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Unexpeted Israel… noi non ti aspettiamo!

4 giugno 2011 Pubblicato da Ilaria Brusadelli 12 commenti

Israele che non ti aspetti

Dal 12 al 23 giugno a Milano, in piazza Duomo, si terrà “Unexpeted Israel, Israele che non ti aspetti”, una kermesse sulla tecnologia e sul turismo israeliani che vede tra i promotori l’ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir, le stesse autorità di Tel Aviv in collaborazione con gli enti locali lombardi, per raccontare “un Israele diverso da quello di Stato interessato da un conflitto”.

Un tendone di 900 metri quadri, per un costo annunciato che si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro racconterà le grandi invenzioni made in Israel dalla chiavetta USB a tecnologie mediche. Sul sito Mosaico della comunità ebraica di Milano si parla di Israele come un’organizzazione sociale antigerarchica e flat, e una vera comunità sociale, solidale, dove quasi tutti si conoscono personalmente.

Israele – non lo mettiamo in dubbio – è questo. Ma non solo.  Abbiamo tutti sentito un senso di vergogna nel vedere gli eccessivi sfarzi e onori con cui è stato ricevuto Gheddafi in passato. Ora puntiamo l’indice contro i suoi crimini, ce ne inorridamo e crediamo che la bestemmia “guerra umanitaria” sia inevitabile.

Israele si macchia e si è macchiato continuamente di crimini contro l’umanità, come ha denunciato in passato l’ONU, come conferma Amnesty nel rapporto 2011 e come tantissime associazioni pro Palestina ribadiscono con forza. Abbiamo un’arma che ci permette di prevenire  guerra, terrorismo, violenza: il boicottaggio. Questa kermesse va esattamente contro all’idea di chiudere i rapporti con uno Stato che in nome della sua libertà, democrazia e diritto di esistere di fatto toglie questi diritti a un altro popolo.

Che senso ha progettare attrezzature mediche all’avanguardia, vantarsi del proprio sistema sanitario se poi si impedisce di fatto ai palestinesi di curarsi? Medici e farmaci bloccati al confine, malati bloccati dall’altra parte del confine. Per non parlare del bombardamento degli ospedali durante l’Operazione Piombo Fuso (2009).

Basta considerare Israele l’unica democrazia del Medio Oriente. Iniziamo a pensare al suo Governo come un’Istituzione che basa la sua sopravvivenza sul terrore quindi, terrorista.

Nella petizione contro la Kermesse israeliana si legge:

si vorrebbe cancellare la memoria della pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello stato di Israele e che perdura tuttora: la cacciata violenta degli abitanti della Palestina nel 1948-49, l’espropriazione della loro terra, la soppressione dei loro diritti civili e dei più fondamentali diritti umani, la negazione del diritto dei profughi palestinesi al ritorno nella propria terra.
Uno Stato che legittima l’apartheid come prassi quotidiana, nascondendola sotto la parola “sicurezza” (tanto cara anche ai nostri governi), che costruisce un muro alto più di otto metri che impedisce ai palestinesi di accedere ai propri campi, alle scuole e agli ospedali, espropriando altra terra, case, fonti di vita. Un muro che – in aperta violazione di sentenze e accordi internazionali – annette, sempre in nome del Santo Diritto alla Difesa, insediamenti illegali, che neanche dovrebbero esistere.

Uno Stato che dalle alture siriane del Golan – occupate illegalmente dal 1967 – si appropria di 450 milioni di metri cubi di acqua all’anno, lasciandone solo 22 ai palestinesi, quando invece le risorse andrebbero divise equamente: ecco svelata la grande tecnologia idrica israeliana.

Sempre sul sito Mosaico si parla di un’altra creazione di Israele “il più grande dissalatore al mondo, un gigantesco macchinario capace di convertire milioni di ettolitri di acqua di mare in acqua dolce“. Probabilmente, chi sa i crimini del governo israeliano guarderà quel dissalatore con occhi diversi.

