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I Mercanti di Liquore contro i mercanti di acqua

11 giugno 2011 Pubblicato da Redazione Nessun commento

Domani siamo tutti tenuti a votare al referendum, vi riproponiamo un’intervista di qualche tempo fa a Lorenzo Monguzzi, voce dei Mercanti di Liquore proprio sul tema dell’acqua.

[...]  Stralcio dell‘intervista del maggio 2008

Nel disco Sputi compaiono brani come “Re Federico” , tratto da un’opera di Gianni Rodari e “L’Altissimo” in cui si critica fortemente il potere di pochi che si arricchiscono sulle spalle del popolo. Il business venutosi a creare sulle risorse idriche è davvero la piaga di domani?

Proprio quando abbiamo realizzato “Song N.32” cominciava a crearsi un movimento sul tema dell’acqua e dell’importanza delle risorse idriche.
L’anno prima era stata scritta la carta dei diritti internazionali dell’acqua e questo documento scatenò un dibattito sempre più vivo su queste tematiche. È un problema molto serio e sono felice che ora si stia cominciando a parlarne in maniera concreta.Siamo cresciuti con l’idea che l’acqua sia una risorsa infinita e invece dobbiamo renderci conto che senza un’educazione reale su questo tema, i nostri figli e i nostri nipoti potrebbero scontrarsi con nuove e terribili dinamiche. Fino ad ora ci sono state guerre per le risorse energetiche, per il petrolio, nonostante si possa vivere senza di esso. Cosa potrebbe succedere se venisse a mancare l’acqua? Se fino ad ora abbiamo assistito ad un accanimento selvaggio per il petrolio, cosa ci potrebbe aspettare se venisse a mancare la risorsa che determina, di fatto, la nostra sopravvivenza? Le risorse idriche si stanno riducendo e molto più drasticamente di quello che potremmo aspettarci. Dobbiamo cominciare a prenderci cura di queste tematiche. Un altro grossissimo problema legato all’acqua è la sua mercificazione. Le multinazionali hanno capito l’importanza di questa risorsa, hanno creato un vero e proprio business intorno all’acqua e ci stiamo avvicinando ad una situazione di enorme pericolo. Se

l’acqua può essere comprata e venduta significa che la vita stessa viene messa in compravendita. L’acqua deve continuare a rimanere un diritto e dobbiamo batterci tutti per difendere questo presupposto. Unirsi è difficile ma fondamentale. Dobbiamo rompere il meccanismo tale per cui chi ha soldi può fare qualunque cosa, un meccanismo che vede l’Italia ai vertici della classifica mondiale. Se ognuno di noi stesse attento a risparmiare il più possibile l’acqua, probabilmente riusciremmo ad allungarne di un secolo l’aspettativa di esaurimento. Le amministrazioni locali dovrebbero però insistere maggiormente su questo tema; dare incentivi per installare dispositivi di raccolta dell’acqua piovana, utilizzabile quantomeno per gli scarichi, far capire ai cittadini che l’acqua dei nostri rubinetti è potabile e molto più controllata di quella in bottiglia. Una volta abbiamo fatto uno spettacolo con Marco Paolini in Veneto sopra ad una falda acquifera e siamo venuti a conoscenza di una situazione paradossale. Quella fonte idrica è divisa in due; una parte destinata ai comuni ed una parte di proprietà di una grosso gruppo commerciale. Molte delle persone che vivono in quella zona acquistano l’acqua imbottigliata dalla multinazionale in questione, convinti di bere un’acqua più controllata e non sapendo che si tratta della stessa acqua dei loro rubinetti. Questo è un meccanismo pericoloso, legato ad interessi enormi e contro cui dobbiamo avere il coraggio di metterci contro.

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