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QUI L’ AVANA
di Marzio Castagnedi*

DA BOLIVAR A CHAVEZ VERSO LA II INDIPENDENZA
E’ questo il titolo di un documentario molto interessante presentato al 31 Festival del nuevo Cine Latinoamericano de L’Avana e realizzato da un gruppo di giovani realizzatori argentini di “ SIESE Manuel Ugarte”, un progetto audiovisivo della citta’ di Cordoba. Il filmato in 65 minuti racconta con precisione e incisivita’ la storia di due secoli dell’America Latina a cominciare dell’opera maiuscola del libertador Simon Bolivar, l’uomo che nei primi tre decenni dell’ Ottocento contribui’ grandemente alla indipendenza dal colonialismo spagnolo di un ampio territorio che corrisponde oggi agli stati di Venezuela, Colombia, Ecuador e Bolivia. Jose’ Marti’ nella seconda meta’ del secolo avrebbe poi ispirato e guidato l’opposizione e la guerra di indipendenza di Cuba, ultimo paese a liberarsi dall’occupazione spagnola durata 4 secoli. Nel documentario si citano altri importanti artefici delle lotte per l’indipendenza dei paesi e popoli latinoamericani: come Jose’ Sanmartin, Francisco de Miranda, Sandino e naturalmente Fidel Castro lider della rivoluzione cubana e Hugo Chavez presidente dell’attuale Venezuela bolivariano. Il problema storico e’ pero’ quello che, caduto il dominio spagnolo, sono stati gli Usa a prenderne il posto invadendo militarmente molte nazioni latinoamericane (al Messico, gia a meta’ 800, per esempio, sottrassero molto del suo territorio originale),e appoggiando colpi di Stato (vedi Cile 1973) e governi di ristrette e prepotenti oligarchie locali legate agli interessi politici ed economici degli Stati Uniti. Per questo i popoli latinoamericani devono ancora lottare per raggiungere la seconda definitiva e completa indipendenza e piena sovranita’ nazionale sempre minacciata, in vari modi diretti e indiretti, dall’impero Usa. Documento filmico utile e importante questo “da Bolivar a Chavez”, trasmesso, tra le altre, dalla tv cubana. Se fosse programmato chissa’ un giorno anche alla tv italiana, fatto quasi impossibile, farebbe piena chiarezza riguardo storia e realta’ dell’America Latina di ieri e di oggi, nella nostra opinione pubblica che e’ invece totalmente sviata dalla disinformazione cronica italiana sull’argomento.

VIII CUMBRE dell’ ALBA, ALIANZA BOLIVARIANA PARA LOS PUEBLOS DE NUESTRA AMERICA. Dal 11 al 14 dicembre si e’ svolto all’Avana un nuovo vértice dell’”ALBA”, a 5 anni dalla sua fondazione qui’ all’Avana nel 2004 da parte di Fidel Castro e Hugo Chavez. In poco tempo di strada ne e’ stata fatta e l’Allenza cresce ed e’ oggi costituita da 9 paesi: Cuba, Venezuela,Ecuador, Bolivia,S.Vicente y Granadinas, Martinica, Antigua , Barbuda. Era presente anche una rappresentanza in esilio dell’Honduras ( come tutti sanno nel paese centroamericano e’ in atto da giugno 09 un governo illegittimo nato da un golpe di destra contro il presidente legalmente eletto Manuel Zelaya). A fare gli onori di casa il presidente cubano Raul Castro, accanto a Hugo Chavez, il nicaraguense Daniel Ortega e Evo Morales da pochi giorni rieletto in Bolivia con oltre il 63% dei voti.
I temi discussi molti e importanti:si sono firmati 230 convegni economici, politici e culturali con un’interscambio cresciuto enormemente tra i paesi aderenti. Ha preso vita una banca dell’ALBA, e’ stata creata una nuova moneta, il “sucre” al posto del dollaro americano nella transazioni economiche e sono stati rilanciati i progetti e la realizzazione di gasadotti e petrodotti. Il tutto si affianca ad altre realta’ continentali gia in marcia da tempo di cui fanno parte altri importanti paesi tra cui Brasile, Argentina,Uruguay, Paraguay. “Abbiamo preso un grande impegno coi nostri popoli e con la storia e dobbiamo accelerare e fortificare il processo di crescita e consolidamento dell’ALBA” – hanno dichiarato Raul Castro e Chavez - anche perche’stanno crescendo le minacce da parte degli Usa, con la realizzazione di ben 7 nuove basi militari in Colombia e la presenza assidua della 4.ta flotta navale Usa nel Mar dei Caraibi. E con Hilary Clinton, ministra Esteri Usa, a denunciare i rapporti economici di Venezuela e Bolivia con l’Iran. Ha risposto Evo Morales,presidente boliviano:” Gli Stai Uniti non hanno nessuna autorita’ morale per parlare di terrorismo quando inviano truppe a occupare altri paesi o installando basi militari in molte regioni e continenti”.Il vertice dell’ALBA ha anche rimarcato l’urgenza stretta perche’ i grandi paesi industrializzati del mondo avviino una reale risoluzione dei gravi problemi del cambio climatico che minaccia sensibilmente anche i paesi del Sud del mondo e del Caribe a Americalatina.