La petizione del comitato “No all’occupazione israeliana di Milano” chiude con queste parole che ¡NO MÁS! sottoscrive:

Per questo non tolleriamo che Milano diventi la passerella per un’operazione di propaganda tanto vergognosa quanto ipocrita!

Più di 70 risoluzioni delle Nazioni Unite in difesa dei Palestinesi, di condanna delle politiche di Israele sono state ignorate: Israele le ha tutte disattese, con l’appoggio determinante degli USA, l’inettitudine colpevole dell’Unione Europea e di tutti gli stati europei. In particolare l’Italia si è resa complice sottoscrivendo numerosi accordi di cooperazione economica, militare e scientifica con Israele.

Noi italiani ci vergogniamo del marcato servilismo dei nostri governi nei riguardi di Israele e chiediamo a chi governa la Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Milano di cancellare un evento che lede l’immagine di una Milano medaglia d’oro alla Resistenza, che rifiuta ogni tipo di razzismo e discriminazione.

E invitiamo tutte e tutti a partecipare alle iniziative che metteremo in campo durante quei dieci giorni, per dire NO alla guerra e a ogni regime oppressivo in qualsiasi forma si manifestino – che siano ad opera di “governi amici” o “pericolosi dittatori”- e ad ogni forma di razzismo o violazione dei diritti umani.

 

Per saperne di più:

Link alla petizione

Ism Italia organizza una serie di presidi e cortei di protesta

 

di Ilaria Brusadelli

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12 commenti »

  • Luca L. dice:

    condivido, solo un appunto: Gideon Meir è un uomo, quindi ambasciatore, non ambasciatrice. Meglio correggere, sennò poi si viene tacciati di “approssimazione” in generale ;)

  • Redazione dice:

    Grazie Luca per la segnalazione.

  • Agora' di cloro » Non c’è Palestina senza Libia e non c’è Libia senza Palestina (e ancora Mladic) dice:

    [...] Impediamo lo scempio, “ISRAELE CHE NON TI ASPETTI”. Le “10” giornate della vergogna, dal 12 al 23 giugno 2011, in piazza Duomo a Milano. Non un [...]

  • Nick dice:

    forse SAREBBE ORA anche di fare una manifestazione “israele che NON ti aspetti” però con l’aiuto e la solidarietà di ebrei e israeliani contro l’occupazione
    mi stufa un bel po’ sentire sempre parlare di Israele/ebrei/israeliani come un corpo unico, anch’io sono italiano ma NON berlusconiano, mi sentirei male se chi combatte per la democrazia fuori dall’Italia mi assimilasse in automatico a lui e alla sua banda e mettersi contro la GENTE (e mettere i popoli uno contro l’altro) è TIPICO di chi fa la grana con la guerra. Dobbiamo proprio dar loro una mano? nn capisco- sento sempre parlare ottimamente dei presupposti (su cui concordo) cioè perchè e percome l’occupazione non va e bisogna combatterla e respingerla, ma mai una parola su COSA si propone: per favore ditemelo

    la guerra totale? finchè non si fa saltare il porco israele, come chiede il porco dittatore Amadinejad? (che NON è l’iran, per me, sia chiaro)
    2 popoli 2 stati? NON se ne parla più-mai, come mai?
    2 popoli 1 stato? come dice l’Electronic intifada – mi pare? e se si, ma COME??
    grazie per darmi qualche lume per chiarirmi le idee, perchè per quanto cerchi di informarmi è sempre buio pesto. Ciao. N.

