Teatro: in scena come mi batte forte il tuo cuore

— Mi perdoni la domanda, ma lei…
— Forse non lo sa, ma ha un cognome illustre…
— Tobagi? Come il giornalista?
— Lei è per caso parente?
— Quel Tobagi?
Sì.
Sì, era mio padre
Queste le parole con cui Benedetta Tobagi ripercorre la vita del padre, Walter Tobagi, morto di giornalismo e di terrorismo rosso a 37 anni. Sabato sera, all’interno della rassegna Ultima luna d’estate, la compagnia Alma Rosé ha portato in scena lo spettacolo “Come mi batte forte il tuo cuore” interpretato da Elena Lolli e Manuel Ferreira
Tanta emozione ma anche tanti fatti per ripercorrere la vita di un uomo di cui lo spettacolo coglie sapientemente i tratti più intimi: la sua mitezza, la sua ricerca prima dei grandi entusiasmi, la voglia di capire un’epoca per una società migliore da consegnare ai suoi figli.
E poi le sue parole contro la violenza delle BR più propense a eliminare chi cercava un’altra strada piuttosto che i veri responsabili di una società repressiva e ingiusta.
Nessuna scenografia sul palco. La mente e il cuore sono inondati solo di verità che fanno male e di dolore. Il dolore di una figlia – Benedetta – chiamata per tutta la vita a fare i conti con l’assenza del padre. Un’assenza pesante riempita di domande, ricordi di altri e l’immagine del padre sull’asfalto.
Il vento di fine agosto ha contribuito a creare l’atmosfera, facendosi più forte quando la terribile sincerità di Benedetta ricorda l’incontro con uno degli assassini del padre – non potevo stringere la mano che ha stretto la P38 che ha ammazzato mio padre.
Il vento ha spinto in faccia agli spettatori l’invocazione al diritto di non perdonare così umana e lontana dalla retorica da sentirla bruciare nello stomaco.
Ciò che rende speciale questo spettacolo è la capacità di raccontare un dramma collettivo – quello del terrorismo dal ’77 in poi – non solo facendo conoscere un giornalista come Tobagi e ciò che lo rendeva unico ma di rendere la tragedia di una vittima del terrorismo universale.
Di far provare agli spettatori emozioni forti e scomode al punto di non poter accettare più nessuna violenza in nome di alcun obiettivo. Perché ogni vittima è un anello della catena di conflitti che imprigiona chi lotta per un mondo libero e migliore.
Per informazioni sullo spettacolo: www.almarose.it
Per non perdere gli altri appuntamenti del festival “Ultima luna d’estate”: www.ultimaluna.org
di Ilaria Brusadelli




















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