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Lady Blues Band On Tour Celebrating Janis Joplin

6 febbraio 2012 Pubblicato da Elisa Riboldi Nessun commento

La Lady Blues Band propone la “celebrazione” di una grande artista: Janis Joplin, mito della storia rock blues americana. La band è attiva dalla fine del 2009, i componenti sono tutti grandi professionisti ed hanno alle spalle numerosissime esperienze e collaborazione con musicisti in Studio e Live, in Italia e all’estero, oltre ad essere docenti di musica presso varie scuole della Lombardia. Un omaggio alla canzone americana di Janis, ma che celebra anche musicisti storici degli anni settanta come Hendrix, Jefferson Airplane, Cocker.

La Lady Blues Band da Ketty Magni (Lady Blues – voce), Carlo Ravot (batteria), Pier Panzeri (chitarra), Alessandro Cesana (basso).  Un viaggio affascinante nella musica di quegli anni, rivisitata da Lady Blues Band con un’energia e un qualità di esecuzione veramente uniche, che rendono il loro concerto straordinariamente coinvolgente nel ricordo di una grande rivoluzionaria della storia del rock e prima donna bianca a cantare il blues.

Un omaggio e una rivisitazione piuttosto personale, anche un po’ “psichedelica” dei brani della cantante – autrice eseguiti con un groove da power-trio, e con una voce che non imita ma sa trasmettere e coinvolgere. Una scaletta di brani densa di emozioni, per veri appassionati.

Come è nata l’idea del progetto?

Ho scoperto Janis all’età di 14 anni e da allora ho sempre ascoltato e cantato le sue canzoni. L’idea del progetto è nata con il cuore di chi ama questa cantante che è riuscita a scrivere e interpretare in maniera davvero straordinaria la sua anima, il suo disagio, l’ironia e l’amore. Il progetto era nel cassetto da molti anni e sono riuscita a realizzarlo solo ora, trovando le persone giuste con cui condividere questa avventura.

Che significato ha per te, Lady Blues, la musica di Janis?

E’ un pianto, un grido che graffia l’anima, è una carezza; è un blues che non puoi non sentire, è dentro… è una scelta di genere, di stile, è la storia della nascita del rock blues al femminile… è stata la colonna sonora di alcuni anni della mia vita.

Lavori da anni in questo campo e vivi di musica, cosa pensi del mercato discografico italiano, ultimamente molto criticato?

Il mercato sta ruotando intorno ad alcuni buoni prodotti, ma alcune produzioni sono alquanto discutibili. Si gira sempre intorno alle stesse cose. C’è poco roba nuova e pochi investimenti.

E’ difficile trovare spazi per suonare?

Nel nostro caso no perché siamo tutti professionisti, quindi dislocati in diverse formazioni e generi. Riusciamo perciò ad essere versatili ed istrionici. Devo ammettere che siamo un po’ pigri nell’andare nei locali a procacciarci date…  Avremmo bisogno di un PR che venda il nostro progetto: chi si vuole offrire è il benvenuto…

Cosa deve aspettarsi chi viene a vedere il vostro live?

Grandi emozioni, soprattutto per gli appassionati… con un’interpretazione molto personale. La rivisitazione dei brani di Janis viene eseguita da componenti del gruppo con un sound caratterizzato da un power trio che sostiene la voce, la quale interpreta i suoi brani senza imitarla, ma cercando di trasmettere la stessa atmosfera, le stesse emozioni, lo stesso calore con una grande energia e qualità di esecuzione che il pubblico alla fine dei concerti ci testimonia sempre.

Conosciamo un po’ meglio la band allora…

L’energia che c’è tra noi è fondamentale: Carlo Ravot è una persona straordinaria, sia a livello professionale che a livello umano. Dirige da tantissimi anni la sede del CRAMS (centro ricerca arte musica e spettacolo) di Monticello B.za (LC) )ed è fondatore del gruppo Percussionisti Anonimi, docente, batterista e percussionista nei mille progetti della sua grande carriera e un grande amico.
Pier Panzeri: chitarrista e docente poliedrico, coinvolto in altrettanti mille progetti proprio per la sua versatilità e bravura. Anima armonica della band, dai lunghi assoli struggenti… persona di una simpatia unica! Alessandro Cesana: bassista, con una lunga esperienza in diversi generi e formazioni. Nonostante la sua giovane età il suo ingresso nella band ha consentito di dare una particolare originalità al sound complessivo. Viene chiamato Stekka dagli amici…
Infine io, Ketty Magni, in arte Lady Blues. Sono quella che si emoziona sempre prima di salire sul palco, come se tutta l’esperienza decennale sui palchi non avesse tolto nulla alla purezza del mio approccio alla musica. Sono una maestra di canto che non ha segreti, ma la consapevolezza di avere anni di esperienza e studi alle spalle. Coinvolta in tanti progetti diversi in stile e genere, sono appassionata di Harley Davidson e di viaggi in moto. I miei colleghi della Lady Blues Band mi stimano per le mie capacità e competenze, ma soprattutto mi vogliono bene perché – almeno così mi dicono – sono una persona piena di passione, di anima e di cuore, insomma una persona vera e sincera.

Il progetto è straordinario e ambizioso: quali soddisfazioni e  ostacoli state incontrando nel realizzarlo?

Le soddisfazioni sono quelle di riuscire a riarrangiare i brani in quattro, quindi senza tutti i musicisti che Janis aveva nella sua band: spesso si faceva accompagnare da un’orchestra di dodici, tredici elementi. Gli ostacoli sono quelli degli impegni individuali con altre formazioni, visto che viviamo tutti di musica e quando si accavallano le date dobbiamo rinunciare ad alcune serate.

Qualche riga libera per dire ciò che vuoi!

Vorrei parlare di un sogno, un piccolo sogno che nasce e si realizza. Vivere di musica è un regalo per chi ha una dote particolare, ma non basta. La determinazione, la disciplina, l’impegno, gli studi e i sacrifici ti possono portare a questo. Quando canti o suoni devi sentire e trasmettere emozioni e passione, così come quando insegni devi cercare di entrare nella testa di ogni allievo, e indirizzarlo alla strada più consona alle sue capacità e al suo percorso, senza mai privare nessuno dei proprio sogni. Si tratta di un lavoro bellissimo e creativo, che libera e rende sensibili anche le persone che non lo sono. La musica è una grande porta che apre l’anima e bisogna amarla intensamente.

 

Canti da sempre, quali sono i tuoi ricordi più belli?

Tantissimi ricordi bellissimi come cantare davanti ad un falò con gli amici più cari e l’essere incoraggiata ad andare avanti, i primi concerti, il mio percorso professionale, gli studi di registrazione, le persone con cui ho lavorato e condiviso, l’amore per la musica, insegnare, specializzarmi in Vocologia e Logopedia Artistica. .. Fare un disco per la persona che ami. Ogni giorno che vivo è il ricordo più bello.

E tu, Lady Blues, per cosa urleresti ¡NO MÁS!?

Tante cose che vorrei dire, ma è meglio non dire… Spero sempre nella buona energia e nell’onestà delle persone… solo questo potrebbe cambiare il mondo.

 

INFORMAZIONI

info@ladyblues.it

www.myspace.com/ladyblueslive

FB: ladyblues band

 

PROSSIME DATE:

sabato 11 febbraio – giro di vite cultural cafè a Sirtori, Lecco

sabato 31 marzo – new faze music bar – Besana B.za, Monza e Brianza.

sabato 14 luglio – motorbike contest stura riders party -Forte Albertino, Vinadio, Cuneo.

 

di Elisa Riboldi

 

 

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