L’Italia, l’Afghanistan e i nuovi aeroporti
Nel periodo più nero per l’economia italiana, il nostro Paese ha deciso di investire negli aeroporti. Poco male, se almeno gli aeroporti fossero i suoi. Invece il Governo ha preferito stanziare 137 milioni di euro come “prestito a lungo termine” per l’ampliamento dell’aeroporto di Herat, in Afghanistan.
Secondo Enrico Piovesana “Da un breve comunicato della Presidenza della repubblica afgana, ripreso dall’agenzia di stampa Reuters, si apprende che sabato scorso, 17 dicembre, Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Berlusconi e oggi rappresentante del nuovo ministro Corrado Passera in Afghanistan e Iraq, era a Kabul a presentare il progetto e lo stanziamento”.
Un nuovo terminal, nuove piste di atterraggio e ampliamenti tali da rendere Herat un vero e proprio polo di scambio internazionale, il secondo per importanza in Afghanistan.
In perfetto stile italiano, tuttavia, ancora non sono chiari i tempi e i metodi di restituzione del prestito. Ed è soprattutto di difficile spiegazione il perché un Paese che chiede sacrifici sempre più grandi ai suoi cittadini, spenda 137 milioni per un progetto simile.
Ma il Governo tecnico saprà certamente dare una spiegazione tecnicamente convincente. Nel frattempo l’Afghanistan continua a bruciare e la pace, tra guerra e occupazione, sembra ancora lontana. Ma chiarire finalmente dove stiamo andando, con la nostra missione di guerra in terra afghana, forse non e sufficientemente tecnico da poterlo spiegare agli italiani.
di Marco Besana









Ciao Marco,
sicuramente dietro a questo finanziamento ci saranno dei giri di potere internazionale importanti.
Sarebbe bello saperli, ma ho la strana sensazione che non scopriremo mai nulla.
Come non si parla piu’ di Libia, ma chissa’ chi si sta spartendo il petrolio…
Fede
La condizione in cui ci obbligano a rimanere ci impedisce di concentrarci su quanto avviene lontano, in Afghanistan, in Libia, in Iraq. Un popolo che ha fame, non ha tempo di pensare alla Giustizia per tutto il mondo. E questa crisi rende ancora più difficile, da parte di tutti noi, indagare e informarci su tragedie dimenticate come quella afghana, sugli sprechi dei nostri governi, sui diritti negati. Dobbiamo pensare a noi, ad arrivare alla fine del mese, ai problemi quotidiani che ci assalgono. Ma di questo passo saremo un popolo anestetizzato, oltre che affamato. Ci sono molte cose che non sappiamo e poca informazione che ce le fa conoscere. Sforziamoci di sopperire a questa mancanze… con un blog, con una chiacchierata che non abbia come centro del discorso il Grande Fratello, con un evento da organizzare e uno a cui partecipare. Facciamo girare la nostra voce. Se sarà mancante, ce ne saranno altre che la completeranno. Rompiamo il silenzio!
Marco
Ciao Marco,
sai benissimo che leggo molto volentieri i vostri articoli, perche’ parlano di argomenti totalmente ignorati dai vari media, peccato non riuscire a reperire maggiori informazioni…
), quindi il vostro lavoro e’ sicuramente molto utile.
Il mio commento era solo per indicare che quella notizia e’ solo la punta dell’iceberg e chissa’ cosa ci sta sotto.
Sicuramente la crisi ci riporta fortemente nel nostro paese e quindi e’ sempre piu’ difficile vedere al di la’ dei nostri confini (tolti quelli della Svizzera per fare benzina
Buon anno, sperando che non sia proprio l’ultimo…
Fede
Ciao Federico.
Sì, so che ci segui spesso e proprio per questo ti ringrazio. La nostra battaglia è difficile, ma se riusciamo ad ottenere qualche risultato è anche grazie ai lettori come te, che ci danno spesso spunti di riflessione e motivi per approfondire quello di cui scriviamo.
Grazie!
Marco
Grazie Marco,
ma io di spunti non ne do mica, eventualmente “stresso”.
Pero’ vi seguo con molto interesse. Continuate cosi
Fede
Quanto spreco inutile….
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