un insieme di individui con caratteri simili che li distinguono dagli altri individui dello stesso genere è scomparso. Sapete quale espressione ho utilizzato? Quella che definisce il concetto di “specie”. Anche noi lo siamo. Quella dell’ Homo sapiens è una specie tra le infinite in cui sono suddivisi gli esseri viventi.

Sulla carta, non siamo che un granello nell’universo: secondo alcune stime, un milione e ottocento mila specie diverse sulla Terra. Sulla carta, se il genere umano si estinguesse – e qui sì che il verbo riflessivo c’azzecca – il mondo perderebbe un infinitesimo del sue essere.

“Ma noi siamo diversi! Noi abbiamo l’intelligenza!”. Facile dirlo, quando siamo stati noi a definire cosa essa fosse. “Ma noi costruiamo città”. E distruggiamo villaggi. “Ma noi abbiamo l’arte”. E il Grande Fratello. “Ma noi abbiamo l’amore”. E l’odio.

Sapete, tempo fa avrei replicato così a quest’antipatico e saccente commentatore: “bene, da come rispondi si capisce che l’uomo ha pregi così come ha difetti. Ebbene, è proprio questo che lo eleva al di sopra di tutte le altre specie viventi: la libertà di fare il bene e la libertà di fare il male. L’animale non è mai in errore perché non è mai nemmeno nel giusto. L’essere umano sbaglia, e poi impara, e poi sbaglia di nuovo, per poi cercare ancora una volta di emergere. E’ questo che dà valore all’azione dell’uomo: la responsabilità della possibilità”.

Ma siamo ancora autorizzati a parlare in questi termini? Siamo sicuri di avere ancora questa radura dove poterci muovere?

Di cosa sto parlando? Sto parlando di una specie vivente che della vita pare aver composto da tempo l’epigrafe . Sto parlando di una specie vivente che preferisce “i puntini sulle ‘i’ piuttosto che un insieme d’emozioni”. Sto parlando di miliardi di esseri che anziché essere, preferiscono apparire. Come dite? La Primavera Araba ha dimostrato il contrario? Sarà, ma in Nord Africa la popolazione è di circa cento milioni di persone: un settantesimo di quella mondiale, che invece, da anni, resta a guardare.

Sapete che vi dico? Che il motivo profondo per il quale noi ci rattristiamo quando un nostro simile, anche sconosciuto, perde la vita è perché, semplicemente, egli era uno di noi. Etnocentrismo antropologico insuperabile, capace di estendersi dal nucleo famigliare alla “famiglia umana” tutta. Il NOI. La cui figura emerge per differenza dal suo correlato: l’ altro. Chi è l’ altro? Semplice, tutto ciò che si estende dalla famiglia nostra vicina di casa, alle popolazioni che vivono sulla Terra, fino a tutte le altre specie. Anche i rinoceronti neri.

Dimostratemi il contrario.

di Pietro Crippa

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