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Il No-Balotelli Day
di Marco Pozzoli

State tranquilli, non sono impazzito...
So bene che il sito non prevede una sezione sportiva, ma ritengo sia giusto dedicare spazio alle vicende “calcistiche” dello scorso sabato sera. In realtà ciò che è successo è legato al mondo del pallone soltanto perché si era in uno stadio durante una partita, perché non si può connettere un simile schifo ad uno degli sport più belli e praticati in questo pianeta...


Ma veniamo al fatto: nell’anticipo del sabato sera di serie A andava in scena Juventus-Inter, superclassica sfida del campionato italiano, attesa da tutt’Italia con un interesse che per una volta andava al di là dei motivi prettamente sportivi: “Si riuscirà finalmente sabato a dare un calcio al razzismo?” è la domanda che giornali, politici e molte altre persone (me compreso) ponevano e si ponevano, a seguito dei fatti che nelle ultime settimane hanno funestato il calcio italiano.
Da ormai qualche settimana, infatti, è emerso un particolare accanimento da parte di una fetta della tifoseria (passatemi il corsivo, definire tifosi certi idioti mi riesce troppo difficile) juventina nei confronti di un giocatore dell’Inter, Mario Balotelli. Non è la prima volta che nella sua seppur ancor breve carriera (ha 19 anni) questo ragazzo subisce insulti particolarmente pesanti, sia per un atteggiamento in campo e fuori non sempre “bendisponente” nei suoi confronti, sia purtroppo per il colore della sua pelle (è italiano, ma i suoi genitori sono ghanesi). In quest’ultimo periodo però le cose sono andate degenerando, e nelle due-tre partite precedenti la supersfida di sabato, dalla curva bianconera sono partiti cori offensivi contro Balotelli a intervalli regolari, gesto peraltro molto vigliacco in quanto il giocatore non era nemmeno presente in campo.
In tanti speravano che sabato sera fosse il momento buono per la svolta, a partire dalla due società (va detto che la Juventus ha immediatamente preso le distanze dagli autori di questi gesti), e in settimana si è tanto parlato dei valori che lo sport dovrebbe trasmettere E invece...
Invece peggio di così non sarebbe potuta andare: quello che doveva (e questo sì aveva ben donde di essere) un altro “No B-day” ha cambiato protagonista in serata, stessa iniziale (sembra quasi fatto apposta, per tenere buono il titolo dell’evento) ma ci si ferma lì, un ragazzo di 19 anni che corre dietro ad un pallone non c’entra proprio niente con un presunto corruttore mafioso che finge di fare il Presidente del Consiglio...
Cori offensivi e fischi dal primo al novantesimo minuto, con tanto di rissa finale in campo innescata dallo stesso Balotelli e da un avversario, tanto per aggravare una situazione già pessima di suo. Il giorno dopo, basta aprire Facebook per trovare centinaia di link anti-Balotelli, ce n’è per tutti i gusti … Ora, si può stare a discutere fino all’infinito sul fatto che questi insulti sia dovuti a vero e proprio razzismo o solamente agli atteggiamenti del ragazzo, ma credo che in realtà non sia nemmeno tanto importante alla fine. Perché in un Paese dove come mai prima d’ora c’era bisogno di segnali forti di promozione dell’integrazione razziale, poichè altrettanto forte è il rischio di derive razziste, compiere gesti del genere e soprattutto esaltare gli idioti che li compiono di certo non aiuta la promozione di una cultura di pace, non aiuta a tendere la mano a chi è diverso, ma contribuisce soltanto ad alimentare la spirale di odio e pregiudizio verso persone che hanno la sola colpa(se così si può chiamare) di avere un diverso colore della pelle, e di arrivare da terre dove la vita è difficile, più che qua...
Lo sport è uno dei mezzi più potenti che abbiamo in questo senso, e il suo impatto può essere meraviglioso o devastante a seconda dell’uso che se ne fa…
Credetemi, io non sono interista, ma spettacoli come quelli di sabato spero di non vederne più.
Ci stanno gli sfottò in una partita di pallone, ma quando il calcio diventa un pretesto per dar sfogo alla parte peggiore dell’uomo bisogna fermarsi, e condannare questa vergogna... Per il buon nome dello sport…
Per ogni bambino che pensa solo a tifare la sua squadra del cuore… Per un’umanità che non si può perdere in una partita di calcio…

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