Gaza: la guerra permanente
La vittima della guerra infinita tra il governo Israeliano e i terroristi palestinesi è sempre la stessa: la popolazione. Israeliana e palestinese. Vittima tra le vittime, la Striscia di Gaza è diventata ancora una volta il poligono di tiro per le rappresaglie di un esercito che non riesce a colpire gli autori del terribile attentato ad Eilat, ma che deve dimostrare al mondo di tenere sottocontrollo un territorio tenuto in piedi con la violenza e la minaccia.
Un attentato che non fa che aiutare i sostenitori della quotidiana politica israeliana, e che contribuisce a confondere chi non riesce ad avere ben chiara la differenza fra estremisti e popolazione palestinese comune.
Hamas ha dichiarato la fine della tregua, l’Egitto ha richiamato il suo ambasciatore da Israele. Gesti che accresceranno la tensione già altissima del conflitto, ma che non rappresentano nulla di nuovo in una zona in cui le rappresaglie, le violenze e l’assedio sono ormai condizioni continue e costanti.
Solo continuando a tenere l’attenzione del mondo viva su Gaza, in futuro, questa situazione potrà, forse, cambiare. Non solo quando sanguinosi atti guerra ce lo ricordano, ma soprattutto quando le piccole violenze che non fanno notizia proseguono nella nostra indifferenza.
di Marco Besana



















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