  • Federico dice:

    Voglio andare contro corrente, e quindi mi aspetto grandi “insulti”, ma alla fin fine e’ giusto sentire tutte le campane.
    Adesso come negli ultimi 60 anni, non c’e’ una via d’uscita, quindi la pace e’ ancora molto lontana. Soprattutto dopo il tentativo di Obama di mediare, questo perche’ non c’e’ la voglia nei potenti.
    Quindi se davvero arrivano 2,5 mln di Euro per un grande stand, perche’ non farlo ?
    Alla fin fine Milano ci guadagna e tutto il turismo che puo’ andare in quelle zone puo’ creare sensibilizzazione sul problema.
    Inoltre condivido pienamente quello che ha detto Nick, non sono tutti uguali, io ho avuto la fortuna di conoscere alcuni israeliani e mi sono sembrate persone con una testa predisposta alla pace, anche a loro non piace farsi 3 anni di militare obbligatorio dove vengono “sbattutti” in prima linea a fare repressione, rischiando per giunta la “pelle”.
    Speriamo presto si possa realizzare il progetto 2 popoli in 2 stati.

  • Stefano Musumeci dice:

    Parto dal presupposto che quando si parla di boicottaggio di Israele si intende la politica del governo israeliano.
    Se ci concentriamo solo sul lato umano della strage palestinese, tralasciando motivazioni e pensieri politici-economici, sostengo il boicottaggio come mezzo di protesta non violenta nei confronti di un paese che dispone di una forza incredibilmente grande che schiaccia quotidianamente il diritto di un popolo chiuso in gabbia, costretto a sopportare soprusi regolarmente ignorati, senza che nessuno paghi il prezzo dei propri errori.
    Le molteplici risoluzioni dell’Onu che passano completamente inosservate sono uno degli esempi della poco volontà di Israele di trovare una soluzione al conflitto.

    Il guadagno economico della città di Milano non ci può far distrarre dalla perdita che subiamo come genere umano di fronte alla strage del popolo palestinese e in questo caso non ritengo il turismo un possibile strumento di sensibilizzazione al problema; in primo luogo per la naturale avversione di un paese a mostrare i lati “oscuri” al turista e perchè in ogni caso saremmo solo in grado di vedere una faccia della medaglia, che invece di creare sensibilizzazione, potrebbe trasformarsi in un ulteriore strumento di propaganda.

  • Ilaria Brusadelli (author) dice:

    Ciao Nik, come ho scritto nell’articolo La guerra alla guerra di israeliani impegnati per la pace ce ne sono e credo che a loro serva ancora più forza per andare contro il proprio Governo, la propria politica… abbiamo già parlato dell’importanza di distinguere popolo e stato qui, ma cercheremo di dare più spazio a questa speranza alimentata dal popolo di Israele. Personalmente credo nella possibilità di creare due stati per due popoli. In realtà ne ha parlato pure “il nobel per la Pace” Obama che ha timidamente detto un’opinione per poi dimenticarla quando Netanyahu ha ribadito che Israele non sarebbe mai tornato ai confini del ’67. Credo che la pace avrà bisogno di molto tempo ma per farlo bisognerebbe innanzi tutto mettere sullo stesso piano il governo Palestinese – considerato di terroristi – e il governo di Israele guardato come l’unica democrazia del Medio Oriente. Guardare a Israele come uno stato che applica l’apartheid è il primo passo per poi obbligarlo a rispettare il diritto di esistere della Palestina e non – come spesso fa – lasciare al suo governo l’idea di poter concedere i diritti come e quando vuole al pari di un generoso favore. Riguardo le altre ipotesi… credo che la guerra, la violenza sia una scelta sbagliata da entrambi i lati, anche quando le pietre e gli attacchi arrivano dalla Palestina. Mi piacerebbe credere nella possibilità di non dipendere da bandiere e confini, ma questa sì che è un’utopia lontana… Cosa ne dici NIK? Grazie per il tuo contributo!!!!!