AL SUD DE LA FRONTIERA, e’ il film-documento di Oliver Stone presentato a oltre 4000 spettatori al gala di chiusura del 31 Festival Internazionale del nuovo cinema latinoamericano de La Habana. Come si ricordera’ il film di Stone sollevo’ critiche e molte polemiche all’ ultima Mostra di Venezia di settembre scorso, poiche’ il regista fu accompagnato dal presidente Chavez, che poi e’ il protagonista del film dato che sostiene con Stone una ampia e intervista in cui rievoca in particolare il tentato colpo di Statio contro di lui nell’aprile 2002, fallito in due giorni, e il successivo golpe del blocco di 4 mesi l’anno seguente della produzione petrolifera allora ancora sotto controllo di una dirigenza ambigua. Ma il regista parla anche col presidente Lugo del Paraguay, con Cristina Fernandez dell’Argentina, con Evo Morales di Bolivia,con Raul Castro di Cuba.
Il tutto per dimostrare e comunicare che nel continente Latinoamericano negli ultimi 10 anni e cambiato davvero molto, con moltissimi paesi ad aver votato i candidati si sinistra o progressisti. E’ una realta’ storica evidente, chiara e travolgente:un intero continente ha cambiato faccia. Agli Usa rimangono solo le alleanze trette con la Colombia e poi con l’Honduras golpista e poco altro. Oliver Stone ha fatto questo film anche perche’ in Usa ed Europa, politici, industriali, intellettuali, opinione pubblica guardino in faccia questa realta’ nuova. Ma, come si diceva , il sistema giornalistico-informativo occidentale “non vuole proprio capire” e continua a usare solo due parole, populismo e demagogia, invece di comprendere un cambio profondo in popolazioni e nazioni devastate per 25 anni dalle politiche economiche neoliberiste selvagge, condotte dalle multinazionali straniere, in primis quelle statunitensi.

IL CHE, UN HOMBRE NUEVO, e’ un’altro interessante lavoro presentato al Festival de La Habana. E’ un film-documento sul Che realizzato dal regista argentino Tristan Bauer, 50enne autore di importanti film come “Iluminados por el fuego”, vincitore del primo premio Coral all’Avana nel 2005 (film sulla breve e sanguinosa guerra del 1982 nelle isole Malvinas che, pur stando in fondo all’Argentina a ben 18000 kilometri dall’Inghilterra sono di proprieta’ di quest’ultima!). Questo recente lavoro sul Che Guevara di Bauer, il cui progetto lo ha occupato per lungo tempo, arriva un anno dopo la presentazione qui al festival de L’Avana del super-film in due parti di Steven Soderbergh e interpretato dal grande Benicio del Toro, cioe’ Che l’Argentino e Guerriglia (usciti in Italia in aprile 09 e programmati nei cinema fino all’estate, e ora in dvd).
Se quel film era la summa della personalita’ e dell’avventura umana e storica del Che Guevara nella dimensione del cinema di fiction, questo nuovo lavoro di Bauer e’un’opera fondamentale nel settore del film documentario. Due ore la durata, anni di ricerche, documenti inediti e straordinari trovati dal regista argentino presso l’archivio militare boliviano, tra cui due quaderni inediti scritti dal Che nella selva boliviana nel 1967. Come si diceva questi film e materiali filmici qui citati molto difficilmente arriveranno nella sale o nelle tv italiane, come ben si sa molto affaccendate con programmazioni la cui qualita’,buon gusto, intelligenza e moralita’ e’ dubbia assai. Quindi il pubblico piu attento dovra’ notarsi che ogni fine di ottobre a Trieste esiste una importante rassegna del Cinema Latinoamericano che presenta molti dei film presenti al festival all’Avana. Il direttore della rassegna triestina, Rodrigo Diaz,anche quest’anno e’ stato presente all’Avana. Da seguire quindi il suo festival di Trieste del prossimo ottobre 2010, anche perche’ Diaz ogni anno porta poi una selezione dei film in citta’ come Milano, Verona, Roma. Per vedere cine da latinoamerica di qualita’ e forte interesse, quindi questa e’ una delle rare occasioni italiane.

*cittadino italiano, vive a l'Avana - Cuba, per dieci mesi all'anno dedicandosi all'attività giornalistica, in particolare quello cinematografico.

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