  • Ilaria Brusadelli (author) dice:

    Ciao Federico, come ho scritto sopra 2 popoli e 2 stati. Se dai un’occhiata al rapporto di Amnesty si parla anche di ciò che il popolo di Israele subisce dal suo governo, proprio come accenni tu. Perché non fare lo stand? Ma perché:
    1 – per un’altra dittatura si sarebbe parlato di uno scempio. Mi sembra un’ipocrisia colossale “far finta di niente”.
    2 – perché se non vogliamo arrivare alla “guerra totale” dovremo pur far qualcosa di alternativo, cosa ne pensi del boicottaggio? Certo che i potenti non vogliono la pace, la guerra è sempre un grande business, oltre che una delle migliori strategie per mantenere la “pace” interna (Orwell ci insegna un sacco di cose…) ma io, mi spiace, non posso arrendermi all’evidenza. Il “tanto lo fanno lo stesso” e “non cambierà niente” sicuramente non produce dei risultati, non credendo nel terrorismo e nella guerra reputo una valida alternativa iniziare dalla forza dei gesti e della verità. Sarei orgogliosa di un’Italia che dice NO alla manifestazione perché Israele si è macchiato di crimini di guerra. Lo dice l’Onu, non Hamas.
    Su una cosa sono d’accordo con te, è giusto sentire tutte le campane… a presto e grazie!!!

  • Federico dice:

    Ciao Ilaria,

    se per te boicottare lo stand di Israele e’ importante in quanto identifichi il governo come “non proprio dei migliori”, io ti appoggio pienamente. Secondo me questa situazione va identificata, come sempre nella storia, in quanto lo Stato d’Israele e’ stato creato nel 1948 dopo la seconda guerra mondiale dalle Nazioni Unite. Il vero motivo era quello che nessuno voleva gli ebrei in casa e quindi hanno trovato la scusa di rimandarli nella Terra Promessa a scapito delle popolazioni locali. Quindi sono stati sempre protetti dall’Europa per non tornare indietro…
    Mentre negli ultimi anni con la scoperta del petrolio, i paesi Arabi hanno acquistato parecchio potere, ed i loro governi riescono ad accentrare tutto il potete utilizzando la scusa dell’Islam.
    Quindi per i paese Occidentali la presenza di Israele in quei territori e’ fondamentale, e fa comodo per deviare tutte le loro preoccupazioni su di loro.
    Questo per arrivare a dire che: “boicotterai anche i paesi Europei, soprattutto l’Inghilterra ?”

    Scusa per la polemica. :-)
    Fede

  • Ivan dice:

    Stamattina ho visitato gli stand della Kermesse ISRAELE CHE NON TI ASPETTI.E’ PURA PROGANDA NAZISTA.

    I Palestinesi non sono nemmeno citati, i toni degli speaker sono enfatici e tutto dalleimmagine alle parole sembra dire ISRAEL UEBER ALLES!!!!

    Che pena…

  • Antonio dice:

    Sto seguendo… Un po’ di corsa e saltando con gli occhi.
    La tecnologia israeliana?
    E allora?
    Forse che i “nazisti” non avevano una loro tecnologia di avanguardia?
    Fare affari?

    E fateli questi affari! Chi ci guadagna e ci lavora… Non chiedo mica che chi campa così, con gli israeliani, perda il pane suo e dei suoi figli? Ma non valeva anche per l’Iran e la Libia di Geddafi?

    Ed in ogni caso, il pane che tu mangi (e che io non ti tolgo), può togliere a me il diritto di diritto che è un poco intinto nel sangue?
    Forse è più buono e nutriente… Chissà?

    Infine, penso che l’evento sia da cogliere come una “opportunità” per risvegliare una coscienza da tempo sopita. Se siamo qualcuno in più rispetto a ieri, ed ogni volta sarà così, non credo che dovremo aver paura di altri eventi propagandistici israeliani. Quanto ai nostri politici, che adesso vediamo in passerella, sarà questa una cosa di cui chiedere loro conto.
    Se i cittadini “dormono”, gli onorevoli rappresentanti del popolo sono profumatamente pagati per stare svegli, vigilando sulla nostra libertà, sui nostri diritti, sulla nostra dignità…

    Lo stiamo vedendo come e quanto lavorano bene, ad incominciare dal neo sindaco Pisapia…

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